Agenzie fiscali: il 23 gennaio i sindacati bloccano l’attività per il Fisco Day

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Parte la mobilitazione dei sindacati per richiedere maggiore attenzione e più risorse da parte del governo su Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane e Monopoli. A gennaio il primo appuntamento con assemblee dei lavoratori che bloccheranno la normale attività. Si proseguirà il 6 febbraio con una manifestazione nazionale davanti al Mef.

Agenzie fiscali: il 23 gennaio i sindacati bloccano l'attività per il Fisco Day

Agenzie fiscali bloccate il prossimo 23 gennaio e manifestazione nazionale davanti al Ministero dell’economia e delle finanze il 6 febbraio.

Questo è il programma di mobilitazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp per richiedere più risorse e attenzione da parte di Palazzo Chigi, dato che al momento sia l’Agenzia delle Entrate, sia l’Agenzia delle Dogane e Monopoli continuano a essere prive dei vertici e con gravi carenze di organico.

Lo stato di sofferenza del personale delle due agenzie non è una novità. Già da due settimane era stato infatti proclamato lo stato di agitazione del comparto. Ora le organizzazioni sindacali sono passate all’offensiva con un articolato calendario di iniziative.

Il 23 gennaio ci saranno su tutto il territorio nazionale assemblee dei lavoratori di tutti gli uffici che di fatto paralizzeranno l’attività dell’Agenzia delle Entrate e di quella delle Dogane e dei Monopoli. Mentre fino alla prossima settimana i sindacati annunciano anche forme di mobilitazione locale per sensibilizzare i cittadini sui problemi dei due organismi fiscali.

Il 6 febbraio si terrà invece una manifestazione nazionale dinanzi al Mef a Roma e in contemporanea se ne terranno altre nelle città più importanti.

Agenzie fiscali allo sbando con uffici disorganizzati e pochi fondi

Ma quali sono le richieste dei sindacati?

Secondo le organizzazioni promotrici della mobilitazione i dipendenti delle due agenzie “stanno operando con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale”.

Inoltre, prosegue la nota sindacale,

“non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’economia”.

Ma c’è anche dell’altro: ovvero una grave disorganizzazione degli uffici, con un autentico buco nella dirigenza e nelle figure di coordinamento intermedie che rischia di aprirsi nel caso la Corte Costituzionale il 25 febbraio si esprima contro la legittimità degli incarichi assegnati finora.

In questo caso, a detta dei sindacati, le agenzie si ritroverebbero alla casella di partenza, ovvero “senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti”.

Lotta all’evasione fiscale sì, ma con quali mezzi?

Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp lamentano di non aver avuto più notizie dal governo dopo la cancellazione dell’incontro con il viceministro dell’Economia Antonio Misiani in quota Pd, mentre le promesse loro avanzata fino a quella data sono rimaste disattese, dato che nel frattempo la Legge di bilancio è stata approvata.

Una manovra che peraltro punta parecchio sul recupero di risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, ma che dati i mezzi messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per i sindacati è puramente velleitaria.

Continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti - dicono i promotori della mobilitazione dei prossimi giorni - che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori.

Le Dogane e la Brexit

Ma non è solo un problema relativo alla macchina organizzativa dell’Agenzia delle Entrate. Per i sindacati le Dogane e i Monopoli dovranno affrontare una “tempesta perfetta” anche prima delle scadenze fiscali: quella relativa all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

“Il 31 gennaio è prevista la Brexit - denunciano le organizzazioni sindacali - con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge.”

Un quadro davvero emergenziale per l’esecutivo che nel contesto di un pubblico impiego in subbuglio per l’assenza del rinnovo dei contratti sulla partita delle agenzie fiscali si gioca una parte rilevante di credibilità.

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