Proroga superbonus condomini? Le ipotesi allo studio

Tommaso Gavi - Irpef

Allo studio del Governo la proroga del superbonus per i condomini: tra le ipotesi il rinvio della scadenza di tre mesi per chi raggiunge il 60 per cento dei lavori entro il 31 dicembre 2023. Novità in arrivo per il 2024

Proroga superbonus condomini? Le ipotesi allo studio

In attesa di una soluzione per la questione dei crediti incagliati e con ancora circa 12 miliardi di euro di lavori da ultimare, il Governo valuta la proroga del superbonus per i condomini.

Al momento la scadenza, per la maxi detrazione al 110 per cento o al 90 per cento per chi ha iniziato i lavori a partire dallo scorso 1° gennaio, è stabilita al 31 dicembre 2023.

Tra le ipotesi per permettere di concludere gli interventi nei cantieri aperti c’è il rinvio di tre mesi della scadenza, con un vincolo sulla percentuale dei lavori realizzati entro la fine dell’anno.

Per contenere le spese il Governo valuta anche un possibile restringimento della platea per gli interventi nel 2024. Cruciale è, ancora una volta, il nodo delle risorse, in vista dell’avvio dell’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2024 (che partirà come di consueto dalla presentazione della NADEF).

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Proroga superbonus condomini? Le ipotesi allo studio

Prosegue la corsa per terminare i lavori del superbonus nei condomini: a confermare il trend già registrato negli scorsi mesi erano stati i dati ENEA aggiornati al 31 luglio 2023.

In tale mese sono stati registrati interventi per il valore di oltre 3 miliardi di euro, un trend nettamente superiore rispetto agli interventi sulle villette e unifamiliari, che sono a un passo dall’arresto.

Nel complesso, i lavori nei condomini realizzati hanno raggiunto il 73,7 per cento: restano ancora da portare a termine interventi per il valore di oltre 12 miliardi di euro.

In questo contesto il Governo è allo studio di una proroga dell’agevolazione per i cantieri aperti.

Al momento, infatti, la scadenza per poter beneficiare dell’agevolazione in forma piena al 110 per cento (nel rispetto di determinati requisiti) e del 90 per cento (per i condomini che hanno iniziato i lavori a partire dal 1° gennaio scorso) è fissata al 31 dicembre 2023.

Il termine per i condomini è stato raggiunto da quello per villette e unifamiliari, che è stato oggetto di un’ulteriore proroga dal 30 settembre a fine anno per effetto della disposizione contenuta nel decreto Omnibus.

Tornando ai condomini, i contorni del possibile intervento sono tutt’altro che definiti ma iniziano a prendere forma alcune ipotesi.

La più quotata è il rinvio del termine di tre mesi, passerebbe quindi a fine marzo, per i contribuenti che abbiano realizzato entro fine anno una determinata percentuale di interventi.

La soglia per lo stato di avanzamento, che dovrà essere certificato, potrebbe essere fissata al 60 per cento. Verrebbe ricalcato il meccanismo già previsto per le unifamiliari, in questo caso la proroga è prevista solo per chi ha realizzato almeno il 30 per cento dei lavori entro il 30 settembre 2022.

Superbonus condomini: quali novità per il 2024

La proroga per la scadenza dei condomini si potrebbe aggiungere alle novità per il 2024.

In vista dell’avvio dell’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2024, che partirà con la presentazione della NADEF alle Camere entro la scadenza del 27 settembre prossimo, potranno essere previsti interventi per ridimensionare gli effetti del superbonus e delle varie agevolazioni edilizie sulle casse dello Stato.

A fornire i numeri aggiornati sul superbonus è il sottosegretario all’economia Federico Freni, come riportato dall’Ansa.it.

Nei cassetti fiscali ci sarebbero 142 miliardi di euro di crediti ceduti e non utilizzati.

Di questi, circa 12 miliardi di euro sarebbero derivanti da operazioni irregolari, frodi e truffe.

Restano, quindi, 130 miliardi di euro: al momento sono stati fruiti in compensazione circa 21 miliardi di euro e ne restano, quindi, 109 miliardi di euro. Tuttavia si stima un aumento di circa 3,5 miliardi di euro al mese.

Le cifre potrebbero rendere un intervento, necessario per limitare ulteriormente l’accesso all’agevolazione dopo la stretta di febbraio scorso, prevista dal decreto Cessioni.

Questo secondo intervento non dovrebbe consistere in una riduzione dell’aliquota, per la quale è già prevista una riduzione al 70 per cento.

Potrebbe invece essere limitata la platea dei beneficiari, circoscrivendola ai soli redditi più bassi, quelli per i quali l’utilizzo dell’agevolazione tramite la detrazione è impedito dalla limitata capienza fiscale.

Il punto, come quello della proroga, è ancora al centro della discussione e probabilmente si dovrà attendere la presentazione della NADEF per poter prospettare interventi sull’agevolazione edilizia.

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