Reddito di cittadinanza: a chi spetta, requisiti e soglie ISEE

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Reddito di cittadinanza: i requisiti da rispettare e le soglie ISEE entro cui rientrare. Nel decreto approvato il 17 gennaio dal Consiglio dei Ministri a chi spetta e come funziona.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta, requisiti e soglie ISEE

Reddito di cittadinanza: i requisiti da rispettare e le soglie ISEE entro cui rientrare. Nel decreto approvato il 17 gennaio dal Consiglio dei Ministri a chi spetta e come funziona il sistema.

Il reddito di cittadinanza non è più solo un’idea. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che stabilisce regole, requisiti e procedure da seguire e definisce il sistema su cui si reggerà “la misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro”, come viene definita nell’articolo 1 del Decreto Legge Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.

5.974 milioni di euro nel 2019, 7.571 milioni di euro nel 2020, 7.818 milioni di euro nel 2021 e di 7.663 a decorrere dal 2022 sono i fondi stanziati. Con delle leggere variazioni rispetto alla bozza del 4 gennaio 2019 che indicava 6.110 milioni di euro nel 2019, 7.755 milioni di euro nel 2020, 8.017 milioni di euro nel 2021 e 7.841 a decorrere dal 2022.

Rivisto, nella versione definitiva, una parte del testo relativo al ruolo dei Centri per l’Impiego di cui si è tanto discusso negli ultimi mesi. Eliminato il comma 10 dell’articolo 4 Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale così come scritto nella bozza:

I Centri per l’impiego sono i responsabili principali della gestione del Patto per il Lavoro con i beneficiari e della condizionalità ai sensi del presente articolo, nonché degli obblighi del beneficiario del RdC, dei controlli insieme agli altri enti delle dichiarazioni ai fini del godimento del beneficio:

a) favoriscono l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro;
b) effettuano un bilancio delle competenze, di orientamento e di aiuto nella ricerca del lavoro;
c) costituiscono un apposito Sportello azienda dedicato alla domanda di lavoro da parte dell’impresa e gestiscono gli incentivi laddove previsto dall’articolo 8;
d) fissano incontri regolari tra aziende e lavoratori e orientano i lavoratori verso i corrispondenti corsi di formazione utili per l’inserimento lavorativo secondo il profilo specifico di ogni beneficiario.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta, requisiti e soglie ISEE

Il debutto del reddito di cittadinanza è previsto ad aprile 2019. Chi risponde ai requisiti richiesti avrà diritto, a partire dal mese successivo a quello della richiesta, a un assegno mensile fino a un importo massimo di 780 euro, nel caso di nuclei familiari composti da una sola persona.

L’importo risulta da un’integrazione al reddito, fino a 500 euro, più un contributo per l’affitto, fino a 280 euro. Scende a un massimo di 150 euro il contributo per chi paga il mutuo.

Nel decreto, inoltre, si legge che possono prevedersi anche misure non monetarie ad integrazione, come agevolazioni per l’utilizzo di trasporti pubblici, di sostegno alla casa, all’istruzione e alla tutela della salute.

La durata della prestazione è pari a 18 mesi, rinnovabile di ulteriori 18 mesi dopo la verifica dei requisiti e 30 giorni di stand by.

Nei 13 articoli del Decreto dedicati al reddito di cittadinanza si stabilisce a chi spetta, quali sono i requisiti da rispettare e il limite delle soglie ISEE, ma anche come fare domanda, a quali sanzioni si può incorrere e quale percorso bisogna seguire una volta che è stato concesso il sostegno.

Il reddito di cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari. E innanzi tutto è utile fare chiarezza sulla definizione. Come si legge nel comma 6, articolo 2:

“Ai fini del RdC, il nucleo familiare è definito ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013. In ogni caso, anche per la richiesta di prestazioni sociali agevolate diverse dal Rdc, ai fini della definizione del nucleo familiare, valgono le seguenti disposizioni, la cui efficacia cessa dal giorno successivo a quello di entrata in vigore delle corrispondenti modifiche del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013:

  • i coniugi permangono nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione o divorzio, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione;
  • il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini IRPEF, non è coniugato e non ha figli.”

