Ravvedimento speciale 2026, dall'Agenzia delle Entrate i chiarimenti sulla sanatoria per chi ha aderito al concordato preventivo biennale. Al centro della FAQ del 5 febbraio le scadenze per chi paga a rate
Ravvedimento speciale con scadenza fissata al giorno 15 di ciascun mese da marzo a dicembre in relazione alla procedura abbinata al concordato preventivo biennale 2025/2026.
Questo uno dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la FAQ pubblicata il 5 febbraio, che affronta nel dettaglio il tema del versamento a rate dell’imposta sostitutiva dovuta per sanare le irregolarità relative alle annualità 2019/2023.
Le indicazioni operative interessano anche il ravvedimento speciale dal 2018 al 2022 introdotto in parallelo alla prima edizione del patto con il Fisco, con un focus sugli interessi di rateizzazione. Dal 1° gennaio 2026 si applica il saggio dell’1,6 per cento, più basso rispetto al valore del 2 per cento previsto per lo scorso anno.
Ravvedimento speciale 2026, le scadenze della sanatoria abbinata al concordato
L’Agenzia delle Entrate, con la FAQ del 5 febbraio 2026, ha fornito chiarimenti essenziali per i contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale (CPB) e intendono regolarizzare le annualità pregresse tramite il ravvedimento speciale.
La nota tecnica scioglie i dubbi su due fronti caldi: la scadenza delle rate mensili della sanatoria 2019/2023 e l’impatto del nuovo saggio legale di interesse sulla procedura che copre il periodo 2018/2022 per le adesioni al primo biennio del patto tra Fisco e partite IVA.
Per chi ha optato per il ravvedimento speciale relativo alle annualità 2019-2023, facoltà ammessa in relazione al concordato preventivo biennale 2025/2026, il termine ultimo per il versamento unico o della prima rata è fissato al 15 marzo 2026.
L’Amministrazione Finanziaria ricorda che è possibile ripartire il debito in un massimo di dieci rate mensili di pari importo.
La finestra per l’adesione, che corrisponde al versamento della prima rata, si è aperta il 1° gennaio 2026 e come detto sarà necessario effettuare il pagamento entro la scadenza del 15 marzo.
Se un contribuente versa la prima rata in anticipo (ad esempio il 20 gennaio 2026), la scadenza della seconda rata è fissata in ogni caso al 15 aprile 2026, la terza il 15 maggio 2026, e così via fino a esaurimento del piano.
Gli interessi iniziano a maturare dal 15 marzo 2026.
| Ravvedimento speciale 2019/2023 | Scadenze |
|---|---|
| Prima rata | 15 marzo |
| Seconda rata | 15 aprile |
| Terza rata | 15 maggio |
| Quarta rata | 15 giugno |
| Quinta rata | 15 luglio |
| Sesta rata | 15 agosto (differita al 20 agosto per effetto della proroga feriale) |
| Settima rata | 15 settembre |
| Ottava rata | 15 ottobre |
| Nona rata | 15 novembre |
| Decima e ultima rata | 15 dicembre |
Ravvedimento 2018-2022, interessi più bassi dal 2026 per la sanatoria del primo biennio concordato
Un ulteriore aspetto chiarito dall’Agenzia delle Entrate interessa i soggetti che stanno già pagando le rate del ravvedimento speciale per il quinquennio 2018-2022, abbinato alla prima stagione del concordato preventivo biennale, che prevedeva fino a 24 rate mensili.
Dal 1° gennaio 2026, il saggio degli interessi legali è stato aggiornato. L’Agenzia conferma che per tutte le rate con scadenza nell’anno in corso dovrà essere applicata la nuova misura dell’1,6 per cento, più bassa rispetto al valore del 2 per cento applicato per il 2025.
Tale aliquota si applica a tutte le rate scadenti dal 1° gennaio 2026 in poi, anche se relative a un piano di rateizzazione iniziato nel 2025 (quando la decorrenza degli interessi era stata fissata al 31 marzo 2025).
La FAQ specifica inoltre che sempre in relazione alla rateizzazione per gli anni 2018/2022, il versamento della prima rata a gennaio 2025 e della seconda a febbraio 2025 - e quindi in data anteriore al termine ultimo fissato per il versamento della prima rata (31 marzo 2025) - è considerato regolare, a condizione che per le rate successive al 31 marzo il contribuente abbia rispettato la cadenza mensile (terza rata entro il 31 maggio 2025, quarta rata entro il 30 giugno 2025, etc.).
Ugualmente, nell’ipotesi in cui il contribuente avesse volontariamente versato tre rate entro marzo 2025, i versamenti delle successive rate sono considerati regolari se effettuati rispettando la cadenza mensile (quarta rata entro il 30 giugno 2025, quinta entro il 31 luglio 2025, e via di seguito).
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Ravvedimento speciale 2026, le scadenze della sanatoria abbinata al concordato