Come inciderà il Superbonus sulla Legge di Bilancio 2024? Spesa quasi a 100 miliardi di euro

Tommaso Gavi - Irpef

Le spese relative al superbonus e alle agevolazioni edilizie influenzeranno le misure che saranno inserite nella Legge di Bilancio 2024 e le rispettive risorse a disposizione. I margini per altri interventi sono esigui, come ha sottolineato il Ministro Giorgetti al Forum di Cernobbio

Come inciderà il Superbonus sulla Legge di Bilancio 2024? Spesa quasi a 100 miliardi di euro

Il mese di settembre sarà piuttosto importante per mettere a punto una prima forma embrionale della Legge di Bilancio 2023.

Come inciderà il superbonus in vista della presentazione della NADEF, la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, alle Camere.

Il superbonus rischia di avere effetti negativi sui conti pubblici e di lasciare poco margine di intervento, come messo in evidenza dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

Intervenendo nella parte conclusiva del Forum di Cernobbio, che si è svolto tra il 1° e il 3 settembre, il Ministro ha sottolineato che l’attuale Governo è chiamato a pagare il conto relativo all’agevolazione edilizia.

Per ricevere via email gli aggiornamenti gratuiti di Informazione Fiscale in materia di ultime novità su fisco e lavoro lettrici e lettori interessati possono iscriversi gratuitamente alla nostra newsletter, un aggiornamento gratuito al giorno via email dal lunedì alla domenica alle 13.00

Iscriviti alla nostra newsletter


Come inciderà il Superbonus sulla Legge di Bilancio 2024? Spesa quasi a 100 miliardi di euro

“Pensate al superbonus e capirete perché a pensarci mi viene ogni volta il ma di pancia. Non solo per gli effetti negativi sui conti pubblici ma anche perché ingessa la politica economica, lasciando margini esigui ad altri interventi. E c’è l’effetto pernicioso, distorsivo, il cosiddetto spiazzamento, che ha sulla realizzazione degli interventi previsti dal PNRR ovvero sul rafforzamento strutturale della capacità produttiva.”

Con queste parole si è espresso il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenuto nell’ultima giornata del Forum di Cernobbio giunto alla sua 49esima edizione.

L’appuntamento organizzato da The European House-Ambrosetti, dal titolo “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, si è svolto dal 1° al 3 settembre ed ha visto la partecipazione di diversi ospiti di rilievo.

In vista della presentazione della NADEF al Parlamento, in scadenza il prossimo 27 settembre, il Ministro Giorgetti ha presentato uno spaccato sulle scelte economiche a cui è chiamato il Governo.

Tra le misure citate c’è, appunto, il superbonus che preoccupa non poco per i riflessi che potrà avere sulle decisioni di politica economica.

Le spese per le casse dello Stato non sono state però l’unica criticità che ha caratterizzato il superbonus:

“Quanti bandi emanati per opere pubbliche decisive sono andati deserti per la mancanza di imprese disponibili a realizzare le opere e impegnati nel più redditizio e lucroso superbonus?”

Mentre si prevedeva una spesa di circa 35 miliardi di euro, soltanto facendo riferimento ai crediti ceduti entro la fine dello scorso mese, la somma è arrivata a 93 miliardi di euro.

Una situazione spinosa che l’attuale Esecutivo è chiamato a gestire. A riguardo, lo stesso Ministro Giorgetti ha dichiarato:

“Per quanto riguarda il superbonus, dei 100 miliardi di cui si parla, ricordo che questo governo ne ha pagati 20 ma altri 80 rimangono da pagare. Quindi la cena l’han già tutti mangiata e se ne sono andati e noi siamo chiamati a pagare il conto. Cosa che va nel patto di stabilità e crescita del 2024, del 2025 e del 2026.”

Le scelte in merito all’agevolazione edilizia introdotta dal decreto Rilancio peseranno, quindi, sulla politica economica del prossimo triennio.

Superbonus e Legge di Bilancio 2024: i dati delle spese e delle frodi

Le spese legate ai bonus edilizi incideranno sulla distribuzione delle risorse e sulle misure che saranno inserite all’interno della prossima Legge di Bilancio.

Le spese per ristrutturazioni, considerando il periodo da marzo ad agosto 2023 sarebbero aumentate di altri 35 miliardi di euro.

Il dato, reso noto dal Corriere della Sera, sarebbe tra quelli forniti dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, alla presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni.

Una somma, in cui rientrano sia le cessioni dei crediti che gli sconti in fattura, che non era prevista tra le spese.

Tra questi, 4 miliardi di euro di euro riguarderebbero le operazioni irregolari, un altro aspetto che ha riguardato principalmente il bonus ristrutturazioni e su cui si è soffermata la Presidente Meloni nel corso del Consiglio dei Ministri di lunedì scorso.

Nel complesso, i crediti relativi ad agevolazioni edilizie indebite avrebbero raggiunto i 12,8 miliardi di euro.

A prescindere dagli importi relativi a operazioni illecite, nel complesso ci potrebbero essere altri circa 123 miliardi di euro di minori imposte nei prossimi 4 anni.

Numeri che di fatto influiranno in modo netto nelle scelte di politica economica complessive.

Il Governo fa quindi i conti sulle risorse a disposizione e sugli interventi da inserire nella prossima Manovra.

“Il bilancio pubblico è la coscienza di una nazione, i suoi conti traducono gli errori e le virtù non solo di chi governa ma anche di chi nell’economia agisce e non sempre in maniera virtuosa. E la libertà economica che avremo inevitabilmente dipenderà dal livello di debito pubblico che avremo in futuro.”

Ha spiegato il Ministro dell’Economia, nell’intervento nella parte conclusiva del Forum di Cernobbio.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network