ISA 2026, l’Agenzia delle Entrate aggiorna il software. CPB con doppio binario a scelta

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Il software dell'Agenzia delle Entrate Il tuo ISA CPB 2026 è stato aggiornato, con le novità sul calcolo che incidono sul concordato preventivo biennale per le partite IVA con ISA basso. Possibile il ricalcolo del patto o lasciare tutto così come già accordato

ISA 2026, l'Agenzia delle Entrate aggiorna il software. CPB con doppio binario a scelta

Il Software ISA si allinea alle novità introdotte con la conversione in legge del Decreto Fiscale n. 38/2026.

Dopo la prima pubblicazione del 13 maggio, l’Agenzia delle Entrate ha lanciato la versione aggiornata, in data 20 maggio, con il fine di consentire ai titolari di partita IVA di calcolare il proprio punteggio di affidabilità fiscale e trasmettere la proposta di concordato preventivo biennale.

L’applicativo “Il tuo ISA 2026 CPB”, disponibile dal 20 maggio, dovrà essere ora recepito nei diversi software gestionali.

Ai fini del concordato preventivo, restano valide le eventuali proposte già accettate sulla base delle proposte elaborate con la versione precedente. Sarà in ogni caso possibile il ricalcolo, entro la scadenza ultima per l’adesione.

Software Il tuo ISA CPB 2026 aggiornato dall’Agenzia delle Entrate, le novità nella versione online dal 20 maggio

La questione è nota per chi si occupa di dichiarativi: il software necessario per il calcolo degli ISA e delle proposte di concordato preventivo biennale, pubblicato il 13 maggio, ha necessitato di una revisione in corsa.

Il motivo è legato alle novità introdotte in materia di concordato preventivo nel corso della conversione in legge del DL Fiscale n. 38/2026.

Cambiano i criteri di calcolo delle proposte da parte dell’Agenzia delle Entrate, e anche per le partite IVA meno affidabili agli occhi del Fisco debuttano dei limiti agli incrementi del reddito concordato.

In particolare, l’articolo 7-bis aggiunto dal Senato prevede che le proposte di concordato preventivo biennale 2026/2027 non potranno superare due nuove soglie:

  • del 30 per cento, per le partite IVA che nel periodo d’imposta precedente presentano un punteggio ISA pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;
  • del 35 per cento, per le partite IVA che, nello stesso periodo, hanno conseguito un punteggio ISA da 1 a 6.

Nuovi limiti che si affiancano a quelli già previsti dallo scorso anno per le partite IVA con ISA pari o superiore a 8, che hanno quindi portato alla necessità di una revisione tecnica ai software messi a punto dall’Agenzia.

Punteggio ISALimite incremento reddito concordato
10 10%
da 9 a 10 15%
da 8 a 9 25%
da 6 a 8 30%
da 1 a 6 35%

Le modifiche di cui sopra hanno di fatto messo in panchina la dichiarazione dei redditi, e ora per il ritorno in campo la palla passa nelle mani delle case software.

Queste dovranno recepire nei propri gestionali la nuova versione dell’applicativo dell’Agenzia delle Entrate, passaggio che porterà all’avvio a pieno regime della stagione dichiarativa e del concordato preventivo biennale.

Nuovo software ISA e concordato, doppio binario per l’adesione

L’aggiornamento del software non impatta sul punteggio ISA già calcolato, e quindi non porta alla necessità di dover procedere con un nuovo invio della dichiarazione dei redditi 2026.

Nell’avviso pubblicato sul proprio portale, l’Agenzia delle Entrate precisa che l’accettazione di eventuali proposte di concordato preventivo biennale elaborate sulla base della prima versione pubblicata il 13 maggio (versione 1.0.0) resta valida.

È ovviamente possibile presentare una nuova accettazione della proposta di concordato preventivo biennale elaborata con la versione aggiornata del software, entro la scadenza del 31 ottobre, automaticamente differita a lunedì 2 novembre.

Il software consentirà, come di consueto, anche di revocare l’adesione al concordato fino alla scadenza fissata per l’accettazione delle proposte del Fisco.

Ora si attende la proroga delle imposte per le partite IVA

Al di là delle questioni più operative legate ai calcoli delle proposte di concordato, la revisione tecnica resasi necessaria dovrebbe portare a un rinvio della scadenza per il versamento di saldo e acconto delle imposte sui redditi.

L’appuntamento del 30 giugno dovrebbe slittare al 20 luglio o al 31 luglio. Possibili novità potrebbero arrivare con il decreto accise atteso in Consiglio dei Ministri del 22 maggio.

In campo anche l’ipotesi di rivedere le regole per l’ulteriore differimento ai trenta giorni successivi: la maggiorazione dello 0,40 per cento, a titolo di interessi, potrebbe raddoppiare con il fine di disincentivare ulteriori rinvii dei pagamenti.

Si tratta tuttavia di indiscrezioni non ancora confermate, sulle quali si resta pertanto in attesa di elementi più concreti.