L'Agenzia delle Entrate scrive alle partite IVA che hanno omesso o inviato in misura incompleta la dichiarazione annuale. Alla base della messa a punto delle lettere di compliance del Fisco l'incrocio con i dati delle fatture elettroniche
Parte l’operazione compliance sulla dichiarazione IVA 2026, relativa all’anno 2025.
Ad annunciare l’avvio della fase di trasmissione delle lettere ai titolari di partita IVA è il provvedimento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate il 9 giugno 2026.
All’attenzione del Fisco i casi di omesso invio o di trasmissione incompleta, tenuto conto dell’incrocio dei dati contenuti nelle fatture elettroniche e nei corrispettivi telematici.
Dichiarazione IVA 2026, i destinatari delle lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate
A pochi mesi dalla scadenza per l’invio, la dichiarazione IVA 2026 relativa all’anno 2025 entra già all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate.
Le lettere di compliance diventano lo strumento centrale per consentire ai titolari di partita IVA di mettersi in regola per tempo, beneficiando della riduzione delle sanzioni.
A ricevere le missive del Fisco saranno i contribuenti per i quali, sulla base dei dati delle fatture elettroniche emesse e dei corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi telematicamente per l’anno 2025, l’invio della dichiarazione risulta omesso o incompleto, senza la compilazione del quadro VE o con operazioni attive dichiarate inferiori a 1.000 euro, meno rispetto alle cessioni rilevanti ai fini IVA del medesimo anno.
All’attenzione quindi le operazioni attive dichiarate nel rigo VE50, anche tenuto conto dell’importo delle cessioni di beni ammortizzabili e passaggi interni contenuti nel rigo VE40.
Le fatture elettroniche diventano poi la fonte dalla quale attingere per verificare il corretto assolvimento degli obblighi di reverse charge da parte del titolare di partita IVA che ha presentato la dichiarazione, in caso di mancata compilazione del quadro VJ.
Partite IVA, lettere del Fisco via PEC e sul portale Fatture e Corrispettivi
Le missive dell’Agenzia delle Entrate conterranno le informazioni necessarie per consentire al contribuente di fornire elementi utili per regolarizzare l’anomalia dichiarata e, nello specifico:
- codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
- numero identificativo e data della comunicazione, codice atto e periodo d’imposta;
- data e protocollo telematico della dichiarazione IVA trasmessa per il periodo d’imposta 2025;
- data di elaborazione della comunicazione in caso di mancata presentazione della dichiarazione IVA entro i termini prescritti;
- modalità con cui il contribuente può richiedere informazioni o segnalare all’Agenzia delle entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti;
- modalità con cui il contribuente può regolarizzare errori o omissioni e beneficiare della riduzione delle sanzioni previste per le violazioni stesse di cui al successivo punto 5.
Le lettere di compliance saranno inviate tramite PEC al domicilio digitale del contribuente e, contestualmente, potranno essere consultate tramite l’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “L’Agenzia Scrive” presente nel Cassetto Fiscale e del portale Fatture e Corrispettivi.
Dichiarazione IVA 2026, invio entro il 29 luglio 2026 in caso di omissioni. Ravvedimento sulle sanzioni in caso di errori
Le vie per correggere le anomalie segnalate dall’Agenzia delle Entrate cambiano in base all’irregolarità.
In caso di omesso invio della dichiarazione IVA 2026, è possibile porvi rimedio entro il 29 luglio 2026, sfruttando i 90 giorni di tempo successivi rispetto alla scadenza del 30 aprile.
Oltre alle imposte e agli interessi, si applicherà la sanzione ridotta secondo la disciplina recata dal ravvedimento operoso.
I contribuenti che hanno presentato la dichiarazione IVA, potranno invece regolarizzare gli errori e le omissioni
inviando una dichiarazione integrativa, beneficiando anche in questo caso dello sconto sulle sanzioni disciplinate dall’articolo 13 del d.lgs. n. 472 del 1997.
Restano, invece dovute autonomamente, in sede di ravvedimento, le sanzioni ridotte per le cosiddette violazioni prodromiche.
È possibile, come sempre, richiedere informazioni specifiche o segnalare elementi rilevanti all’Agenzia delle Entrate in caso di assenza di irregolarità effettive.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, lettere del Fisco in arrivo: sotto la lente l’omessa o errata dichiarazione annuale