A chi spetta il bonus asilo nido nel 2026 e quali importi è possibile ottenere? La guida ai requisiti e alla domanda per ottenere il rimborso delle rette
Il bonus nido è l’agevolazione INPS che riconosce alle famiglie un rimborso a ristoro delle spese sostenute per le rette di asili nido pubblici e privati autorizzati e per il pagamento di forme di assistenza domiciliare, fino ai tre anni, in caso di gravi patologie croniche.
Nello specifico, nel caso dell’asilo nido, consiste in un rimborso per le rette effettivamente pagate e per le quali è stata effettuata la prenotazione dei fondi a disposizione tramite domanda. La prestazione spetta per ciascun figlio di età inferiore ai 3 anni.
Anche per il 2026 i genitori che intendono ottenere il rimborso delle rette di iscrizione al nido sono tenuti a presentare all’INPS la domanda per prenotare le risorse, indicando i dati dell’asilo e delle mensilità di frequenza. Dal prossimo anno, invece, sono previste importanti novità che semplificano e velocizzano questo passaggio.
Bonus nido 2026: come funziona e quanto spetta
I requisiti per il bonus nido
Ogni anno l’INPS pubblica una specifica circolare dove illustra in dettaglio le novità e le istruzioni operative per accedere al contributo. Quest’anno non è ancora stata rilasciata ma, per gli aspetti generali della misura che restano invariati rispetto agli anni passati) è possibile fare riferimento a quella dell’anno scorso, la circolare n. 60/2025.
Qui sono riepilogati i requisiti necessari, le modalità di domanda e tutti i passaggi da seguire per poter ottenere il beneficio.
Partiamo dai requisiti. Il bonus nido può essere richiesto da tutti i genitori, senza limiti di reddito, sebbene l’importo del beneficio, come vedremo più avanti in dettaglio, è determinato sulla base della condizione economica del nucleo familiare: le cifre più alte spettano a chi ha un ISEE, più basso fino a un massimo di 3.600 in presenza di specifiche condizioni.
Le spese rimborsabili sono esclusivamente le seguenti:
- retta mensile;
- eventuale quota di spesa sostenuta per la fornitura dei pasti, sempre relativi alla mensilità selezionata;
- importo relativo all’imposta di bollo;
- IVA agevolata.
Da quest’anno, come previsto dal decreto n. 95/2025, è possibile ottenere il rimborso delle rette anche per la frequenza di nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi che concorrono all’educazione e alla cura dei bambini (ad esclusione di servizi ricreativi, servizi pre-scuola, post-scuola e di centri per bambini e famiglie che accolgono bambine e bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore).
È possibile, dunque, richiedere il bonus asilo nido in presenza dei seguenti requisiti:
- residenza in Italia.
- la richiesta deve arrivare da chi sostiene il pagamento della retta e che deve far parte del nucleo familiare del minore;
- nel caso del contributo per l’assistenza domiciliare la residenza del bambino o della bambina e del genitore che richiede l’agevolazione devono coincidere.
Possono presentare domanda all’INPS anche le seguenti categorie:
- stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale equiparati a cittadini italiani;
- titolari di Carta blu, “lavoratore altamente qualificato”;
- lavoratori autonomi titolari di permesso, per il quale l’inclusione tra i potenziali beneficiari è motivata dalla circostanza che la norma non discrimina il lavoro autonomo da quello dipendente;
- persone in possesso dei seguenti permessi:
- lavoro subordinato di durata almeno semestrale;
- lavoro stagionale di durata almeno semestrale;
- assistenza minori;
- protezione speciale;
- casi speciali;
- permesso di soggiorno per protezione temporanea rilasciato alle persone provenienti dall’Ucraina.
Si ha diritto al contributo anche in caso di adozione. Può essere richiesto anche dall’affidatario del minore in affido temporaneo o preadottivo.
Quali importi è possibile ottenere?
Dal 2025 sono in vigore alcune novità relative all’importo che è possibile ottenere con il bonus nido.
