Arriva la dichiarazione di fine lavori per la riforma fiscale, ma il cantiere resta aperto: d'altronde neanche 29 decreti legislativi di attuazione bastano per migliorare il sistema tributario
Al termine del Consiglio dei Ministri di ieri, 4 agosto, perfettamente nei tempi è arrivata la dichiarazione di fine lavori della riforma fiscale con l’approvazione di tre decreti legislativi in via definitiva: un provvedimento omnibus, il pacchetto di novità sulla fiscalità locale e l’ordinamento della nuova magistratura tributaria.
Il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo ha commentato questo percorso di revisione del sistema tributario come “un lavoro corale che ha impegnato Governo e Parlamento in un disegno di riforma organico che guarda ai cittadini e alle imprese, con l’obiettivo di un fisco più equo, più semplice e più moderno. Un risultato che il Governo Meloni rivendica con orgoglio e fierezza, dimostrando che la buona politica è quella che mantiene gli impegni presi”.
In questi tre anni di lavori, a partire dal 2023, sono stati approvati 21 decreti legislativi di attuazione e 8 Testi Unici, ma il Fisco resta un cantiere sempre aperto: c’è ancora la possibilità di approvare revisioni e correzioni, ma c’è anche l’intenzione di rivedere ancora l’IRPEF nella prossima Legge di Bilancio, l’ultima della Legislatura.
D’altronde, circa 30 provvedimenti non bastano per correggere il sistema fiscale secondo i lettori e le lettrici che hanno partecipato a un sondaggio sul tema tramite le pagine di Informazione Fiscale e sulla pagina Linkedin.
| Le scadenze della riforma fiscale | Le date in calendario |
|---|---|
| Termine per l’approvazione dei decreti legislativi di modifica della normativa | Entro il 29 agosto 2026 (36 mesi dall’entrata in vigore, termine inizialmente fissato a 24 mesi) |
| Termine di scadenza per la predisposizione di decreti legislativi integrativi e correttivi | Entro il 29 agosto 2028 (24 mesi dopo la fine dei lavori) |
| Termine per l’approvazione dei Testi Unici | 31 dicembre 2026 (Fissato in principio al 29 agosto 2024, poi al 31 dicembre 2025) |
| Termine per l’approvazione del Codice tributario | 12 mesi dall’ultimo decreto correttivo o integrativo approvato entro il 29 agosto 2028 |
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Riforma fiscale: dichiarazione di fine lavori con 29 decreti legislativi
La rivoluzione del Fisco è partita dall’IRPEF: a inaugurare la carrellata di novità il Consiglio dei Ministri del 16 ottobre 2023 con l’approvazione di due decreti legislativi, uno sulla fiscalità internazionale e uno sulla revisione delle aliquote, passate da quattro a tre.
Con la legge n. 111 del 2023, il Parlamento ha affidato il compito al Governo di modificare il sistema tributario rispettando tempi e principi condivisi.
| IN SINTESI: Come funziona l’attuazione della riforma fiscale? |
|---|
| Con la Legge delega, è stato affidato al Governo il compito di rivedere il sistema tributario, modificando la normativa fiscale con dei decreti legislativi di attuazione che vengono approvati in via preliminare dai Consigli dei Ministri. I testi poi passano al vaglio delle Commissioni parlamentari che devono fornire dei pareri sul loro contenuto, solo successivamente possono essere approvati definitivamente con un nuovo via libera del Governo. Dai decreti legislativi di attuazione derivano anche i decreti attuativi, di rango inferiore. Sono provvedimenti finalizzati a dettagliare le novità fiscali previste e vengono adottati da Ministeri o altri enti competenti per materia. |
Dopo un’accelerata nel 2024 gli interventi sul sistema tributario dal 2025 hanno subito dei rallentamenti. Nonostante ciò, il bilancio finale si chiude con un totale di 29 provvedimenti legislativi che hanno riscritto il rapporto tra Fisco e contribuenti nelle sue diverse declinazioni: dalle scadenze fiscali da rispettare alle modalità di riscossione, passando dalle strade da seguire per poter richiedere chiarimenti all’Agenzia delle Entrate fino ad arrivare alla redazione dei Testi Unici.
