Nuova proroga per la tassa sui pacchi e il costo delle spedizioni resta in evoluzione

Rosy D’Elia - Fisco

La tassa sui pacchi italiana, rimasta inapplicata, è ormai una saga fiscale: con il decreto carburanti che abolisce temporaneamente il bollo auto arriva una nuova proroga. Ma a novembre il costo delle spedizioni sale comunque

Nuova proroga per la tassa sui pacchi e il costo delle spedizioni resta in evoluzione

Slitta ancora l’entrata in vigore della tassa sui pacchi italiana sulle spedizioni extra UE: il decreto carburanti sposta il debutto al 1° dicembre. Ma probabilmente la data di fine anno è solo il punto di partenza per scrivere una nuova proroga.

D’altronde, per sciogliere i nodi della sua applicazione serve risolvere il cortocircuito con la normativa europea, che ha già previsto dal 1° luglio un dazio di tre euro per i prodotti sotto i 150 euro arrivati da paesi non comunitari e ha messo in programma dal 1° novembre un nuovo contributo legato alla gestione dei nuovi flussi e-commerce, con importo da definire.

Tassa sui pacchi, ancora una proroga per il cortocircuito normativo tra Italia e UE

“Dovremo assumere una decisione a livello nazionale, ma coordinata a livello europeo, rispetto alle misure che ogni paese ha assunto per quanto fa riferimento a questa tassa”, aveva detto il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti durante l’interrogazione a risposta immediata che si è tenuta oggi, 22 luglio, alla Camera.

Un’affermazione corretta, ma paradossale, visto che la successione di proroghe della tassa sui pacchi nasce dal tempismo sbagliato adottato in Italia.

È proprio il numero uno di via XX Settembre che ha importato la novità dai Consigli Ecofin dello scorso autunno, senza considerare la necessità di attendere le regole UE per valutare un biglietto di ingresso tutto italiano.

Mentre in UE ancora si fissavano le regole condivise da seguire, l’Italia metteva già nero su bianco la nuova tassa sui piccoli pacchi da due euro.

Ma affrettare i tempi in alcuni casi vuol dire dover tornare sui propri passi. E così è stato.

Nei primi mesi dell’anno, seppur non ancora pienamente operativa, la tassa ha avuto effetti negativi sulla logistica italiana perché le spedizioni extra UE arrivavano lo stesso, ma da altri paesi che non imponevano costi aggiuntivi. Queste prime conseguenze, associate all’inevitabile necessità di coordinamento europeo, hanno avviato la catena di proroghe.

Tassa sui pacchi: come sta cambiando il costo delle spedizioni

Nel frattempo l’UE ha ufficialmente eliminato l’esenzione dai dazi per i prodotti fino a 150 euro, introducendo dal 1° luglio un contributo di tre euro, da applicare in attesa del debutto del nuovo hub doganale, e mettendo in cantiere una nuova tassa di gestione dal 1° novembre, con un importo ancora da definire e un gettito che sarà in parte distribuito tra gli Stati membri interessati.

In altre parole, l’UE ha scelto di far convivere due contributi di natura diversa per arginare il flusso di spedizioni extra UE legate alle piattaforme di e-commerce e trovare il posto per il terzo contributo, quello tutto italiano, si sta rivelando sempre più complicato.

Come ha spiegato lo stesso Giorgetti, la tassa nostrana sui pacchi dovrebbe “compensare gli oneri amministrativi che le autorità doganali devono sostenere in relazione allo sdoganamento e al controllo delle piccole spedizioni”: visto lo scopo comune degli interventi, serve trovare una soluzione di coordinamento europeo.

Nel frattempo, le proroghe adottate non sono a costo zero perché la novità prevista dalla Manovra avrebbe dovuto portare nelle casse dello Stato 122 milioni di euro circa nel secondo semestre.

Lo slittamento da ottobre a dicembre, previsto dall’articolo 4 del decreto legge n. 162 del 2026, ha un costo di 40,8 milioni di euro e lascia aperti i dubbi sul costo effettivo delle spedizioni extra UE dal prossimo autunno. Le novità interessano chi vende, ma impattano indirettamente anche su chi acquista, visto che le piattaforme hanno già adottato contromisure che fanno ricadere i costi sui consumatori.