Auto aziendali: con le nuove regole tassazione più alta per i veicoli vecchi

L’atteso decreto Omnibus sul Fisco è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Pronte le nuove regole sulla tassazione delle auto aziendali

Auto aziendali: con le nuove regole tassazione più alta per i veicoli vecchi

Dopo 5 anni dall’immatricolazione il valore del fringe benefit per le auto aziendali aumenta.

Questa una delle principali novità previste dal cosiddetto correttivo Omnibus, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 11 agosto.

Con il nuovo intervento cambiano quindi le regole per la tassazione per veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti. La nuova norma stabilisce una maggiorazione del 50 per cento del fringe benefit sul veicolo assegnato che scatta dal 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione.

La misura pone definitivamente fine alle incertezze interpretative che si erano stratificate nel tempo”, aveva dichiarato il Viceministro MEF Maurizio Leo al termine del CdM in cui era stato approvato il provvedimento, “L’obiettivo è garantire chiarezza applicativa per sia per le imprese che per i lavoratori”.

Auto aziendali: arriva il correttivo, tassazione più alta per i veicoli vecchi

Arrivano le nuove regole per le auto aziendali. Il decreto Omnibus con correttivi di materia fiscale rivede i criteri per la tassazione dei veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti.

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri lo scorso giugno, il decreto legislativo n. 148/2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Secondo le nuove regole, il fringe benefit sulle auto aziendali viene determinato anche sulla base dell’“anzianità” del veicolo. Nello specifico, il valore del fringe benefit sull’auto concessa in uso promiscuo ai dipendenti aumenta dopo i 5 anni dall’immatricolazione.

La nuova formulazione dell’art. 51, comma 4, del TUIR, infatti, introduce una maggiorazione del 50 per cento del fringe benefit che scatta dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della prima immatricolazione.

Una novità che cambia radicalmente il sistema attuale che non prevede una determinazione forfettaria del valore, e non tiene conto in alcun modo dell’anzianità del veicolo. L’obiettivo di fondo è quello di incentivare il rinnovo frequente del parco auto aziendale, anche in ottica di consumi e sostenibilità.

La tassazione sulle auto aziendali

Dal 1° gennaio 2025, ricordiamo, per le auto, moto e ciclomotori concessi, il valore del fringe benefit che concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente imponibile era calcolato applicando il 50 per cento del costo chilometrico annuo (definito in base alle tabelle ACI, per il 25 per cento dell’importo che corrisponde alla percorrenza convenzionale di 15.000 km), al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente. La percentuale è ridotta per le auto ibride ed elettriche.

Tipologia di veicolo Percentuale dell’importo per la tassazione
Auto diesel e benzina 50 per cento
Auto elettriche ibride plug in 20 per cento
Auto totalmente elettriche 10 per cento

Con le nuove regole, trascorsi 5 anni dalla prima immatricolazione, tali valori sono maggiorati del 50 per cento.

Nel testo trova spazio anche la modifica che interviene sulle regole di tassazione per gli optional non inclusi nella tariffa standard delle tabelle ACI. Il nuovo intervento aumenta forfettariamente del 5 per cento il valore del fringe benefit.

In presenza di accessori o di allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non direttamente acquistati dal lavoratore, quindi, il valore del fringe benefit determinato secondo le nuove regole, viene incrementato del 5 per cento.

Confermata inoltre la piena deducibilità dal valore forfettario delle somme che il dipendente ha eventualmente pagato a proprie spese per il veicolo e per gli optional.

In caso di riassegnazione non sono previsti aggravi fiscali aggiuntivi.

Il decreto rivede poi il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate nel 2025. Così facendo viene scongiurata definitivamente la possibilità di una tassazione al valore normale dei veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025.

In pratica, le auto ordinate entro il 31 dicembre 2024 e consegnate al dipendente entro il 31 dicembre 2025 mantengono il vecchio regime fiscale (quello in vigore fino alla fine del 2024). Quando il veicolo supera i 5 anni, scatta l’aumento del 50 per cento. Anche questo regime transitorio si applica in caso di riassegnazione.

Le nuove disposizioni si applicano a partire dal periodo d’imposta 2026.