Vaccino Covid in azienda, al via il protocollo: obblighi per datore di lavoro e medico competente

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Vaccino Covid sul lavoro, firmato il 6 aprile 2021 il protocollo tra Governo, aziende e sindacati. Tra gli obblighi del datore di lavoro la redazione del piano e i costi di somministrazione, mentre il medico competente dovrà fornire tutte le informazioni ai lavoratori su benefici e rischi della vaccinazione.

Vaccino Covid in azienda, al via il protocollo: obblighi per datore di lavoro e medico competente

Vaccino Covid in azienda: firmato il 6 aprile 2021 il protocollo di intesa tra Governo, imprese e rappresentanze sindacali per le vaccinazioni sui luoghi di lavoro.

Tutti i costi di gestione, oltre alle spese per la somministrazione su base volontaria, sono a carico del datore di lavoro che aderisce. Viceversa, le spese per la fornitura delle dosi, dei dispositivi dedicati, degli strumenti formativi, oltre a quelli per la registrazione delle vaccinazioni eseguite, sono a carico dello Stato, ovvero, dei Servizi Sanitari Regionali.

Inoltre, sarà il medico competente a provvedere ad informare adeguatamente i lavoratori sui vantaggi e i rischi connessi alla vaccinazione in base alla specifica tipologia di vaccino. Sarà sempre lui ad acquisire il consenso informato e ad effettuare il previsto triage preventivo prima della somministrazione.

Vaccino Covid in azienda, al via il protocollo: obblighi per datore di lavoro e medico competente

La campagna vaccinale prende piede anche in azienda, grazie al protocollo d’intesa siglato lo scorso 6 aprile 2021.

Il documento, frutto dell’accordo caldeggiato dal Ministro del lavoro Andrea Orlando e da quello della Sanità Roberto Speranza, permette la vaccinazione di tutti i lavoratori, a prescindere dalla tipologia contrattuale, direttamente sul luogo di lavoro o in strutture sanitarie private previa stipula di apposite convenzioni.

Ministero del Lavoro, Ministero della Sanità ed altri - protocollo di vaccinazione anti-Covid nei luoghi di lavoro del 6 aprile 2021
Scarica il protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro

Ciascun datore di lavoro, anche in forma aggregata, può redigere piani vaccinali da attuare all’interno della propria azienda, destinati ai dipendenti che ne abbiano fatto richiesta.

Nella redazione di questi piani, peraltro, si devono seguire le seguenti linee guida:

  • Le “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro” allegate al protocollo. Il documento è stato redatto dai Ministeri del lavoro e della Salute.
  • Ogni altra prescrizione e indicazione adottata dalle Autorità competenti per la realizzazione in sicurezza della campagna vaccinale anti SARS-CoV-2/Covid-19.

E ancora, i datori di lavoro devono assicurare il confronto con il Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole contenute nel Protocollo del 24 aprile 2020 per il contrasto al contagio nei luoghi di lavoro, aggiornato anche questo il 6 aprile 2021 in occasione dello stesso incontro.

I programmi così elaborati, in cui devono essere specificati anche i numeri dei vaccini richiesti, devono poi essere proposti all’azienda sanitaria competente.

I piani aziendali sono proposti dai datori di lavoro, anche per il tramite delle rispettive Organizzazioni di rappresentanza, all’Azienda Sanitaria di riferimento, nel pieno rispetto delle Indicazioni ad interim e delle eventuali indicazioni specifiche emanate dalle Regioni e dalle Province Autonome per i territori di rispettiva competenza”.

Si legge all’articolo 4 del Protocollo.

Vaccino Covid in azienda, al via il protocollo: il ruolo del medico competente

È onere del medico competente fornire ai lavoratori le adeguate informazioni sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione legati alla particolare tipologia di vaccino che si intende somministrare.

Si ricorda che il medico competente, l’ex “medico del lavoro”, è il professionista nominato dal datore di lavoro che collabora con lui nella valutazione del rischio in azienda e che effettua la sorveglianza sanitaria dei lavoratori.

Ecco, quindi, che nella fase prodromica alla vaccinazione dei dipendenti, sarà il medico competente a dover acquisire il consenso informato del soggetto interessato e a mettere in atto il triage preventivo relativo allo stato di salute del lavoratore, oltre che ad assicurare la riservatezza dei dati personali.

È lui, inoltre, a provvedere alla registrazione delle vaccinazioni eseguite mediante gli strumenti messi a disposizione dai Servizi Sanitari Regionali.

Questa figura, del resto, è considerata di tale importanza nell’iter della campagna vaccinale che, in caso di sua assenza, il protocollo ha previsto delle soluzioni alternative.

I datori di lavoro che (...) non sono tenuti alla nomina del medico competente ovvero non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell’INAIL. In questo caso, trattandosi di iniziativa vaccinale pubblica, gli oneri restano a carico dell’INAIL”.

Si legge all’articolo 13.

Infine, sia al medico competente che al personale sanitario coinvolto nella vaccinazione, dispone il protocollo, viene assicurata un’adeguata formazione tramite la piattaforma dell’Istituto superiore di sanità su cui si terrà un corso realizzato anche con il coinvolgimento dell’INAIL

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