Le ultime novità della riforma ampliano il perimetro dei controlli sui dati delle fatture elettroniche: l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli potrà utilizzarli per nuove tipologie di verifiche
I dati delle fatture elettroniche diventano materiale sempre più prezioso per effettuare controlli sulle partite IVA.
Nel testo dell’ultimo decreto correttivo della riforma fiscale, approdato il 21 luglio in Parlamento per ottenere i pareri delle Commissioni permanenti, si amplia il perimetro delle verifiche e delle analisi del rischio che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può condurre sui documenti fiscali in relazione a materie di sua competenza.
Fatture elettroniche: la riforma fiscale potenzia i controlli sui dati
La digitalizzazione del sistema tributario genera un flusso inedito di materie prime da analizzare.
Ed è una opportunità da non perdere: lo conferma lo stesso atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028, firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti lo scorso febbraio.
Nel triennio si spingerà sull’acceleratore dei controlli IVA indagando, anche grazie a sistemi sempre più intelligenti, il patrimonio di dati generato dal flusso di fatture, scontrini e pagamenti elettronici.
Per agevolare ulteriormente questo percorso si agisce anche sul piano normativo, dando l’accesso ai dati delle fatture elettroniche all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per nuovi scopi.
La novità è contenuta nello schema di decreto correttivo Omnibus che il Governo ha approvato a giugno in via preliminare e che si trova ora al vaglio del Parlamento per ottenere, poi, il via libera definitivo.
Si interviene sull’articolo 1 del decreto legislativo n. 127 del 2015, che regola la fatturazione elettronica e in particolare sul comma 5-bis che stabilisce chi, come e quando è possibile passare al setaccio i dati prodotti dalle partite IVA.
“Tale intervento normativo permetterà di potenziare le attività di contrasto alle frodi e ai “missing trader”, consentendo una riduzione del tax gap IVA e, di conseguenza, un impatto positivo sul gettito erariale, che prudenzialmente non si stima”.
Si legge nella relazione illustrativa.
Fatture elettroniche: più potere di controllo all’Agenzia delle Dogane
La normativa regola l’utilizzo per fini di controllo dei file delle fatture elettroniche acquisite, che restano memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi.
Le verifiche possono essere effettuate da diversi soggetti e per scopi ben precisi. La Guardia di Finanza può utilizzarle per le funzioni di polizia economica e finanziaria e, insieme all’Agenzia delle Entrate, anche per analisi di rischio e controlli fiscali.
Con l’ultima Legge di Bilancio, le porte del panorama informativo si sono aperte anche all’Agenzia delle Entrate Riscossione per le attività di analisi mirate all’avvio di procedure esecutive presso terzi.
E con questo nuovo intervento in cantiere l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli potrà posare la lente di ingrandimento sulle fatture non soltanto per le attività di vigilanza e controllo previste dall’articolo 18 del Testo unico delle accise, ma anche per le attività di analisi dei rischi e di controllo a fini fiscali e doganali nelle materie e attività di competenza.
Come si legge nella relazione illustrativa, la novità riguarda in particolar modo le procedure di analisi, vigilanza, controllo e revisione dell’accertamento previste dal Codice doganale dell’Unione, le verifiche sugli elenchi intrastat, così come sulle cessioni e sugli acquisti intracomunitari di beni e sul plafond IVA.
Per passare dalla teoria alla pratica, però, serve ancora l’approvazione definitiva del Decreto omnibus.
Entro il 20 agosto le commissioni parlamentari competenti dovranno dare il loro parere sullo schema proposto dal Governo, che successivamente dovrà approvare il testo in via definitiva.
In ogni caso, l’ampliamento messo in cantiere è pienamente coerente con il percorso avviato dal 2019 proprio con la fatturazione elettronica che sfrutta la leva della digitalizzazione per favorire la compliance fiscale.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Fatture elettroniche: dati sempre più preziosi per i controlli