Il rebus dei bonus casa: dal 2026 al 2034 la detrazione per le ristrutturazioni cambierà forma più volte. Dall'Agenzia delle Entrate la guida con lo specchietto delle modifiche previste nei prossimi anni
Bonus casa, più modifiche ad aliquote e limiti dopo il 2026.
Se per l’anno in corso è confermato il doppio binario del 36 e del 50 per cento, differenziato in base al titolo di proprietà e all’utilizzo o meno dell’abitazione come prima casa, nei prossimi anni bisognerà fare i conti con più ritocchi già messi nero su bianco.
Ad aiutare a comporre il puzzle delle novità che fino al 2034 segneranno il futuro del bonus sulle ristrutturazioni edilizie è la guida aggiornata dall’Agenzia delle Entrate e pubblicata il 13 febbraio 2026, prima “bussola” per orientarsi nel sempre più intricato scenario delle detrazioni edilizie.
Bonus casa, dal 2026 al 2034: l’Agenzia delle Entrate fa ordine nella guida aggiornata
La Legge di Bilancio 2025 ha modificato in maniera sostanziale le regole relative al bonus ristrutturazioni, una delle principali agevolazioni fiscali riconosciuta a chi effettua lavori in casa.
Dallo scorso anno ha fatto il suo debutto nella normativa che regola la materia, contenuta nell’articolo 16-bis del TUIR, la differenziazione dell’aliquota di detrazione per i lavori effettuati sulla prima casa e per quelli che interessano le seconde case.
La percentuale standard di detrazione è del 36 per cento, valore che nel 2025, così come nel 2026 per effetto di quanto previsto dall’ultima Manovra, sale al 50 per cento per i lavori sulla prima casa in relazione alle spese sostenute dal proprietario dell’immobile o da chi detiene su di esso un diritto reale di godimento.
Non si tratta però dell’unico ritocco già messo nero su bianco.
Nei prossimi anni bisognerà far fronte a una serie di modifiche che ridurranno progressivamente la portata dell’agevolazione. In che modo?
Ad aiutare a unire insieme i pezzi delle modifiche in campo è la guida pubblicata dall’Agenzia delle Entrate sul bonus ristrutturazione, utile per orientare i contribuenti per valutare i benefici fruibili in termini di rimborso ottenibile.
Il rebus dei bonus casa dal 2026 al 2034: si va verso un taglio di aliquote e limiti di spesa
Per i lavori inclusi nel bonus ristrutturazione, sono ben 5 gli assetti che vanno considerati in relazione alla misura dello sconto fiscale fruibile.
In primis, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2024, considerando quindi i lavori già conclusi e le detrazioni già in corso di fruizione, il bonus per i lavori in casa è pari al 50 per cento delle spese, entro il limite di 96.000 euro in relazione ai costi ammissibili. Non fa differenza come e da chi è utilizzato l’immobile sul quale sono stati effettuati i lavori.
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025, e fino al 31 dicembre 2026, è invece operativo il doppio binario:
- la detrazione è pari al 50 per cento, fino a 96.000 euro di spesa, per i lavori effettuati sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale dai titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità stessa;
- la percentuale di sconto fiscale scende al 36 per cento, sempre entro il limite di 96.000 euro, negli altri casi in cui spetta l’agevolazione.
Dal 1° gennaio 2027 si cambierà ancora:
- la detrazione per le ristrutturazioni scenderà al 36 per cento, entro il limite di 96.000 euro di spesa, per i lavori sull’abitazione principale effettuati dai titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità stessa
- calerà invece al 30 per cento, entro il limite di 96.000 euro, negli altri casi.
Dal 2028 al 2033 bisognerà far fronte a un nuovo decalage: la detrazione scenderà al 30 per cento per tutti, e diminuirà in parallelo anche il limite di spesa: da 96.000 euro si passerà a 48.000 euro.
Non è finita qui: nel calderone delle regole da tenere a mente bisognerà annotare anche la modifica prevista per il 2034, quando aumenterà al 36 per cento la quota di detrazione, ma resterà invariato e fissato a 48.000 euro il limite di spesa.
| Periodo di Riferimento | Tipologia Immobile / Soggetto | Aliquota Detrazione | Limite di Spesa |
|---|---|---|---|
| Dal 26/06/2012 al 31/12/2024 | Qualsiasi immobile (senza distinzioni) | 50% | 96.000 € |
| Dal 01/01/2025 al 31/12/2026 | Abitazione principale (proprietari/diritti reali) | 50% | 96.000 € |
| Dal 01/01/2025 al 31/12/2026 | Altri casi | 36% | 96.000 € |
| Dal 01/01/2027 al 31/12/2027 | Abitazione principale (proprietari/diritti reali) | 36% | 96.000 € |
| Dal 01/01/2027 al 31/12/2027 | Altri casi | 30% | 96.000 € |
| Dal 2028 al 2033 | Qualsiasi immobile ammesso | 30% | 48.000 € |
| Dal 2034 in poi | Qualsiasi immobile ammesso | 36% | 48.000 € |
Tutto chiaro quindi su carta, ma è evidente che le modifiche che quasi di anno in anno interesseranno uno dei principali strumenti agevolativi per le ristrutturazioni edilizie non sono un buon segnale, per i contribuenti così come per le imprese.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus casa, rebus di aliquote e limiti dal 2026 al 2034