Rottamazione, la riapertura per i decaduti perde il treno del DL Fiscale

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Rottamazione quater: il Decreto Fiscale n. 38/2026 chiude di nuovo le porte ai decaduti. Nessuna riapertura per le rate non pagate

Rottamazione, la riapertura per i decaduti perde il treno del DL Fiscale

Rottamazione senza riapertura.

Nel Decreto Fiscale approvato il 27 marzo e pubblicato in tempi record in Gazzetta Ufficiale non c’è l’ancora di salvataggio per i decaduti dalla definizione agevolata.

Era una delle novità più attese, rimasta fuori dal DL Milleproroghe ma sulla quale era stata preannunciata l’ipotesi di “ripescaggio” in un successivo veicolo normativo.

Non è però il decreto legge n. 38/2026 a sciogliere le riserve.

Il tema resta in ogni caso al centro dell’attenzione, anche alla luce delle porte chiuse della rottamazione quinquies.

Rottamazione quater, decaduti senza paracadute nel DL Fiscale 2026

Ad accendere la speranza sull’inserimento della riapertura della rottamazione quater nel DL Fiscale primaverile era stato il Deputato della Lega Alberto Gusmeroli, promotore della norma già proposta in sede di conversione del Decreto Milleproroghe.

Intervistato da Radio Radicale il 27 marzo - poco prima dell’approdo del provvedimento sul tavolo del Consiglio dei Ministri - si dichiarava ottimista, per consentire il recupero dei decaduti a causa del mancato pagamento della rata scaduta lo scorso 30 novembre, ma anche di quella prevista per il 28 febbraio.

Un ottimismo smentito dai fatti: nel testo del decreto legge 38/2026 la riapertura non c’è.

In tema di riscossione, il provvedimento prevede esclusivamente la modifica ai termini per la riconsegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate da almeno 24 mesi, per consentire agli Enti creditori di gestire in modalità differente il recupero delle somme.

C’è l’ok del MEF ma la riapertura resta una promessa. La rottamazione quater perde 500 milioni

La riapertura della rottamazione quater ai decaduti resta in ogni caso monitorata speciale.

Il motivo è legato non solo alla necessità di concedere una seconda chance ai contribuenti che non hanno versato le somme dovute a novembre e a febbraio, ma anche alla querelle politica che ha accompagnato il primo tentativo di inserimento della norma nel corso della conversione in legge del DL Milleproroghe 2026.

L’emendamento, presentato in extremis dall’On. Gusmeroli, era stato validato dal Ministero dell’Economia.

Nonostante l’avallo dei tecnici del MEF è rimasto però fuori dalla discussione parlamentare.

Un nulla di fatto accompagnato dalla promessa di inserire la riapertura in un “prossimo veicolo”, e il decreto fiscale rappresentava indubbiamente il “gancio” più idoneo.

Lo stesso Viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, aveva lasciato accesa la speranza, e a ben vedere una riapertura sarebbe utile non solo ai decaduti ma anche alle casse dello Stato.

Il perché lo spiegano i numeri: nel 2025 gli incassi della rottamazione quater ammontano a 2,7 miliardi di euro, 500 milioni in meno rispetto alle attese.

Restano chiuse le porte della rottamazione quinquies per i decaduti dalla quater

Tendere la mano a chi non è riuscito a pagare per tempo può quindi contribuire a invertire la rotta rispetto al trend decrescente che accompagna la fase finale della definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023.

Ma, in aggiunta, fornirebbe un’ancora di salvataggio anche a chi sperava di poter passare dalla rottamazione quater all’edizione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.

Vale la pena ricordare che la nuova rateizzazione lunga delle cartelle lascia fuori i contribuenti che erano in regola con la rottamazione in corso alla data del 30 settembre.

Una data spartiacque che è stata prevista sin dalle prime bozze, ma che è stata confermata solo il 30 dicembre, con il via libera definitivo alla Manovra.

Ecco quindi che chi non ha versato la rata della rottamazione quater del 30 novembre scorso si è trovato a dover fare i conti con la decadenza dalla procedura agevolata di rientro e con il veto all’accesso alla nuova e più diluita pace fiscale.

Un doppio stop sul quale al momento non vi sono correttivi all’orizzonte.

Se ne riparlerà nel corso dei lavori per la conversione in legge del DL Fiscale? L’ipotesi resta in campo e non si escludono colpi di scena in vista del prossimo appuntamento con la rottamazione, in calendario il 31 luglio.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network