Concordato e ISA 2026: software incompleto e dichiarazioni bloccate

Sandra Pennacini - Dichiarazione dei redditi

I ritardi nel rilascio degli applicativi e le modifiche in corso impediscono le simulazioni: l'impatto sui contribuenti e gli studi professionali

Concordato e ISA 2026: software incompleto e dichiarazioni bloccate

L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato l’applicativo “Il tuo ISA 2026 CPB” lo scorso 13 maggio, con forte ritardo rispetto alle tempistiche inizialmente previste.

Come se ciò non fosse già, di per sé, motivo di ritardo nell’operatività dell’elaborazione dei modelli Redditi di imprese e professionisti, è importante sottolineare che tale motore di calcolo risulta, allo stato attuale, incompleto e già obsoleto.

Infatti, per la determinazione della proposta di concordato 2026/2027 il software applica esclusivamente i limiti all’incremento del reddito concordato previsti in precedenza per i contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 8, ignorando (inevitabilmente) le nuove disposizioni in fase di introduzione con il Decreto Fiscale (D.L. n. 38/2026), tuttora in fase di approvazione.

Per quanto riguarda il CPB 2026/2027, stante l’attuale formulazione del decreto che, si ripete, non è definitivo, il legislatore sta introducendo due nuovi tetti massimi di incremento del reddito proposto rispetto a quello dichiarato nel 2025, per i soggetti ISA con punteggi inferiori a 8.

Nel dettaglio, il nuovo “calmiere”, pensato per evitare che la proposta sia esageratamente superiore al dichiarato nel 2025, prevede due soglie di incremento massime, differenziate a seconda dell’esito del modello ISA 2026 anno di imposta 2025:

  • 30% per punteggi ISA da 6 a 7,99;
  • 35% per punteggi ISA da 1 a 5,99.

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L’impatto sulle simulazioni e sugli adeguamenti ISA

L’assenza dei nuovi “calmieri” nel software blocca l’attività di pianificazione fiscale e, seppure indirettamente, anche la possibilità di finalizzare i dichiarativi dei soggetti rientranti nelle fasce di punteggio sopra elencate, ovverosia la stragrande maggioranza dei contribuenti.

Il punto da focalizzare, infatti, è la “reazione a catena” che si viene a generare: è ben vero che l’eventuale adesione al CPB deve essere formalizzata, per norma, entro il 30 settembre 2026, termine che il già citato decreto fiscale intende prorogare di un ulteriore mese, tuttavia il non disporre di un motore di calcolo che tenga effettivamente in considerazione tutte le variabili che potrebbe essere necessario considerare (il condizionale è d’obbligo, visto che parliamo pur sempre di un decreto in corso di iter) comporta un vero e proprio blocco.

Infatti, l’eventuale adeguamento spontaneo agli ISA, finalizzato a migliorare il punteggio, aspetto che impatta direttamente sulla dichiarazione dei redditi (i cui termini di versamento, senza maggiorazione, ad oggi continuano ad essere fissati al 30 giugno 2026, per quanto si ventili un rinvio), non deve essere letto solo nell’ottica dell’anno di imposta 2025, ma anche in chiave prospettica in vista di una eventuale adesione al concordato.

Si pensi al caso di un contribuente che consegue un punteggio di 5,5; tale contribuente, nel valutare l’impatto di un adeguamento (anche solo parziale) ragionevolmente deve conoscere non solo il “costo” di tale adeguamento in termini di maggior esborso, e l’effetto positivo di non far scattare un indicatore di rischio se l’adeguamento lo porta sopra soglia 6, ma anche a quanto esattamente ammonta la proposta di concordato, tenuto conto dei diversi calmieri.

Ciò significa che il professionista deve poter calcolare con esattezza il rapporto costi-benefici tra le maggiori imposte derivanti dall’adeguamento ISA e il risparmio fiscale generato dal calmiere più favorevole sul biennio del concordato e, attualmente, l’impossibilità tecnica di elaborare la proposta aggiornata impedisce totalmente queste valutazioni.

Lo scorso 6 maggio 2026 la Dottoressa Pennacini ha tenuto un interessantissimo video corso breve in materia di CPB, nell’ambito di un’iniziativa svolta in collaborazione con TeamSystem. Contenuti video e guide sono disponibili gratuitamente per gli iscritti alla newsletter di Informazione Fiscale accedendo ad Academy dal box sotto:

Concordati 2026/2027 e dichiarativi, fermi tutti!

Se il punteggio ISA risulta inferiore alle soglie relative ai vecchi calmieri riconosciuti ai contribuenti più affidabili (tuttora validi e già operativi anche a livello di motore di calcolo), l’unica indicazione operativa praticabile all’interno degli studi è fermare le elaborazioni, salvo ovviamente le posizioni di coloro i quali già sono in regime di concordato e quelle dei contribuenti che non possono o, a prescindere dagli importi, non vogliono aderire.

Come si è detto, la platea dei contribuenti potenzialmente interessati alla problematica è veramente ampia: stiamo parlando di tutti i contribuenti non già in concordato e con punteggio ISA dell’anno 2025 inferiore a 8, che non possono valutare a ragion veduta un eventuale adeguamento, che impatta direttamente sulla liquidazione del saldo delle imposte e dei relativi acconti, la cui scadenza è ravvicinata.

L’annunciato differimento del termine per l’adesione al concordato al 31 ottobre 2026 (automaticamente slittato al 2 novembre) previsto dal Decreto Fiscale non risolve il problema e, ancora una volta, anche laddove intervenisse l’annunciata proroga dei versamenti, gli studi professionali si troveranno a rincorrere norme in continua evoluzione in corso d’opera e saranno, probabilmente, ancora una volta obbligati a lavorare più volte il medesimo fascicolo ed in assenza delle fondamentali condizioni di certezza che dovrebbero essere a fondamento del rapporto con il fisco.

Punteggio ISA Tetto massimo all’incremento
Pari a 10 10%
Da 9 a 9,99 15%
Da 8 a 8,99 25%
Da 6 a 7,99 30% (in via di approvazione)
Da 1 a 5,99 35% (in via di approvazione)

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