Senza proroga, dal 1° ottobre la tassa sui pacchi sale a 5 euro per ogni spedizione: il contributo UE si somma a quello italiano. La conferma arriva dal Ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti che, però, lascia aperta la porta delle novità
Dal prossimo autunno la tassa sui pacchi fino a 150 euro potrebbe arrivare a costare 5 euro, più del costo effettivo di molti prodotti che arrivano dalle piattaforme extra UE e che l’Italia e l’Europa vogliono arginare.
La conferma del doppio contributo arriva dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti durante l’interrogazione a risposta immediata che si è tenuta oggi, 22 luglio, alla Camera.
Spazzando via ogni dubbio, sottolinea che si tratta di due misure diverse e per questo cumulabili.
Bruxelles ha introdotto una misura transitoria, fino al 2028, legata all’eliminazione della soglia minima per l’applicazione dei dazi “che non ha più senso di esistere nel contesto della crescita esponenziale del commercio elettronico e dell’invio di spedizioni di modico valore”.
Roma, invece, ha messo a punto un biglietto d’ingresso per “compensare gli oneri amministrativi che le autorità doganali devono sostenere in relazione allo sdoganamento e al controllo delle piccole spedizioni”, anticipando, però, il contributo della stessa natura che dovrebbe prendere forma sempre su base comunitaria entro il 1° novembre.
A distanza di mesi, c’è una sola certezza: la dimensione nazionale e quella sovranazionale non sono coordinate.
Tassa sui pacchi: ogni spedizione costa 5 euro da ottobre
E senza nuove proroghe, dal 1° ottobre sarà necessario pagare 3 euro per ogni prodotto all’UE e due euro alle casse dello Stato italiano per far arrivare spedizioni dai paesi extra europei. È bene ricordare, in ogni caso, che il costo grava su chi importa e non su chi acquista: ma alcune piattaforme stanno già adottando contromisure per non farsi carico della spesa.
La prospettiva è tracciata dal quadro normativo comunitario e nazionale che ha subito diverse modifiche, a partire dall’introduzione della novità con la Legge di Bilancio 2026. Ma resta confinata al campo delle ipotesi: dopo mesi di scritture e riscritture, Giorgetti parla ancora al condizionale, lasciando intendere possibilità e necessità di nuovi interventi.
Il numero uno di via XX Settembre ha contribuito alla nascita della tassa sui pacchi in chiave europea e ha importato per direttissima il contributo in Italia, creando un gran cortocircuito.
La novità è entrata nella Manovra 2026 con un tempismo poco consono all’esigenza di agire sul piano internazionale e, pur non essendo mai stata pienamente applicata, nei primi mesi dell’anno ha avuto un effetto boomerang sulla logistica italiana. Le merci sono arrivate comunque in Italia, entrando nel Continente da altri paesi che non prevedevano una tassa sui piccoli pacchi e riducendo i flussi diretti.
Tassa sui pacchi, Giorgetti: la discussione sulle novità è ancora aperta
Anche per questo motivo, a marzo è arrivata una prima proroga e alla vigilia del doppio debutto della tassa sui pacchi italiana e comunitaria, il 1° luglio, il biglietto di ingresso nostrano è stato ulteriormente posticipato al 1° ottobre.
La prima revisione della tabella di marcia è stata a costo zero, mentre da luglio in poi la mancata applicazione del contributo comincia ad avere un peso specifico: nel secondo semestre dell’anno avrebbe dovuto portare circa 122 milioni di euro nelle casse dello Stato.
Dopo due proroghe, la partita è ancora aperta: anche sul DL infrastrutture alla Camera sono stati presentati nuovi emendamenti per eliminare la tassa. Nel frattempo, gli errori insegnano che senza coordinamento non si va molto lontano:
“Naturalmente la discussione su questa e altre misure in materia di commercio internazionale prosegue, e dovremo assumere una decisione a livello nazionale, ma coordinata a livello europeo, rispetto alle misure che ogni paese ha assunto per quanto fa riferimento a questa tassa”.
Ha concluso il Ministro Giancarlo Giorgetti nel suo intervento alla Camera.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Tassa sui pacchi: senza proroga, le spedizioni “costano” 5 euro da ottobre. Lo conferma Giorgetti