Libro giornale digitale: il calcolo dell’imposta di bollo si fa anno per anno

Federica Battiato - Imposte

L'imposta di bollo sul libro giornale in formato digitale va calcolata, per ciascun periodo d'imposta, ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse. Lo ribadisce l'Agenzia delle Entrate

Libro giornale digitale: il calcolo dell'imposta di bollo si fa anno per anno

Il limite delle 2.500 registrazioni previsto per il pagamento dell’imposta di bollo sul libro giornale tenuto in formato digitale deve essere calcolato separatamente per ciascun periodo d’imposta, interrompendo il conteggio alla chiusura dell’esercizio.

È questo il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 144, che interviene sulle modalità di calcolo dell’imposta di bollo dovuta sul libro giornale, un registro contabile che gli imprenditori sono tenuti ad avere per le attività commerciali, come stabilito dall’articolo 2214 del Codice civile.

All’interno del registro sono inserite tutte le operazioni dell’azienda per un determinato periodo di tempo.

Imposta di bollo sul libro giornale digitale: soglia progressiva o calcolo annuale?

Il quesito nasce dall’interpretazione dell’articolo 6 del d.m. 17 giugno 2014, secondo cui l’imposta di bollo sui libri e registri tenuti in modalità informatica è dovuta “ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse” .

Il contribuente chiedeva se il conteggio dovesse essere effettuato anno per anno oppure in modo progressivo.

Secondo la sua interpretazione, le registrazioni residue di un esercizio dovrebbero essere “sommate” a quelle di altri anni fino al raggiungimento della soglia di 2.500.

Agenzia delle Entrate: il conteggio delle registrazioni non può essere progressivo

L’Agenzia delle Entrate non condivide questa interpretazione.

Nella risposta richiama innanzitutto le norme del codice civile che disciplinano il libro giornale e confermano la possibilità di tenere i registri contabili in formato digitale.

Il libro giornale rientra tra i documenti per cui è dovuta l’imposta di bollo, ma per le modalità di calcolo occorre distinguere tra libri contabili cartacei e libri tenuti in modalità digitale.

Per i libri cartacei “l’imposta di bollo è dovuta ogni 100 pagine o frazione di pagine nella misura di 16,00 euro, oppure 32 euro laddove non sia dovuta la tassa annuale di vidimazione”.

Se i registri sono tenuti in modalità informatica, occorre fare riferimento all’articolo 6 del d.m. 17 giugno 2014, che stabilisce che

“l’imposta sui libri e sui registri di cui all’articolo 16 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, tenuti in modalità informatica, è dovuta ogni 2500 registrazioni o frazioni di esse.”

Basta una “frazione” delle 2.500 registrazioni per far scattare l’imposta

L’elemento decisivo è rappresentato dall’espressione “ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse”.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, il riferimento alle frazioni attribuisce “autonoma rilevanza” anche a un numero di registrazioni inferiore alla soglia massima.

Se nel corso di un esercizio il libro giornale digitale contiene un numero di registrazioni inferiore a 2.500, l’imposta di bollo è comunque dovuta per quell’anno.

Risposta n. 144/2026 dell’Agenzia delle Entrate
Modalità di determinazione dell’imposta di bollo relativamente al libro giornale tenuto in modalità informatica