Acquisto auto usate in Europa, i nuovi obblighi del Decreto fiscale 2020

Tommaso Gavi - Dichiarazioni e adempimenti

Decreto Fiscale 2020: nuovi obblighi per chi acquista auto usate in Paesi esteri dell'UE. L'Agenzia delle Entrate effettuerà verifiche preventive su tutti, anche sui contribuenti privati.

Acquisto auto usate in Europa, i nuovi obblighi del Decreto fiscale 2020

Il Decreto Fiscale 2020 cambia le regole per chi acquista auto usate in Paesi esteri appartenenti all’UE.

Il testo del DL n. 124/2019 introduce l’obbligo di una verifica preventiva dell’Agenzia dell’Entrate nei casi in cui non è previsto il versamento dell’Iva con F24 El.Ide.

L’obbligo vale sia per i titolari di partita Iva, imprese, arti e professioni, sia per i privati che, con l’introduzione del comma 9-bis, sono definitivamente equiparati.

I mezzi interessati dalle novità sono invece tutti quelli considerati fiscalmente usati nei Paesi dell’Unione europea.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il testo del Decreto Fiscale 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Acquisto auto usate in Europa, i nuovi obblighi del Decreto fiscale 2020

Ad introdurre novità sull’acquisto di auto usate nei Paesi dell’Unione Europea è l’articolo 9 che affronta il tema: “Frodi nell’acquisto di veicoli fiscalmente usati”. L’articolo è inserito nel Titolo I “Misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva ed alle frodi fiscali” del Decreto fiscale.

Nei casi in cui non è previsto il versamento dell’Iva con F24 El.Ide., i soggetti sono obbligati ad una verifica preventiva da parte dell’Agenzia delle Entrate. Verifica che, di fatto, equipara i titolari di partita Iva, imprese, arti e professioni ai semplici consumatori finali.

Controlli serrati da parte dell’Agenzia delle Entrate, quindi, sugli acquisti di auto fiscalmente usate in altri Paesi dell’Unione europea nei casi in cui i soggetti sono esonerati dal versamento dell’Iva.

Nello specifico l’articolo 9 del DL n. 124/2019 inserisce un comma 9 bis dopo il comma 9 dell’articolo 1 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.

Nel DL fiscale si può leggere:

“9-bis. La sussistenza delle condizioni di esclusione dal versamento mediante modello F24 di cui al comma precedente viene verificata dall’Agenzia delle entrate. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabiliti i termini e le modalità della predetta verifica. Gli esiti del controllo sono trasmessi al Dipartimento per i trasporti ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettere b) e c), del decreto 26 marzo 2018.”

Acquisto auto usate, nuovi obblighi nel Decreto fiscale 2020, il quadro normativo di riferimento

Le disposizioni del Decreto fiscale si inseriscono all’interno di un contesto normativo che è profondamente mutato nel tempo:

  • art. 1 comma 378 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. La legge introduce l’obbligo di trasmissione dei dati identificativi della transazione e del veicolo acquistato in Paesi dell’Unione europea. Sono obbligati i soggetti esercenti imprese, arti, i quali, come prescritto dalla legge, devono provvedere alla comunicazione al Dipartimento per i trasporti terrestri prima dell’immatricolazione del veicolo;
  • art. 1 comma 9 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262. La legge introduce il modello di versamento F24 El.Ide che permette l’abbinamento automatico tra telaio del veicolo e versamento dell’Iva relativa all’acquisto;
  • Decreto del 26 marzo 2018. L’obbligo di comunicazione al Dipartimento per i trasporti dei dati riepilogativi dell’operazione di acquisto, già previsto per titolari di partita Iva, viene esteso anche ai privati. Riguarda autoveicoli, motoveicoli, rimorchi, sia nuovi sia usati, provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea. Anche nel caso di veicoli fiscalmente nuovi viene introdotto il versamento dell’IVA mediante F24 El.Ide.

Va ricordato inoltre che i soggetti esercenti imprese, arti o professioni senza l’obbligo di versamento erano già in precedenza obbligati a recarsi presso l’Agenzia delle Entrate per dimostrare l’esonero attraverso l’opportuna documentazione.

Da questo punto di vista i controlli si intensificano e l’obbligo di verifica preventiva da parte dell’Agenzia delle Entrate non riguarda più solo i titolari di partita Iva ma anche i privati, ossia i semplici consumatori finali.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it