Il Decreto Fiscale 2026, al Senato per la conversione in legge, riaccende la discussione sulla rottamazione quinquies. A ridosso della scadenza si lavora a possibili correttivi, dalle tasse locali fino alle regole sui pagamenti
La rottamazione quinquies è l’adempimento più importante del mese, tenuto conto della scadenza del 30 aprile per presentare domanda.
Al centro dell’attenzione non c’è però solo la necessità di presentare tempestivamente istanza di adesione, ma anche il lavoro perenne per correggere il tiro su alcuni dei nodi della definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
Ne è la prova la discussione che impegna la Commissione Finanze e Tesoro del Senato, nella quale è in corso l’esame del Decreto Fiscale n. 38/2026.
Nel corso delle audizioni preliminari, la rottamazione è tornata protagonista per via della richiesta dei comuni di ampliare la definizione agevolata delle tasse locali, ma non solo.
In campo l’ipotesi di reintrodurre la tolleranza di cinque giorni sulle scadenze, così come previsto per la rottamazione quater tutt’ora in corso. Su quest’ultima misura, si lavora inoltre alla riammissione dei decaduti.
Rottamazione quinquies, un cantiere ancora aperto: ANCI chiede l’estensione alle cartelle affidate ad AdER
Il Decreto Fiscale rappresenta, per materia, il provvedimento più idoneo per risolvere alcune delle questioni rimaste aperte sul fronte della rottamazione quinquies 2026. Ed è per questo che i lavori in corso per la conversione in legge del provvedimento sono al centro dell’attenzione da parte di cittadini, imprese e addetti ai lavori.
Così è ad esempio guardando alla questione della rottamazione delle tasse locali, che ad oggi risulta in parte bloccata alla luce dell’impossibilità per i comuni di includervi le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
La rottamazione locale è opzionale: ciascun Ente potrà deliberare se prevederla o meno a favore dei propri cittadini. Anche in caso affermativo però le quote non gestite direttamente restano fuori dal perimetro dei debiti definibili in via agevolata.
Nel corso dell’audizione tenutasi il 9 aprile presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato, sede in cui ha preso il via il lavoro per la conversione in legge del DL n. 38/2026, l’ANCI ha proposto un correttivo per superare questo ostacolo tecnico.
Come?
Prevedendo un’estensione normativa della rottamazione quinquies per i carichi locali gestiti dall’AdER, che avrebbe quindi un ruolo di supporto verso i comuni per l’individuazione delle cartelle ammesse alla procedura agevolata di rientro.
La possibilità di sanare le cartelle relative a tasse locali affidate alla Riscossione verrebbe affiancata da una somma extra, a carico dei cittadini, pari a 2 euro. Un importo dovuto in sostituzione dell’aggio di riscossione e che consentirebbe di finanziare le spese di procedura per l’attivazione della definizione agevolata.
Questo il “prezzo” in discussione per la semplificazione burocratica a beneficio del cittadino, che risparmierebbe sanzioni e interessi accumulati negli anni sul proprio debito.
Resterebbe l’adesione facoltativa, mediante approvazione di apposita delibera entro il termine del 31 luglio 2026, dettagliando le scadenze specifiche per i cittadini ai fini della presentazione dell’istanza di adesione e per i pagamenti.
In discussione la tolleranza di cinque giorni anche sulle scadenze della rottamazione quinquies
Al tema delle tasse locali si affianca la “forma complessiva” della rottamazione quinquies.
Stando alle anticipazioni pubblicate sulle pagine del Sole24Ore, si discute sulla possibilità di prevedere la tolleranza di cinque giorni sui pagamenti, così come previsto dalla rottamazione quater in corso.
La ratio è chiara: evitare penalizzazioni per chi rinvierà di pochi giorni il versamento delle somme dovute, mitigando quindi il rischio di decadenza.
Si ricorda che dalla rottamazione quinquies si decade se non si paga:
- la prima e unica rata, entro il 31 luglio 2026;
- due rate, anche non consecutive;
- l’ultima delle rate dovute.
Concedere i cinque giorni aggiuntivi dopo la scadenza ordinaria consentirebbe ai “ritardatari” di rimettersi in regola in maniera tempestiva, agevolando la procedura di rientro.
Rottamazione quater, nuova chance di ripescaggio per i decaduti
Rimasta fuori dal testo originario, potrebbe tornare in pista con la conversione del DL Fiscale anche la riammissione per i decaduti dalla rottamazione quater, annunciata e attesa già a inizio anno nel corso della conversione del DL Milleproroghe 2026, ma rimasta fuori all’ultimo dalla discussione per questioni tecniche.
L’obiettivo è consentire a chi non ha pagato la rata del 30 novembre 2025 e quella del 28 febbraio 2026 di rimettersi in regola e procedere con i versamenti dovuti per l’ultimazione del piano di rientro.
Tendere la mano a chi non è riuscito a pagare per tempo fornirebbe un’ancora di salvataggio anche a chi sperava di poter passare dalla rottamazione quater all’edizione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
Vale la pena ricordare che la nuova rateizzazione lunga delle cartelle lascia fuori i contribuenti che erano in regola con la rottamazione in corso alla data del 30 settembre.
Una data spartiacque che è stata prevista sin dalle prime bozze, ma che è stata confermata solo il 30 dicembre, con il via libera definitivo alla Manovra.
Proprio per questo il tema della riammissione torna ciclicamente in discussione. Da vedere se sarà la conversione del DL Fiscale, attesa entro il 26 maggio 2026, a mettere un punto definitivo alla questione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione quinquies 2026: a 15 giorni dalla scadenza il DL Fiscale apre il cantiere correttivi