Tra le pieghe della norma dettata dalla Legge di Bilancio 2026 e le indicazioni di prassi fornite dall’Ader emergono alcuni aspetti a cui chi aderisce deve fare molta attenzione per evitare spiacevoli conseguenze
Voglio qui portare la vostra attenzione su alcuni aspetti non di poco conto che devono essere ben ponderati nella valutazione complessiva della scelta di aderire o meno all’istituto della Rottamazione Quinquies.
Possiamo definire l’istituto della rottamazione delle cartelle come una opportunità di riabilitazione fiscale e contributiva.
Rappresenta, di fatto, una forse ultima chiamata per chiudere le pendenze affidate alla riscossione dal 2000 al 2023, offrendo, ancorché escludendo i debiti da accertamento, i due vantaggi che caratterizzano questo istituto fina dalla prima sua edizione targata Governo Renzi dell’ormai lontano 2016:
- lo sconto sul passato, eliminando tutto il carico accessorio di sanzioni e interessi, che spesso raddoppia l’importo iniziale del debito pagando solo il capitale, come se il tempo non fosse passato;
- la fiducia nel futuro, grazie al meccanismo dei due errori concessi e alle 54 rate con il quale lo Stato smette di essere una sorta di controllore inflessibile sui ritardi di pochi giorni e diventa un partner che permette di dilazionare il rientro in base alle reali capacità finanziarie del contribuente.
Un’occasione per pulire la propria posizione e, pensando ad imprese e professionisti, riavere l’opportunità di tornare in possesso di un DURC regolare e poter operare serenamente nel proprio mercato di riferimento senza il peso delle pendenze pregresse, diluite nel maggior tempo concesso in questa tornata, fino a 9 anni.
Rottamazione delle cartelle esattoriali tra rigore e flessibilità
Cosi come definita dalla Legge 199/2025 e dopo le indicazioni emerse dalle Faq pubblicate dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e le ulteriori indicazioni desumibili dalle risposte fornite dall’Agenzia durante la recente kermesse Telefisco 2026 la rottamazione quinques si configura come uno strumento di definizione agevolata che bilancia un estremo rigore temporale con una maggiore flessibilità nel mantenimento del beneficio.
Di seguito, la sintesi tecnica dei criteri operativi per la gestione del piano di ammortamento:
Il superamento della tolleranza temporale c.d. “Lieve inadempimento”
A differenza delle precedenti edizioni, la norma attuale elimina i 5 giorni di tolleranza per i versamenti tardivi.
La scadenza del 31 luglio 2026 e le successive devono essere intese come perentorie:
un pagamento effettuato anche con un solo giorno di ritardo viene contabilizzato come omesso con le conseguenze qui di seguito riportate
Il regime di decadenza quantitativo
Il legislatore ha introdotto un meccanismo di salvaguardia, basato sul numero di insoluti piuttosto che sulla puntualità del singolo versamento in conseguenza del quale la misura agevolativa della Rottamazione decade esclusivamente al verificarsi di una delle seguenti condizioni:
- mancato versamento di due rate, anche non consecutive, all’interno del piano rateale prescelto;
- mancato versamento dell’ultima rata del piano, per la quale non è ammessa alcuna forma di flessibilità;
- mancato versamento dell’unica soluzione, qualora il contribuente non abbia optato per la rateizzazione.
Imputazione dei pagamenti e "Effetto Trascinamento"
È fondamentale monitorare l’ordine dei versamenti.
In caso di omissione di una rata, il pagamento successivo viene automaticamente imputato dall’Agente della Riscossione alla rata scaduta cronologicamente antecedente.
Questo meccanismo evita la decadenza immediata fino al secondo errore, ma richiede una gestione attenta dei flussi di cassa per evitare di giungere al pagamento dell’ultima rata a chiusura del piano con il residuo di una rata insoluta, determinando la beffa della decadenza della rottamazione e la perdita retroattiva dei benefici.
Un’utile raccomandazione
Per procedere con una corretta pianificazione del rientro dei debiti da carichi fiscali e contributivi pregressi è fondamentale una attenta analisi delle risultanze del Prospetto Informativo, fornito su richiesta dall’AdER, ed il suo raffronto con la propria situazione finanziaria, simulando anche una rateazione fino a 54 rate bimestrali.
Considerando che come espressamente confermato dalla Agenzia delle Entrate a Telefisco 2026, oltre alle già codificate facoltà di presentare la domanda di adesione entro il termine tassativo del 30 aprile 2026 resta la opzione già in passato adottata come prassi dall’AdER di poter revocare la domanda presentata.
Tale flessibilità permette di ricalibrare l’istanza sulla base delle riflessioni maturate anche successivamente alla presentazione della domanda, così che si possano escludere carichi oggetto di contenzioso o non ritenuti prioritari, anche all’ultimo momento comunque entro il termine di presentazione delle domande di adesione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione quinquies: un consiglio per chi aderisce