Ultimi giorni a disposizione delle aziende per versare al fondo INPS le quote di TFR relative ai primi mesi dell’anno. Chi salta la scadenza dovrà pagare anche le sanzioni
Si avvicina il termine per completare il versamento al fondo INPS delle quote di TFR che i dipendenti hanno deciso di lasciare in azienda.
L’adempimento riguarda in particolare le aziende con più di 60 dipendenti, secondo le nuove regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
Il trasferimento deve essere effettuato entro il 16 luglio. Il termine era stato inizialmente fissato al 16 maggio ma è stato prorogato dal decreto Lavoro.
Qual è la procedura da seguire per il versamento delle quote di TFR al Fondo di Tesoreria INPS? Quello di luglio è l’ultimo termine utile per evitare l’applicazione di sanzioni civili e interessi.
TFR: ultimi giorni per il versamento al Fondo INPS, poi scattano le sanzioni
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una vera e propria rivoluzione per il trattamento di fine rapporto (TFR) e più in generale per la previdenza complementare. Tra le novità in vigore da inizio anno ci sono le nuove regole per il versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS.
Da gennaio, infatti, è stato definitivamente superato il sistema di calcolo statico del numero di dipendenti che fa scattare l’obbligo, in favore del monitoraggio dell’incremento del numero dei lavoratori che interviene negli anni successivi.
In pratica, a dover versare le quote di TFR dei dipendenti al fondo INPS sono le aziende che occupano un determinato numero di dipendenti. Nello specifico, le soglie dimensionali sono calcolate sulla media dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente ed è previsto un sistema per fasi:
- per gli anni 2026 e 2027, l’obbligo scatta per i datori di lavoro con una media annuale di almeno 60 addetti;
- dal 2028 al 2031 si torna alla soglia ordinaria di 50 addetti;
- dal 1° gennaio 2032 la soglia si abbassa ulteriormente, coinvolgendo tutte le aziende che occupano mediamente almeno 40 addetti.
La normativa ha previsto un periodo di prima applicazione delle novità, per cui alle aziende con almeno 60 dipendenti al 31 dicembre 2025 è stato concesso un periodo di tempo più ampio per adeguarsi e procedere al versamento del TFR. L’obbligo era previsto inizialmente entro il 16 maggio 2026 ma l’intervento del decreto lavoro (il n. 62/2026) lo ha prorogato fino al 16 luglio.
Ora anche la nuova scadenza è vicina: il 16 luglio è l’ultimo termine a disposizione delle aziende con almeno 60 dipendenti nel 2025 per procedere al versamento delle quote di TFR al fondo di tesoreria INPS senza che vengano applicate somme aggiuntive, sanzioni o interessi.
Come versare il TFR al fondo di tesoreria INPS
Le quote da versare sono quelle relative al trattamento di fine rapporto di competenza da gennaio a giugno 2026, quindi dall’entrata in vigore della novità al mese prima della nuova scadenza.
Per il corretto versamento delle quote di TFR al fondo di tesoreria INPS, l’Istituto ha indicato il nuovo codice causale da utilizzare in Uniemens: “CF05”.
Tale codice, dal significato di “Versamento arretrati quote TFR legge 30 dicembre 2025, n. 199”, deve essere indicato all’interno dell’elemento “TipoImpPregCMT” di “GestioneTFR/MeseTFR/MeseTesoreria/Contribuzione/ImportoPregresso” del flusso.
Le istruzioni operative per provvedere all’adempimento sono state fornite dall’INPS nel messaggio n. 1511/2026, che illustra le novità introdotte dal con l’approvazione del decreto lavoro e sovrascrive dunque in parte quanto disposto dalla circolare n. 12/2026 con la quale erano state fornite le prime indicazioni.
Per il corretto versamento delle quote di TFR al fondo di tesoreria INPS, l’Istituto ha indicato il codice causale da utilizzare in Uniemens: “CF05”.
Questo assume il significato di “Versamento arretrati quote TFR legge 30 dicembre 2025, n. 199” e deve essere indicato all’interno dell’elemento “TipoImpPregCMT” di “GestioneTFR/MeseTFR/MeseTesoreria/Contribuzione/ImportoPregresso” del flusso.
È utile sottolineare che che le nuove regole per il versamento del TFR al fondo di tesoreria INPS riguardano esclusivamente i datori di lavoro. Per i dipendenti che hanno scelto di trattenere il TFR in azienda non cambia nulla (non c’è differenza tra l’accantonamento materiale in azienda e il trasferimento all’INPS). Quando necessario sarà sempre il datore di lavoro a corrispondere la quota spettante al dipendente.
Da luglio, invece, lavoratori e lavoratrici, in particolare i neo assunti, sono interessati da un’altra delle novità introdotte dalla Manovra 2026 in materia di TFR, ovvero la destinazione automatica del trattamento al fondo pensione.
I nuovi assunti, infatti, hanno 60 giorni di tempo per esprimere formalmente la volontà di lasciare il TFR in azienda e di non destinarlo alla previdenza complementare.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: TFR: ultimi giorni per il versamento al Fondo INPS, poi scattano le sanzioni