Assegno unico per i figli dal 2021: come funziona? Guida alle novità

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Assegno unico per i figli dal 1° gennaio 2021: è questo l'obiettivo al quale lavora il Governo, insieme al Parlamento, per la riforma degli aiuti alle famiglie. Come funziona, cosa cambia rispetto ad oggi e quali le novità? Ecco la guida.

Assegno unico per i figli dal 2021: come funziona? Guida alle novità

Assegno unico dal 2021, riforma in arrivo per i sussidi riconosciuti alle famiglie con figli: come funziona, chi ne avrà diritto e cosa cambia? Analizziamo di seguito tutte le novità.

L’assegno unico è il nome con il quale si identifica il nuovo strumento di sostegno, parte del Family Act, al quale stanno lavorando Governo e Parlamento.

L’obiettivo dell’esecutivo è di dare il via all’assegno unico per i figli a partire dal prossimo anno. Il disegno di legge delega è all’esame della Commissione Lavoro del Senato, e dopo il via libera partirà il lavoro attuativo.

I tempi sono stretti, ma la necessità di riformare in toto il sistema fiscale, comprese le agevolazioni in favore per i figli, è uno dei punti al centro dell’agenda di Governo.

Dal bonus bebè, fino agli ANF, l’assegno unico punta a diventare strumento onnicomprensivo per il sostegno alle famiglie con figli. Per finanziarlo servono 10 miliardi di euro aggiuntivi, da reperire anche mediante il taglio alle agevolazioni esistenti e nell’ambito della riforma fiscale 2021.

Dal 7° mese di gravidanza - soppiantando il bonus mamme domani - e fino ai 21 anni di età, le famiglie avranno diritto ad un assegno economico d’importo calcolato in base al valore dell’ISEE.

Si parla attualmente di un assegno mensile dagli 80 e fino a 240 euro, importo da calcolare anche in base all’età del figlio, con la contestuale abolizione di alcuni dei bonus per le famiglie ad oggi vigenti: assegni familiari, ANF, bonus mamme domani, bonus bebè e detrazioni figli a carico.

Assegno unico figli fino a 21 anni: come funziona? Guida alle novità

Il Family Act approvato in Consiglio dei Ministri l’11 giugno 2020 ha previsto tra le novità più rilevanti e di più immediata attuazione l’assegno unico per i figli, sostegno universale di importo progressivo, calcolato sulla base del modello ISEE.

È la proposta di legge approvata alla Camera il 21 luglio 2020 a fornire le prime indicazioni utili per capire come funziona e quali sono le novità in arrivo dal 2021. Il testo della legge delega è ora all’esame della Commissione Lavoro del Senato e successivamente l’avvio dell’assegno unico è subordinato all’emanazione dei decreti attuativi del Governo.

L’approvazione del decreto legislativo per il via all’assegno unico per i figli è previsto entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, ma dal Governo arriva la promessa di un iter veloce, per puntare all’avvio del nuovo bonus per le famiglie già nel 2021.

I pilastri dell’assegno unico per i figli sono contenuti nel progetto di legge Lepri-Delrio, che fissa a 240 euro al mese l’importo del contributo riconosciuto fino a 21 anni.

Importo che però potrebbe essere rimodulato per i figli di età superiore a 18 anni.

Assegno unico per i figli: per il calcolo servirà il modello ISEE

Secondo quanto previsto dal Family Act, l’importo dell’assegno unico dovrà essere strutturato secondo i seguenti parametri:

  • un assegno universale di importo minimo, riconosciuto a tutte le famiglie con figli fino a 18 anni (elevabile fino a 21 anni);
  • una maggiorazione variabile determinata per scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • in caso di figlia o figlio successivo al secondo, l’importo dell’assegno universale è maggiorato del venti per cento;
  • è riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
  • l’importo dell’assegno tiene conto dell’età dei figli a carico;
  • l’assegno universale è incrementato per ciascun figlia o figlio con disabilità, ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • è riconosciuta una integrazione compensativa dell’importo dell’assegno diretta ad assicurare che lo stesso non risulti in ogni caso inferiore a al trattamento complessivo in quello in godimento al nucleo familiare.

Il nuovo assegno unico prenderebbe il posto dei bonus per le famiglie e nuovi nati attualmente vigenti.

Tra queste, sarebbero aboliti il bonus bebè, il bonus mamme di 800 euro, così come gli assegni familiari e gli ANF ed alcune detrazioni fiscali, tra le quali quella per gli asili nido.

Assegno unico anche per i percettori del reddito di cittadinanza

I dettagli operativi sul funzionamento dell’assegno unico arriveranno soltanto dopo il doppio passaggio dell’approvazione da parte del Senato e dell’emanazione dei decreti attuativi.

Il testo del disegno di legge stabilisce che questi dovranno garantire l’accesso alla misura anche ai percettori del reddito di cittadinanza, congiuntamente e con le stesse modalità di erogazione dello stesso.

Nella determinazione dell’importo del reddito di cittadinanza verrà tenuto in considerazione anche l’importo dell’assegno unico riconosciuto ai componenti di minore età presenti nel nucleo familiare.

L’assegno unico sarà inoltre ripartito in pari misura tra i genitori. In caso di separazione, annullamento, cessazione o scioglimento del matrimonio, sarà riconosciuto al genitore affidatario o ad ambedue in caso di affidamento congiunto.

Il disegno di legge in discussione al Senato stabilisce, al fine di monitorare l’attuazione e la verifica dell’impatto della misura, l’istituzione un organismo aperto alla partecipazione delle associazioni familiari maggiormente rappresentative.

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