Limite contanti, 2.000 euro nel 2020: come cambia la soglia dei pagamenti

Rosy D’Elia - Fisco

Limite contanti da 3.000 a 2.000 euro, la soglia massima per i pagamenti dal 1° luglio 2020 si restringe. E nel 2022 si riduce ancora per arrivare a 1.000 euro. A stabilirlo è l'articolo 18 del Decreto Fiscale 2020. Il contante lascia sempre più spazio al bancomat e ad altri altri mezzi tracciabili: le novità di inseriscono in un ampio piano di lotta all'evasione fiscale.

Limite contanti, 2.000 euro nel 2020: come cambia la soglia dei pagamenti

Nuovo limite contanti, una nuova soglia per i pagamenti a partire dal 1° luglio: da 3.000 euro si passa a 2.000 euro, il tetto massimo rimane lo stesso anche per tutto il 2021. Dal 1° gennaio 2022 si riduce ancora e arriva a 1.000 euro. A fissare le nuove cifre da rispettare è il Decreto Fiscale 2020.

L’articolo 18 del DL numero 124 del 2019, convertito in legge il 19 dicembre 2019, mette nero su bianco le nuove regole. Da un lato per il contante il campo d’azione si fa più ristretto e dall’altro i pagamenti tramite bancomat, e in generale di quelli tracciabili, guadagnano terreno.

Le nuove disposizioni sono tutti tasselli che rientrano in uno stesso progetto più ampio di lotta all’uso dei contanti, considerato tra gli indizi che portano all’evasione fiscale e al riciclaggio.

In prima battuta era stato previsto un piano di interventi più rigido: decaduto nell’iter di conversione in legge il meccanismo di sanzioni per chi non utilizza il POS e spostata in avanti la data a partire dalla quale si applica il nuovo limite contanti, dal 1° gennaio al 1° luglio.

Limite contanti: la soglia massima per i pagamenti passa da 3.000 a 1.000 euro

Dalla stesura originaria del testo delle Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili alla legge numero 157 del 19 dicembre 2019 le regole sui contanti hanno subito diverse modifiche.

La prima bozza del Decreto Fiscale 2020 dedicava al nuovo limite per l’uso dei contanti una sola riga: quanto bastava per modificare la cifra stabilita in precedenza con il valore di 1.000 euro.

Nella versione definitiva pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019 le novità sulla soglia da rispettare per l’utilizzo dei contanti diventavano più dettagliate: si stabiliva un passaggio graduale dai 3.000 ai 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2020.

La conversione in legge del testo ha portato ancora un’altra novità: la soglia cambia a partire dal 1° luglio 2020 e non debutta con l’inizio dell’anno.

Al DL numero 231 del 21 novembre 2007 si aggiungono due commi:

  • a) all’articolo 49, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: “3-bis. A decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il divieto di cui al comma 1 e la soglia di cui al comma 3 sono riferiti alla cifra di 2.000 euro. A decorrere dal 1° gennaio 2022, il predetto divieto e la predetta soglia sono riferiti alla cifra di 1.000 euro.”;
  • b) all’articolo 63, dopo il comma 1-bis è aggiunto il seguente: “Per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 il minimo edittale, applicabile ai sensi del comma 1, è fissato a 2.000 euro. Per le violazioni commesse e contestate a decorrere dal 1° gennaio 2022, il minimo edittale, applicabile ai sensi del comma 1, è fissato a 1.000 euro”.

Con il Decreto Fiscale 2020, il limite del divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro e in valuta estera cambierà nei prossimi anni come segue.

AnnoLimite contanti
2019 3.000 euro
1° luglio 2020 2.000 euro
2021 2.000 euro
2022 1.000 euro

Limite uso contanti, come è cambiato nel tempo: uno strumento di lotta all’evasione fiscale

Nell’ultimo anno c’è stata una stretta sui contanti su più fronti: dal 1° settembre le banche sono tenute a segnalare, infatti, all’Agenzia delle Entrate anche le operazioni fino a 1.000 euro, nel caso di superamento del limite mensile di 10.000 euro, in linea con le indicazioni dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia.

Dall’analisi dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo in Italia, pubblicata il 12 giugno 2019 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, emerge che l’uso del contante si conferma ancora generalizzato e questo rappresenta un fattore di rischio per il riciclaggio e l’evasione fiscale.

Ma forse si fa fatica a fare un passo avanti anche perché la possibilità di pagare con le banconote e la soglia a cui far riferimento non hanno avuto un’evoluzione organica, ma nel tempo più volte il limite è stato esteso e ristretto.

Periodo temporaleLimite pagamento contanti
1° gennaio 2002 - 25 dicembre 2002 10.329,14 euro
26 dicembre 2002 - 29 aprile 2008 12.500 euro
30 aprile 2008 - 24 giugno 2008 4.999,99 euro
25 giugno 2008 - 30 maggio 2010 12.499,99 euro
31 maggio 2010 - 30 agosto 2011 4.999,99 euro
31 agosto 2011 - 5 dicembre 2011 2.499,99 euro
6 dicembre 2011 - 31 dicembre 2015 999,99 euro
1° gennaio 2016 - oggi 2,999,99 euro

Limite uso contanti, le nuove soglie a partire dal 2020 e il piano di interventi per favorire i pagamenti tracciabili

Con l’articolo 18 del DL Fiscale 2020 nel 2022 si ritorna al valore in vigore dal 2011 al 2015.

Difficile stabilire se la riduzione sia di lungo termine o se si continuerà ad oscillare tra un’espansione e un’erosione del terreno in cui è possibile utilizzare i contanti per i pagamenti.

D’altronde lo stesso piano di interventi previsti dal DL Fiscale 2020 per la lotta all’evasione è stato rivisto nel corso dell’iter di conversione in legge.

Insieme all’introduzione di nuovi limiti per i pagamenti in contante, il Decreto legge numero 124 del 2019 prevedeva sanzioni e agevolazioni per favorire la diffusione di pagamenti tracciabili. Ma le prime sono scomparse dal testo definitivo.

In prima battuta, da un lato a partire dal 1° luglio si obbligavano gli esercenti a pagare una sanzione di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione negata al cliente.

Dall’altro ai titolari di partita IVA si riconosceva un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite carte di credito, di debito o prepagate.

Del meccanismo di sanzioni e agevolazioni previste, però, è rimasto soltanto un ingranaggio: il bonus POS per i titolari di partita IVA.

Perché i limiti all’uso del contante possano diventare definitivi ed efficaci, è necessario innescare una rivoluzione culturale con un piano di interventi capace di agire su più fronti.

E probabilmente il passo indietro del DL Fiscale sulle strategie per scoraggiare l’uso dei contanti è il segno che i tempi per una soglia duratura non sono ancora maturi.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network