Vaccini Covid sul lavoro: non servono ferie e permessi anche se in orario lavorativo

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Vaccini Covid sul lavoro: se la somministrazione è eseguita in orario lavorativo non sono necessari ferie o permessi. Lo stabilisce il Protocollo per la vaccinazione in azienda siglato lo scorso 6 aprile 2021. Diverso è il caso di chi aderisce alla campagna regionale.

Vaccini Covid sul lavoro: non servono ferie e permessi anche se in orario lavorativo

Vaccini Covid sul lavoro: se eseguiti in orario lavorativo, non sono necessari né feriepermessi.

Questo prevede il Protocollo per l’esecuzione dei vaccini in azienda siglato lo scorso 6 aprile 2021 che punta a velocizzare la campagna vaccinale.

Il documento, infatti, contempla la la realizzazione di piani aziendali per la somministrazione di vaccini, quando possibile, sul luogo di lavoro o comunque tramite l’intervento del datore di lavoro che gestisce tutto l’iter vaccinale e ne garantisce la regolarità.

Se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, il tempo necessario alla medesima è equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro” .

Si legge all’articolo 15 del documento, una disposizione non di poco conto se si pensa che tale possibilità non viene accordata nel caso in cui si aderisca al programma di vaccinazione regionale.

Vaccini Covid sul lavoro, il nuovo Protocollo: no ferie e permessi se in orario lavorativo

Il lavoratore che decide di prendere parte alla campagna vaccinale promossa dalla propria azienda non dovrà chiedere ferie o permessi qualora la somministrazione avvenga durante l’orario di lavoro.

Ecco, quindi, un ulteriore incentivo per potenziare l’immunizzazione di massa.

I dipendenti delle aziende aderenti possono, in estrema libertà e senza limitazioni di sorta, richiedere di essere inseriti nei piani vaccinali redatti dai datori di lavoro nel rispetto del Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro.

Un documento redatto a più mani, alla cui elaborazione hanno partecipato, tra gli altri, Ministero del Lavoro, quello della Salute, le principali rappresentanze sindacali, l’INAIL e il Commissario Straordinario emergenza Covid.

Assentarsi dal lavoro per sottoporsi al vaccino previsto dal piano regionale, viceversa, non contempla le stesse agevolazioni: chi si deve vaccinare in orario lavorativo dovrà attingere, necessariamente, al proprio plafond di ferie e permessi.

Si ricorda, inoltre, che l’adesione da parte del lavoratore ai piani di vaccinazione in ambiente di lavoro è comunque volontaria ed è raccolta dal medico competente o dal personale sanitario opportunamente individuato. Queste figure, tra l’altro, provvedono a fornire tutte le opportune informazioni su rischi e vantaggi del vaccino.

Protocollo vaccini Covid in azienda: le alternative del datore di lavoro

Il Protocollo del 6 aprile prevede, in via generale, la possibilità per i datori di lavoro di attivare di punti straordinari di vaccinazione anti Covid-19 nei locali aziendali.

Tuttavia, un’iniziativa in questo senso non sempre risulta possibile: non sempre la struttura dei luoghi adibiti all’attività lavorativa è idonea alla somministrazione della vaccinazione e ad evitare gli assembramenti.

A questo riguardo, il documento ha offerto ai datori di lavoro più opzioni per mettere in pratica la vaccinazione dei dipendenti.

In particolare, le alternative prospettate sono le seguenti:

  • possono stipulare una specifica convenzione con strutture esterne che presentino tutti i requisiti necessari per eseguire la vaccinazione;
  • coloro che non sono obbligati alla nomina del medico competente perché l’attività lavorativa svolta non rientra tra quelle elencate nel Testo Unico sulla sicurezza e la salute sul lavoro, o che non possono ricorrere alle strutture sanitarie private, possono avvalersi di quelle dell’INAIL presenti sul territorio italiano.

Con riguardo alla terza e ultima possibilità, si evidenzia quanto il ruolo del medico competente sia di vitale importanza nella procedura di vaccinazione, tanto che, come abbiamo visto, il Protocollo ha previsto delle soluzioni diverse in caso di sua assenza.

Ministero del Lavoro, Ministero della Sanità ed altri - protocollo di vaccinazione anti-Covid nei luoghi di lavoro del 6 aprile 2021
Scarica il protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro

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