Con riferimento ai nati dal 1° gennaio 2024 in poi e per i nuclei con ISEE sotto i 40.000 euro, infatti, l’importo massimo diventa accessibile a prescindere dal numero e dall’età dei bambini e delle bambine presenti in famiglia.
Pertanto, anche nel 2026, con il bonus asilo nido è possibile ottenere gli importi indicati nella tabella.
Bambini nati prima del 1° gennaio 2024
| Valore del bonus asilo nido 2025 | ISEE minorenni | Importo mensile |
|---|---|---|
| 3.000 euro | Fino a 25.000 euro | 272,73 euro per 11 mensilità |
| 2.500 euro | Da 25.001 a 40.000 euro | 227,27 per 11 mensilità |
| 1.500 euro | Da 40.001 o senza ISEE | 136,37 euro per 11 mensilità |
Bambini nati dal 1° gennaio 2024
| Valore del bonus asilo nido 2025 | ISEE minorenni | Importo mensile |
|---|---|---|
| 3.600 euro | Non superiore a 40.000 euro | 327,27 euro per 11 mensilità |
| 1.500 euro | Da 40.001 o senza ISEE | 136,30 euro per 11 mensilità |
Sempre dal 2025, per quanto riguarda l’ISEE, è prevista l’esclusione delle somme ricevute a titolo di assegno unico per i figli carico dal calcolo dell’ISEE. Il valore ISEE che, come detto, è necessario per determinare l’importo spettante del bonus nido, non terrà quindi conto delle somme ricevute con l’assegno unico.
Ulteriori novità si applicano, invece, da quest’anno e riguardano le nuove regole per il calcolo dell’ISEE introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
Questi si applicano esclusivamente per il calcolo dell’indicatore ai fini dell’accesso a 5 specifiche prestazioni, tra cui appunto il bonus nido. Ai fini dell’assegno di inclusione, del supporto per la formazione e il lavoro, dell’assegno unico e universale per i figli a carico, del bonus asilo nido e del bonus nuovi nati:
- la soglia che esclude dal calcolo il valore dell’abitazione principale, ossia la casa di proprietà adibita a residenza, sale a 91.500 euro e a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo;
- sono rideterminate le maggiorazioni relative alla scala di equivalenza per la presenza di figli nel nucleo, con l’introduzione di una maggiorazione specifica anche in caso di nucleo con due figli e il contestuale incremento, nella misura di 0.05, di ciascuna delle altre maggiorazioni.
È importante sottolineare che, in assenza di ISEE, l’importo del bonus nido è riconosciuto secondo i valori più bassi e non è possibile recuperare la differenza.
Si tratta di un aspetto fondamentale da tenere a mente: in assenza dell’indicatore valido, verrà conteggiata la rata spettante in misura non superiore a euro 1.500 annui (136,37 euro mensili).
In caso di presentazione dell’ISEE dopo il pagamento, l’adeguamento dell’importo non ha effetto retroattivo. Le somme in più spettanti sono infatti corrisposte solo a partire dalla data di attestazione, senza la possibilità di conguagliare le mensilità precedenti.
Come fare domanda per il bonus nido
Come anticipato, si attende ancora il via libera per l’invio delle domande per ottenere il rimborso delle rate pagate nel 2026.
Ad ogni modo, la domanda deve essere presentata, con la relativa documentazione, esclusivamente in modalità telematica utilizzando uno dei seguenti canali:
- sito dell’INPS, autenticandosi con SPID, CIE o CNS;
- patronati.
Il servizio online per la presentazione della domanda è raggiungibile dal portale INPS, digitando nel motore di ricerca “bonus nido” e accedendo al servizio “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”.
Nella domanda bisogna specificare le mensilità di frequenza dell’asilo (da gennaio a dicembre 2026), fino ad un massimo di 11 mensilità. In fase di compilazione della domanda è opportuno prenotare tutte le mensilità dell’anno solare, fermo restando il limite massimo.