Il nucleo familiare per accedere al reddito deve rispondere alle caratteristiche che seguono:

  • in merito alla residenza e al soggiorno, chi ne fa richiesta deve essere:
    • in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione Europea, ovvero suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero proveniente da paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
    • residente in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo;
  • per quanto riguarda i requisiti reddituali e patrimoniali, il nucleo familiare deve possedere:
    • un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), ci cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, numero 159, inferiore a 9.360 euro;
    • un valore del patrimonio immobiliare, come definito a fini ISEE, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad una soglia di euro 30.000;
    • un valore del patrimonio mobiliare, come definito a fini ISEE, non superiore a una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo; i predetti massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente con disabilità, come definita a fini ISEE, presente nel nucleo;
    • un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di euro 6.000 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza previsto. La predetta soglia è incrementata ad euro 7.560 ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. In ogni caso la soglia è incrementata ad euro 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione, come da dichiarazione sostitutiva unica ai fini ISEE (di seguito denominata DSU);
  • per quanto riguarda il godimento di beni durevoli, nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità:
    • di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta;
    • di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc;
    • motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente;
    • di navi e imbarcazioni da diporto.

L’articolo 2 che delinea un identikit dei beneficiari specifica che il reddito di cittadinanza è compatibile con la Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione.

Non hanno diritto al reddito di cittadinanza, invece, i detenuti e i pazienti ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica.

Compromessa la possibilità di richiederlo anche per i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta, come fare domanda e come funziona

Chi ha i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza potrà farne richiesta non appena saranno definite nel dettaglio le modalità operative.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto approvato il 17 gennaio 2019 l’INPS, in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, predisporrà il modulo di domanda con un rimando alla Dichiarazione Sostitutiva Unica per le informazioni già dichiarate dal nucleo familiare a fini ISEE.

Nell’articolo 5, in ogni caso, ci sono già alcune indicazioni utili. La domanda dovrà essere presentata:

  • presso il gestore del servizio integrato di cui all’articolo 81 del decreto-legge 25 112 del 2018, verosimilmente le Poste Italiane;
  • CAF convenzionati con l’INPS.

Una volta presentata la domanda, comincerà l’iter per beneficiare dell’assegno. L’INPS dovrà ricevere le domande entro dieci giorni dall’invio e verificare, entro cinque giorni lavorativi, il possesso dei requisiti per l’accesso al reddito di cittadinanza sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate.

Come si legge nel documento, i requisiti economici di accesso al reddito di cittadinanza si considerano posseduti per la durata della attestazione ISEE in vigore al momento di presentazione della domanda e sono verificati nuovamente solo in caso di presentazione di nuova DSU, ferma restando la necessità di aggiornare l’ISEE alla scadenza del periodo di validità dell’indicatore.

Gli altri requisiti si considerano posseduti sino a quando non intervenga comunicazione contraria da parte delle amministrazioni competenti alla verifica degli stessi.

Chi avrà diritto al reddito di cittadinanza avrà a disposizione una carta acquisti unica per il nucleo familiare. Per i nuclei composti da un singolo individuo sarà possibile effettuare prelievi di contante entro un limite di 100 euro al mese, nel caso dei nuclei familiari con più di un componente l’importo è calcolato secondo la scala di equivalenza.

Dalla bozza alla versione finale è stato eliminato il comma 7 dell’articolo 5:

È fatto divieto del consumo di beni e servizi provenienti dal gioco di azzardo e che portano alla ludopatia, pena la revoca del beneficio.”

Dopo l’approvazione, mancano solo i dettagli operativi per trasformare il reddito di cittadinanza in realtà. Ma non bisogna dimenticare che l’obiettivo ultimo della misura è l’inserimento dei cittadini più deboli nel mondo del lavoro.

E infatti resta confermato l’obbligo di accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue entro i 100 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario nei primi sei mesi di fruizione del beneficio, oppure entro 250 chilometri di distanza oltre il sesto mese di fruizione del beneficio.

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