Auto aziendali: arriva il correttivo, tassazione più alta per i veicoli vecchi

L’atteso decreto Omnibus sul Fisco è stato approvato in Consiglio dei Ministri. Cambiano le regole sulla tassazione delle auto aziendali

Auto aziendali: arriva il correttivo, tassazione più alta per i veicoli vecchi

Dopo 5 anni dall’immatricolazione sale il valore del fringe benefit per le auto aziendali.

Questa una delle principali novità previste dal cosiddetto correttivo Omnibus, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 10 giugno.

Cambiano quindi le regole per la tassazione per veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti. La nuova norma stabilisce una maggiorazione del 50 per cento del fringe benefit sul veicolo assegnato che scatta dal 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione.

La misura pone definitivamente fine alle incertezze interpretative che si erano stratificate nel tempo”, ha dichiarato il Viceministro MEF Maurizio Leo al termine del CdM, “L’obiettivo è garantire chiarezza applicativa per sia per le imprese che per i lavoratori”.

Auto aziendali: arriva il correttivo, tassazione più alta per i veicoli vecchi

Arrivano le nuove regole per le auto aziendali. Il decreto Omnibus con correttivi di materia fiscale rivede i criteri per la tassazione dei veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti.

Il decreto era atteso già la scorsa settimana ma poi rinviato al Consiglio dei Ministri del 10 giugno, dove è stato approvato in via preliminare.

Secondo le nuove regole il fringe benefit sulle auto aziendali viene determinato anche sulla base dell’“anzianità” del veicolo. Nello specifico, in attesa della pubblicazione del testo ufficiale, il valore del fringe benefit sull’auto concessa in uso promiscuo ai dipendenti aumenta dopo i 5 anni dall’immatricolazione.

La nuova formulazione dell’art. 51, comma 4, del TUIR, infatti, introduce una maggiorazione del 50 per cento del fringe benefit che scatta dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della prima immatricolazione.

Una novità che cambia radicalmente il sistema attuale che non prevede una determinazione forfettaria del valore, senza tenere conto in alcun modo dell’anzianità del veicolo. L’obiettivo di fondo è quello di incentivare il rinnovo frequente del parco auto aziendale, anche in ottica di consumi e sostenibilità.

Viene poi rivisto il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate nel 2025. Così facendo viene scongiurata definitivamente la possibilità di una tassazione al valore normale dei veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025.

Secondo le bozze del testo in circolazione, tra le altre modifiche trova spazio anche quella che interviene sulle regole di tassazione per gli optional non inclusi nella tariffa standard delle tabelle ACI. Il nuovo intervento aumenta forfettariamente del 5 per cento il valore del fringe benefit.

La tassazione sulle auto aziendali

Dal 1° gennaio 2025, ricordiamo, per le auto, moto e ciclomotori concessi, il valore del fringe benefit che concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente imponibile è calcolato applicando il 50 per cento del costo chilometrico annuo (definito in base alle tabelle ACI, per il 25 per cento dell’importo che corrisponde alla percorrenza convenzionale di 15.000 km), al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente. La percentuale è ridotta per le auto ibride ed elettriche.

Tipologia di veicolo Percentuale dell’importo per la tassazione
Auto diesel e benzina 50 per cento
Auto elettriche ibride plug in 20 per cento
Auto totalmente elettriche 10 per cento

Con le nuove regole, trascorsi 5 anni dalla prima immatricolazione tali valori sono maggiorati del 50 per cento.