Assegno unico: l’INPS avvia i controlli sull’ISEE, rischio tagli già a settembre

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Assegno unico più basso a settembre? L'INPS avvia i controlli sui beneficiari della prestazione, chi non è in regola rischia di ricevere l'importo minimo già da settembre

Assegno unico: l'INPS avvia i controlli sull'ISEE, rischio tagli già a settembre

Assegno unico: chi rischia il taglio dell’importo da settimane?

L’INPS ha annunciato la partenza di una nuova campagna di controlli sui beneficiari della prestazione.

Le verifiche riguardano in particolare le famiglie che hanno presentato l’ISEE corrente per ottenere il sostegno economico.

Nei prossimi giorni, gli utenti interessati riceveranno un’apposita comunicazione dall’Istituto che invita a regolarizzare. Nel mentre il rischio è quello di ricevere l’assegno solo con importo minimo, come accade per i casi in cui non si è presentato l’ISEE.

Assegno unico: l’INPS avvia i controlli sull’ISEE, rischio tagli già a settembre

Con il nuovo pagamento dell’assegno unico alle porte, alcune famiglie rischiano di ricevere un importo più basso rispetto alle aspettative.

È l’effetto prodotto dai nuovi controlli avviati dall’INPS sui beneficiari della prestazione che hanno presentato un ISEE corrente.

Come annunciato nella nota pubblicata il 19 settembre, già con la mensilità in pagamento nei prossimi giorni l’assegno sarà erogato con importo minimo per chi è chiamato a regolarizzare la propria posizione.

Le verifiche, specifica l’Istituto, sono effettuate attraverso il confronto tra i dati indicati nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) e le informazioni disponibili negli archivi.

I controlli, come detto, riguardano in particolare l’ISEE corrente. Si tratta della specifica dichiarazione che fotografa l’indicatore della situazione economica equivalente negli ultimi 12 mesi (o anche meno) rispetto alla normale attestazione che si riferisce alla situazione reddituale e patrimoniale di due anni prima.

Questo perché può succedere che la situazione di una famiglia peggiori rispetto a quella registrata nei 2 anni precedenti, ottenendo il diritto a prestazioni da cui prima era esclusa.

In pratica, l’ISEE corrente viene presentato quando la famiglia, sulla base della situazione attuale, può accedere a prestazioni a cui non avrebbe diritto presentando l’ISEE ordinario che fotografa una situazione che non rispecchia quella attuale.

Ebbene, i controlli dell’INPS sono focalizzati proprio su questo tipo di attestazione. E dato che, per ottenere l’ISEE corrente deve essere presentata la DSU, proprio qui ci potrebbero essere errori, anche involontari, che rischiano di far scattare il diritto a importi dell’assegno a cui la famiglia non ha diritto, e che quindi dovrebbero poi essere restituiti.

Proprio per questo, in concomitanza con la partenza dei controlli, l’INPS ha avviato una campagna informativa per informare le famiglie sulle verifiche riguardanti le DSU che presentano possibili incongruenze.

L’iniziativa anticipa l’invio di specifiche comunicazioni individuali e assolve a una funzione informativa e di orientamento, illustrando le ragioni dell’intervento, i possibili effetti sulla prestazione e le modalità attraverso le quali i destinatari potranno aggiornare la propria posizione o confermare la correttezza dei dati indicati nella DSU.

Quanto vale l’importo minimo dell’assegno unico e come regolarizzare l’ISEE

Nei prossimi giorni, dunque, i beneficiari dell’assegno unico interessati dai controlli, e per i quali sono state riscontrate irregolarità, riceveranno un’apposita comunicazione dall’INPS che li invita a regolarizzare la propria posizione.

Sono proprio loro, però, che a settembre rischiano di trovare nel cedolino INPS un importo più basso dell’assegno.

In attesa della regolarizzazione della posizione, spiega infatti l’INPS nella nota, l’importo dell’assegno unico potrà essere temporaneamente rideterminato secondo quanto previsto dalla normativa in assenza di un ISEE valido.

Tradotto, chi ha un ISEE corrente irregolare riceverà da settembre l’importo minimo della prestazione fino a quando non provvederà a regolarizzare la propria posizione.

L’importo dell’assegno unico, come noto, oltre che sulla composizione del nucleo è determinato in base alla fascia di ISEE della famiglia. Più è basso l’indicatore maggiore sarà l’importo a cui si ha diritto (nel 2026 l’importo massimo spetta a chi ha un ISEE inferiore a 17.468,51 euro). Secondo la normativa, a ricevere l’importo minimo sono le famiglie con un ISEE oltre 46.582,71 euro e quelle che non presentano l’attestazione aggiornata.

Quest’anno, l’importo minimo dell’assegno vale 58,30 euro per figlio. Proprio per evitare il pagamento dell’assegno con tale importo, chi riceve la comunicazione dall’INPS che invita a regolarizzare deve provvedere al più presto, così da tornare a ricevere il corretto importo spettante.

Come fare per regolarizzare l’ISEE?

Per aggiornare o correggere le informazioni dichiarate nella DSU, le famiglie interessate potranno utilizzare i servizi online dedicati dell’INPS oppure rivolgersi ai CAF.

Resta comunque possibile rivolgersi alle strutture territoriali INPS competenti per fornire la documentazione utile a confermare la correttezza dei dati autocertificati nella DSU.