In coda all’articolo tutta la lista dei decreti legislativi adottati, il focus sui Testi Unici e un monitoraggio dell’attuazione aggiornato a giugno
Riforma fiscale: 34 mesi dopo il primo Consiglio dei Ministri
34 mesi dopo il primo Consiglio dei Ministri dedicato alla riforma fiscale, però, il Fisco non ha ancora trovato un nuovo assetto.
L’imposta sul reddito delle persone fisiche ne è un esempio: rappresenta la posa della prima pietra dei lavori ma cerca ancora un equilibrio definitivo. In vista della prossima Legge di Bilancio 2027, si parla già di un nuovo taglio IRPEF finalizzato a portare il secondo scaglio a 60.000 euro e, di conseguenza, a ridurre dal 43 al 33 per cento le imposte da pagare sull’importo che supera i 50.000 euro.
L’opera IRPEF non è finita anche perché costa e la riforma fiscale è un progetto senza portafoglio: come previsto dalla legge n. 111 del 2023, tutte le novità devono essere a somma zero: non possono comportare nuovi costi per lo Stato. Anche per questa ragione gli interventi in alcuni casi hanno superato i confini tracciati dalla legge delega e hanno trovato spazio nelle Manovre.
Operare in questo modo è stata ed è una necessità, ma ha determinato un percorso a ostacoli: dopo le novità provvisorie del 2024, le nuove aliquote IRPEF sono state rese strutturali nella Manovra 2025 con meccanismi di compensazione dei benefici diversi dai precedenti.
La fisiologica evoluzione che deriva dalla riforma associata alla continua riscrittura anche delle altre novità fiscali tramite decreti legge, come accaduto per i dividendi o per la tassa sui pacchi, ha creato per i cittadini e le cittadine un territorio instabile in cui è complicato muoversi a passo sicuro.
Riforma fiscale in scadenza: un sistema più equo, più giusto, più chiaro ancora da costruire
“Sono molto fiera che sia questo il Governo che sta consegnando ai cittadini un Fisco più equo, più giusto e più comprensibile”, diceva la premier Meloni a marzo 2024 commentando il primo anno di lavori di revisione del sistema tributario.
Ma al termine del percorso non è questa la sensazione condivisa per circa l’80 per cento dei lettori e delle lettrici che hanno partecipato a un sondaggio sul tema tramite le pagine di Informazione Fiscale e tramite la pagina Linkedin.
Anche se il cantiere della riforma non si chiude con gli ultimi provvedimenti legislativi perché restano da apportare eventuali correzioni, mancano ancora diversi decreti attuativi di secondo livello, c’è da scrivere il Codice tributario, un primo bilancio è possibile.
E tra gli aggettivi citati da Meloni quello più spinoso è proprio quello apparentemente più neutro sulla carta: comprensibile. Come ha segnalato anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio negli ultimi studi sulla revisione dell’IRPEF, ad esempio, sapere quanto si paga effettivamente è diventato un rebus tra continue modifiche, detrazioni e bonus.
Ma se il sistema fiscale non è comprensibile, è anche difficile stabilire il suo livello di equità. Il concetto è strettamente collegato a quello di progressività, sancito dall’articolo 53 della Costituzione basato su una regola semplice: chi ha di più deve contribuire di più.
Se sulle singole misure la verifica di questo principio è semplice, sul sistema nel suo complesso è pressoché impossibile quando il Fisco è un labirinto. E al di là di ogni percezione, resta una certezza: l’equilibrio non è stato ancora raggiunto.
“L’Italia trarrebbe beneficio da un sistema fiscale più equo e più favorevole alla crescita, insieme a ulteriori sforzi per frenare l’evasione fiscale. Vi è margine per spostare parte del carico fiscale relativamente elevato sul lavoro verso altre basi imponibili attualmente sottoutilizzate, incluse la ricchezza e le successioni”, ha sottolineato la Commissione europea a inizio giugno nel Country Report 2026, dimostrando che c’è ampio margine di miglioramento per il sistema fiscale italiano, nonostante il processo di riforma in atto.
