Gli importi delle retribuzioni convenzionali per chi lavora all'estero sono stati aggiornati. I nuovi valori vanno considerati per il calcolo dei contributi e delle imposte dovute nel 2026
Arriva anche per il 2026 l’aggiornamento degli importi delle retribuzioni convenzionali per i lavoratori e le lavoratrici italiane impiegate all’estero.
Come ogni anno, il decreto del Ministero del Lavoro pubblicato in Gazzetta Ufficiale fornisce le tabelle aggiornate con i valori da considerare per il calcolo dei contributi e delle imposte sul reddito da lavoro dipendente relativi all’anno in corso.
Sono diverse le categorie di dipendenti interessati dalla novità: operai, impiegati, quadri e dirigenti di vari settori.
Retribuzioni convenzionali 2026: in aumento gli importi per chi lavora all’estero
Anche per il 2026 arriva come ogni anno l’aggiornamento delle retribuzioni convenzionali per i lavoratori e le lavoratrici all’estero.
I valori aggiornati al 2026 sono indicati nel decreto del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno.
Di anno in anno, infatti, come previsto dall’articolo 4 del decreto legge n. 317/1987, i due Ministeri devono definire le tabelle con le retribuzioni convenzionali per i lavoratori e le lavoratrici italiane che svolgono la propria attività all’estero. Retribuzioni che non possono essere determinate in misura inferiore ai contratti collettivi nazionali dei settori di riferimento.
Si tratta in particolare dei lavoratori e delle lavoratrici italiane che operano all’estero, in Paesi non comunitari con i quali non sono in vigore accordi di sicurezza sociale.
I valori aggiornati annualmente devono essere presi in considerazione ai fini del calcolo dei contributi e delle imposte sul reddito da lavoro dipendente, secondo quanto stabilito dal comma 8-bis dell’articolo 51 del Testo Unico delle imposte sui redditi.
I valori indicati nel decreto valgono quindi per i periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Le retribuzioni convenzionali si applicano per il lavoro dipendente prestato all’estero in via continuativa per almeno 183 giorni in un anno, anche non continuativi.
Retribuzioni convenzionali 2026: a quali categorie si applicano?
Devono fare riferimento alle tabelle aggiornate indicate nel decreto 29 maggio 2026 tutti i lavoratori e le lavoratrici che svolgono attività all’estero secondo i requisiti specificati nel TUIR per i periodi di paga 2026.
I valori sono in aumento rispetto a quelli dello scorso anno e, come di consueto, sono suddivisi in base alle categorie di lavoratori e lavoratrici a cui si applicano:
- operai e impiegati;
- quadri;
- dirigenti;
- giornalisti, con cinque diverse fasce di riferimento.
Tutte le categorie, ad esclusione dei giornalisti, sono poi ulteriormente ripartite in base ai diversi settori di attività elencati di seguito.
Per gli operai e impiegati gli importi sono determinati in relazione ai seguenti settori:
- industria;
- industria edile;
- autotrasporto e spedizione merci;
- credito;
- assicurazioni;
- commercio - terziario;
- trasporto aereo;
- agricoltura;
- industria cinematografica;
- spettacolo;
- artigianato.
Per quanto riguarda i quadri, invece, le retribuzioni sono divise per fascia e per i seguenti settori:
- industria;
- industria edile;
- autotrasporto e spedizione merci;
- credito;
- agricoltura;
- assicurazioni;
- commercio - terziario;
- trasporto aereo.
Infine, le retribuzioni per i dirigenti sono classificate in base ai seguenti settori:
- industria;
- industria edile;
- autotrasporto e spedizione merci;
- credito;
- agricoltura;
- assicurazioni;
- commercio - terziario;
- trasporto aereo.
Come precisato all’articolo 2 del decreto, per i lavoratori a cui si applicano diverse fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile è determinata in base al confronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente.
Nel caso di assunzioni, risoluzioni del rapporto di lavoro, trasferimenti da o per l’estero nel corso del mese, i valori convenzionali individuati nelle tabelle sono divisibili in ragione di 26 giornate.
Le tabelle con i valori aggiornati al 2026 sono disponibili in allegato al decreto del Ministero del Lavoro, e consultabili di seguito.
Le retribuzioni convenzionali sono da considerare anche per l’erogazione del trattamento ordinario di disoccupazione nel caso di lavoratori italiani rimpatriati.
Su questo va specificato che la Legge di Bilancio 2025 ha abolito il regime agevolato che permetteva di ottenere l’indennità di disoccupazione a lavoratori e lavoratrici che rientrano in Italia dall’estero. Dallo scorso anno, quindi, i lavoratori e le lavoratrici che perdono il lavoro all’estero e tornano in Italia non possono più ottenere l’indennità di disoccupazione. Saranno valutate solo le domande relative alle cessazioni avvenute fino al 31 dicembre 2024.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Retribuzioni convenzionali 2026: in aumento gli importi per chi lavora all’estero