Il ravvedimento speciale per i titolari di partita IVA che opteranno per l'adesione al concordato preventivo biennale 2026/2027 resta in campo: un ordine del giorno approvato in Senato impegna il Governo in modo vincolante e indifferibile
Ritirato come emendamento, ma approvato come ordine del giorno, il ravvedimento speciale abbinato al concordato preventivo biennale 2026/2027 resta in campo.
Nel pieno della stagione in cui partono i calcoli di convenienza su pro e contro dell’adesione al patto con il Fisco, il pacchetto di benefici per i titolari di partita IVA potrebbe presto arricchirsi.
La riedizione della sanatoria, che coprirebbe le annualità dal 2020 al 2024, rappresenta un nuovo possibile incentivo ad entrare nel piano del concordato, dopo la previsione di limiti agli incrementi reddituali da parte del Fisco anche per le partite IVA con punteggio ISA più basso.
Partite IVA, ravvedimento per chi aderisce al CPB 2026/2027: novità in divenire per il patto con il Fisco
La finestra più estesa per l’adesione al concordato preventivo per il biennio 2026/2027, aperta fino al 31 ottobre, ben si presta a nuove modifiche in corsa per rendere più appetibile il patto tra Fisco e partite IVA.
Una necessità che si ripresenta ormai di anno in anno, dall’avvio dello strumento di compliance nato con la riforma fiscale, per rendere più equilibrato il piatto di pro e contro dell’accesso alla misura.
Se da un lato il concordato rappresenta un impegno vincolante, con poche vie d’uscita, e presuppone l’accettazione di un reddito fittizio più alto rispetto al proprio storico, la possibilità di sanare le irregolarità pregresse a costo ridotto ha rappresentato senza dubbio un incentivo importante nelle prime due edizioni.
Un tentativo di riproporre il ravvedimento speciale in abbinato al CPB 2026/2027 è stato fatto in sede di discussione del disegno di legge di conversione del DL n. 63/2026, con un emendamento a firma Claudio Lotito (FI).
Per questioni tecniche e di copertura la proposta è stata poi ritirata dalla discussione, diventando però un ordine del giorno, approvato dal Senato e che impegna il Governo “in modo vincolante e indifferibile” ad adottare le disposizioni necessarie per consentire a chi aderirà al patto con il Fisco di usufruire di uno speciale regime di ravvedimento, con il pagamento di un’imposta sostitutiva parametrata al punteggio ISA.
Sanatoria con doppio beneficio, ma l’obiettivo primario è spingere il CPB 2026/2027
Lo schema proposto sia nell’iniziale emendamento che poi nell’ordine del giorno è lo stesso che ha già caratterizzato le prime due tornate del ravvedimento agevolato: su una base imponibile forfettaria, determinata in base al voto ISA conseguito nell’annualità regolarizzata, si applica una flat tax che è più bassa per i più affidabili e cresce in caso di punteggio più basso.
Sul fronte delle finalità, da un lato il testo dell’ODG evidenzia gli effetti positivi in termini di maggiori entrate, con un gettito relativo alla prima edizione del concordato che è stato pari a oltre un miliardo di euro.
Dall’altro però si sottolinea l’obiettivo di incentivare l’adesione al nuovo biennio del patto con il Fisco, che interesserà sia chi non si è mai imbarcato della via della pianificazione preventiva di redditi e imposte, sia chi dovrà valutare il rinnovo rispetto a quanto siglato nel biennio 2024/2025.
Vale la pena specificare che, dal punto di vista prettamente legislativo, un ODG è un atto di indirizzo politico e non ha forza di legge immediata. Un appunto necessario per sottolineare che non vi è nulla di certo, pur ribadendo la necessità (e la volontà del Governo) di puntare sul concordato per potenziare la strategia di compliance e il recupero di gettito.
Concordato 2026/2027 più conveniente per le partite IVA meno affidabili: così il Fisco premia anche gli ISA bassi
Il cantiere dei correttivi al concordato resta pertanto aperto, ed è quindi plausibile che l’autunno porti a novità per rendere più favorevoli gli effetti dell’adesione.
In uno scenario ricco di incertezze e di necessità di temporeggiare per formulare una scelta definitiva, è però certo il regime premiale strutturato sul fronte del calcolo delle proposte da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Con la conversione in legge del DL n. 38/2026 è stato previsto un limite agli incrementi di reddito, anche per le partite IVA con punteggio ISA più basso.
Per avvicinare al patto fiscale anche le partite IVA considerate meno affidabili, le proposte di concordato preventivo biennale 2026/2027 non potranno superare due nuove soglie:
- del 30 per cento, per le partite IVA che nel periodo d’imposta precedente presentano un punteggio ISA pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;
- del 35 per cento, per le partite IVA che, nello stesso periodo, hanno conseguito un punteggio ISA da 1 a 6.
I tetti alle proposte di concordato per gli “inaffidabili” agli occhi del Fisco si affiancano ai limiti già previsti per le partite IVA con punteggio elevato, e quindi con un grado di affidabilità fiscale superiore alla sufficienza.
Già dallo scorso anno è infatti previsto che la proposta di reddito concordato elaborata dall’Agenzia delle Entrate non possa superare il reddito dichiarato nel periodo d’imposta precedente secondo le seguenti percentuali:
- 10 per cento, in caso punteggio ISA pari a 10;
- 15 per cento, in caso di punteggio ISA da 9 a 10;
- 25 per cento, in casi di punteggio ISA da 8 a 9.
La logica “premiale”, che di fatto fissa una soglia massima per l’aumento del reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate, sarà per il biennio 2026/2027 generalizzata e applicata anche a chi presenta un quadro reddituale ben al di sotto dei parametri settoriali monitorati dagli ISA.
| Punteggio ISA | Limite incremento reddito concordato |
|---|---|
| 10 | 10% |
| da 9 a 10 | 15% |
| da 8 a 9 | 25% |
| da 6 a 8 | 30% |
| da 1 a 6 | 35% |
Resta ferma la regola che prevede, in caso di proposte inferiore rispetto ai valori settoriali, il venir meno dei limiti alle proposte.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, la sanatoria abbinata al CPB 2026/2027 resta in pista per incentivare le adesioni