Riforma fiscale: i decreti legislativi approvati
| Numero | Decreto legislativo | Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale |
|---|---|---|
| 1 | Attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale | D.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209 |
| 2 | Attuazione del primo modulo di riforma Irpef e altre misure in tema di imposte sui redditi | D.lgs. 30 dicembre 2023, n. 216 |
| 3 | Modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente | D.lgs. 30 dicembre 2023, n. 219 |
| 4 | Disposizioni in materia di contenzioso tributario | D.lgs. 30 dicembre 2023, n. 220 |
| 5 | Disposizioni in materia di adempimento collaborativo | D.lgs. 30 dicembre 2023, n. 221 |
| 6 | Razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari | D.lgs. 8 gennaio 2024, n. 1 |
| 7 | Disposizioni in materia di accertamento tributario e di concordato preventivo biennale | D.lgs. 12 febbraio 2024, n. 13 |
| 8 | Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza | D.lgs. 25 marzo 2024, n. 41 |
| 9 | Revisione del sistema sanzionatorio tributario | D.lgs. 14 giugno 2024, n. 87 |
| 10 | Disposizioni in materia di riordino del sistema nazionale della riscossione | D.lgs. 29 luglio 2024, n. 110 |
| 11 | Disposizioni integrative e correttive in materia di adempimento collaborativo, razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti tributari e concordato preventivo biennale | D.lgs. 5 agosto 2024, n. 108 |
| 12 | Disposizioni per la razionalizzazione dell’imposta di registro, successioni e donazioni, imposta di bollo e altri tributi indiretti diversi dall’IVA | D.lgs. 18 settembre 2024, n. 139 |
| 13 | Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione e revisione del sistema sanzionatorio in materia di accise e altre imposte indirette | D.lgs. 26 settembre 2024, n. 141 |
| 14 | Revisione del regime impositivo dei redditi (IRPEF e IRES) | D.lgs. 13 dicembre 2024, n. 192 |
| 15 | Revisione delle disposizioni in materia di accise | D.lgs. 28 marzo 2025, n. 43 |
| 16 | Disposizioni integrative e correttive in materia di adempimenti tributari, concordato preventivo biennale, giustizia tributaria e sanzioni tributarie | D.lgs. 12 giugno 2025, n. 81 |
| 17 | Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale | Approvato in via definitiva il 4 agosto 2026 |
| 18 | Disposizioni in materia di Terzo settore, crisi d’impresa, sport e IVA | D.lgs. 4 dicembre 2025, n. 186 |
| 19 | Disposizioni integrative e correttive in materia di IRPEF e IRES, fiscalità internazionale, successioni e donazioni, imposta di registro, statuto del contribuente, sanzioni, tributi erariali minori, giustizia tributaria, versamenti e riscossione | D.lgs. 18 dicembre 2025, n. 192 |
| 20 | Disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria | Approvato in via definitiva il 4 agosto 2026 |
| 21 | Disposizioni integrative e correttive in materia di imposte sui redditi, successioni e donazioni, IVA, accise, controlli, adempimento collaborativo e semplificazione | Approvato in via definitiva il 4 agosto 2026 |
Riforma fiscale: i testi unici approvati
| Testo Unico | Riferimenti normativi |
|---|---|
| Testo Unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali | Decreto legislativo n. 173 del 5 novembre 2024 |
| Testo Unico sui tributi erariali minori | Decreto legislativo n. 174 del 5 novembre 2024 |
| Testo Unico della giustizia tributaria | Decreto legislativo n. 175 del 14 novembre 2024 |
| Testo Unico sui versamenti e riscossione | Decreto legislativo n. 33 del 24 marzo 2025 |
| Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti | Decreto legislativo n. 123 del 1° agosto 2025 |
| Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto | Decreto legislativo n. 10 del 19 gennaio 2026 |
| Testo Unico sulle imposte sui Redditi | Decreto legislativo n. 117 del 19 giugno 2026 |
| Testo Unico su adempimenti e accertamento | Approvato in via definitiva il 23 luglio 2026 |
| Agevolazioni tributarie e regimi di particolari settori | Non più in programma |
Riforma fiscale: lo stato di attuazione di secondo livello aggiornato a giugno
Foto in evidenza: Consiglio dei Ministri, maggio 2023 - Fonte: Governo.it
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Riforma fiscale: dichiarazione di fine lavori, ma le novità di 29 decreti legislativi non bastano