È importante ricordare che la prenotazione delle risorse segue l’anno solare e non quello scolastico, pertanto per l’anno scolastico 2025/2026 bisogna presentare due diverse domande per il bonus asilo nido: una per i mesi di frequenza del 2025 e una per quelli del 2026. Per l’invio della prima, le famiglie hanno avuto tempo fino alla fine del 2025 (con la scadenza per inserire la documentazione sui pagamenti 2025 fissata al 31 luglio 2026).
Nella domanda bisogna inoltre indicare il codice fiscale/partita IVA e la denominazione della struttura e, nel caso di strutture private, gli estremi dell’autorizzazione allo svolgimento del servizio educativo.
Successivamente è necessario allegare la documentazione a dimostrazione del pagamento di almeno una retta. La documentazione relativa al pagamento delle altre rette può essere allegata anche più avanti.
Il pagamento delle spese deve essere effettuato dalla stessa persona che ha presentato la domanda. La stessa persona deve anche essere l’intestatario di tutti i documenti di spesa presentati ai fini del contributo (ad esempio, fatture, giustificativi di pagamento, ecc.).
Per quanto riguarda la procedura di domanda, da quest’anno sono in vigore le novità introdotte dal citato DL n. 95 del 2025 che prevedono la semplificazione del processo per cui sarà sufficiente l’invio di una sola domanda per continuare a ricevere la prestazione.
Se fino al 2025 la richiesta doveva essere inviata di anno in anno, da quest’anno basterà una sola domanda: la richiesta inviata dovrà poi essere solo confermata. Di anno in anno, infatti, si dovranno solo prenotare le risorse per ottenere i rimborsi.
La documentazione da allegare
Per poter ottenere il bonus nido, come detto, è necessario allegare tutta la documentazione richiesta. Come indicato nella circolare INPS dello scorso anno si tratta di una fattura mensile con:
- la denominazione dell’asilo nido (nome, indirizzo sede legale, codice fiscale o partita IVA del nido);
- gli estremi della fattura (numero fattura e anno);
- i dati identificativi dell’intestatario della fattura (nome e cognome, indirizzo e codice fiscale del genitore che ha presentato la domanda del contributo).
Nello specifico, la fattura deve riportare nell’oggetto della stessa:
- la descrizione del servizio erogato;
- mese e anno a cui si riferisce la prestazione a rimborso;
- nome e cognome o codice fiscale del minore;
- importo.
Bisogna inoltre allegare la documentazione relativa al pagamento effettuato con modalità tracciabili a favore dell’asilo nido.
Per provare il pagamento deve essere allegato alternativamente:
- la copia del bonifico bancario/postale attestante l’esecuzione del pagamento mensile, prodotta su carta intestata della banca o di Poste italiane S.P.A. dalla quale risulti l’avvenuto addebito sul conto corrente del richiedente (non sono ammessi ordinativi di bonifico revocabili o documentazione relativa a operazioni di home banking da cui non risulti l’avvenuta esecuzione del pagamento);
- l’assegno bancario non trasferibile;
- le altre forme di pagamento, purché tracciabili e chiaramente riferibili alla spesa in argomento (ad esempio, pagamenti con carta di credito, carta di debito, bancomat) sostenuta dal richiedente il contributo;
- la ricevuta di pagamento effettuato tramite PagoPA, comprensivo dell’avviso di pagamento inviato dall’Ente locale. È necessario che il documento riporti l’Identificativo Univoco di Versamento (IUV). Tale codice è un numero, conforme per formato agli standard stabiliti da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), che può essere generato solo dall’Ente creditore e costituisce l’elemento identificativo delle operazioni che transitano su PagoPA;
- per gli asili nido aziendali, attestazione del datore di lavoro dell’avvenuto pagamento della retta o la trattenuta in busta paga.
Si attende ora solo la pubblicazione della circolare per il 2026 con il via libera all’invio delle domande.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus nido 2026: come funziona e quanto spetta