Limite contanti, 2.000 euro dal 2020: come cambia la soglia dei pagamenti

Rosy D’Elia - Fisco

Limite contanti, la soglia massima per i pagamenti passa da 3.000 a 2.000 euro nel 2020 e 2021, e a 1.000 euro dal 2022. A stabilirlo è l'articolo 18 del Decreto Fiscale 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019. Restringere il campo del contante per ampliare quello del bancomat e dei metodi tracciabili rientra in una strategia di lotta all'evasione fiscale.

Limite contanti, 2.000 euro dal 2020: come cambia la soglia dei pagamenti

Nuovo limite contanti, il Decreto Fiscale 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019, stabilisce una nuova soglia di cui tener conto per i pagamenti dei prossimi tre anni. Dai 3.000 euro attuali si passa ai 2.000 euro nel 2020 e 2021, e ai 1.000 euro previsti per il 2022.

A stabilire le novità, l’articolo 18 del DL numero 124 del 2019. Si restringe il campo d’azione del contante per ampliare il terreno dei pagamenti tramite bancomat, e in generale di quelli tracciabili.

Le nuove disposizioni rientrano in un progetto più ampio di lotta all’uso dei contanti, considerato tra gli indizi che portano all’evasione fiscale e al riciclaggio.

E tra le altre misure, si introduce un meccanismo di sanzioni e agevolazione per favorire l’utilizzo diffuso dei POS.

Limite contanti: la soglia massima per i pagamenti passa da 3.000 a 1.000 euro

La prima bozza del Decreto Fiscale 2020 dedicava al nuovo limite per l’uso dei contanti una sola riga: quanto bastava per modificare la cifra stabilita in precedenza con il valore di 1.000 euro.

Nella versione definitiva pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019 le novità sulla soglia da rispettare per l’utilizzo dei contanti sono diventate più dettagliate, ed è stata esplicitato che si procederà per gradi.

Se nella prima stesura le nuove disposizioni in materia fiscale riscrivevano alcuni punti della normativa di riferimento, il testo ufficiale interviene aggiungendo due commi nel DL numero 231 del 21 novembre 2007:

  • a) all’articolo 49, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: “3-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 il divieto di cui al comma 1 e la soglia di cui al comma 3 sono riferiti alla cifra di 2000 euro. A decorrere dal 1° gennaio 2022 il predetto divieto e la predetta soglia sono riferiti alla cifra di 1000 euro”;
  • b) all’articolo 63, dopo il comma 1-bis è aggiunto il seguente: “1-ter. Per le violazioni commesse e contestate dall’1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 il minimo edittale, applicabile ai sensi del comma 1, è fissato a 2000 euro. Per le violazioni commesse e contestate a decorrere dall’1 gennaio 2022 il predetto minimo edittale è fissato a 1000 euro”.

Con il DL numero 124 del 2019, il limite del divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro e in valuta estera cambierà nei prossimi anni come segue.

AnnoLimite contanti
2019 3.000 euro
2020 2.000 euro
2021 2.000 euro
2022 1.000 euro

Limite uso contanti, come è cambiato nel tempo: uno strumento di lotta all’evasione fiscale

Negli ultimi mesi c’è stata una stretta sui contanti su più fronti: dal 1° settembre le banche sono tenute a segnalare, infatti, all’Agenzia delle Entrate anche le operazioni fino a 1.000 euro, nel caso di superamento del limite mensile di 10.000 euro, in linea con le indicazioni dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia.

Dall’analisi dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo in Italia, pubblicata il 12 giugno 2019 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, emerge che l’uso del contante si conferma ancora generalizzato e questo rappresenta un fattore di rischio per il riciclaggio e l’evasione fiscale.

Ma forse si fa fatica a fare un passo avanti anche perché la possibilità di pagare con le banconote e la soglia a cui far riferimento hanno non hanno avuto un’evoluzione organica, ma nel tempo più volte il limite è stato esteso e ristretto.

Periodo temporaleLimite pagamento contanti
1° gennaio 2002 - 25 dicembre 2002 10.329,14 euro
26 dicembre 2002 - 29 aprile 2008 12.500 euro
30 aprile 2008 - 24 giugno 2008 4.999,99 euro
25 giugno 2008 - 30 maggio 2010 12.499,99 euro
31 maggio 2010 - 30 agosto 2011 4.999,99 euro
31 agosto 2011 - 5 dicembre 2011 2.499,99 euro
6 dicembre 2011 - 31 dicembre 2015 999,99 euro
1° gennaio 2016 - oggi 2,999,99 euro

Limite uso contanti, le nuove soglie a partire dal 2020 verso pagamenti tracciabili

Con l’articolo 18 del DL Fiscale 2020 nel 2022 si ritorna al valore in vigore dal 2011 al 2015.

Difficile stabilire se la riduzione sia di lungo termine o se si continuerà ad oscillare tra un’espansione e un’erosione del terreno in cui è possibile utilizzare i contanti per i pagamenti.

Certo è che le nuove soglie stabilite per i prossimi tre anni vanno inquadrate in un panorama più ampio di interventi che si pongono come obiettivo comune la lotta all’evasione fiscale.

Insieme all’introduzione di nuovi limiti per i pagamenti in contante, il Decreto legge numero 124 del 2019 prevede un meccanismo di sanzioni e agevolazioni per favorire la diffusione di pagamenti tracciabili.

Da un lato gli esercenti che non permettono al cliente di saldare il suo conto tramite bancomat sono obbligati a pagare una sanzione di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione negata a partire dal 1° luglio 2020.

Dall’altro ai titolari di partita IVA si riconosce un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite carte di credito, di debito o prepagate.

Le misure introdotte nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019 sono tutti tasselli di uno stesso quadro, e hanno il compito delicato di innescare una rivoluzione culturale perché i limiti all’uso del contante possano diventare definitivi ed efficaci.

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