I pagamenti in contanti e quelli con carta di un unico conto devono essere etichettati correttamente negli scontrini per evitare sanzioni
Conto unico, pagamenti separati: accade sempre più di frequente, soprattutto in occasione di pranzi e cene al ristorante, che ognuno paghi la sua parte in una spesa collettiva.
Ma le novità sul collegamento tra registratori telematici e POS richiedono anche una precisione chirurgica sui metodi di pagamento scelti dai clienti.
Per evitare sanzioni, i corrispettivi trasmessi all’Agenzia delle Entrate devono tracciare un quadro chiaro e coerente degli incassi e dei mezzi utilizzati.
Stesso conto, pagamenti diversi: precisione massima negli scontrini
In quest’ottica la necessità di classificare e indicare correttamente nello scontrino emesso le modalità con cui vengono pagate le spese da parte dei clienti è strettamente collegata al nuovo obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico.
Chi gestisce la cassa di un’attività deve tenere bene presente le nuove regole prima di emettere il documento commerciale. E oltre a saper identificare anche forme di pagamento diverse dal binomio carta-contanti, come bonifici o assegni, gli esercenti devono specificare tutti i diversi mezzi utilizzati, anche quando il conto è uno solo.
Se le spese indicate in un unico scontrino vengono pagate in contanti e con carta, la classificazione non può essere unica: ogni pagamento deve essere tracciato con il metodo effettivo scelto dai clienti.
Dal punto di vista operativo, quindi, sono due le alternative possibili:
- dettagliare le singole voci di un solo documento commerciale;
- emettere scontrini diversi per ogni importo incassato, evidenziando come sono state incassate le somme.
| Modalità di Incasso | Classificazione su RT |
|---|---|
| Banconote e Monete | CONTANTE |
| Assegno bancario o circolare | CONTANTE |
| Carte / Bancomat | ELETTRONICO |
| Smartphone / NFC | ELETTRONICO |
| Buoni Pasto | NON RISCOSSO |
| Bonifico | ELETTRONICO |
Stesso conto, pagamenti diversi: le istruzioni per evitare sanzioni
Senza specificare tutte le informazioni richieste, si finirebbe per categorizzare erroneamente una parte degli importi ricevuti, determinando un disallineamento dei dati.
La precisione nella memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi mette al riparo dalle sanzioni che accompagnano i nuovi obblighi entrati in vigore all’inizio dell’anno e che nascono proprio per rendere chiari e coerenti i flussi che partono dalle attività e arrivano all’Agenzia delle Entrate.
E infatti per chi trasmette corrispettivi indicando, anche solo per errore, un metodo di pagamento diverso da quello effettivo è prevista una sanzione amministrativa di 100 euro per trasmissione, fino a un massimo di 1.000 euro per trimestre.
Come ha chiarito il Ministero dell’Economia e delle Finanze in una interrogazione a risposta immediata di fine anno, l’unica strada per evitarla in caso di indicazioni errate è l’annullamento del documento e l’emissione di una nuova versione corretta.
Ma è una strategia praticabile solo con effetto immediato, bisogna subito accorgersi dell’errore. La strada più sicura da percorrere resta quella della saggezza popolare: prevenire è meglio che curare.
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