IRPEF, flat tax e altre novità, ma il Fisco equo resta un miraggio

Rosy D’Elia - Imposte

Dall'inizio della Legislatura ai primi di dicembre il Governo ha speso 21 miliardi per costruire un Fisco equo, dalla nuova IRPEF alla sperimentazione sulle flat tax. Ma per lettrici e lettori le risorse non sono state usate in maniera efficace

IRPEF, flat tax e altre novità, ma il Fisco equo resta un miraggio

Le novità sull’IRPEF, in arrivo con il 2026, sono la misura più costosa della Legge di Bilancio appena approvata. E la spesa di circa 3 miliardi all’anno fa crescere ulteriormente il prezzo del progetto di un Fisco equo su cui l’Esecutivo lavora dall’inizio della Legislatura.

In questi tre anni pieni a questo punto del programma di Governo sono state indirizzate risorse per un valore di oltre 21 miliardi di euro, una cifra che sfiora la portata complessiva della Manovra 2026 e che non tiene conto dei 13 miliardi utilizzati per tagliare il cuneo fiscale e contributivo.

Ma tra flat tax veloci come meteore, maxi deduzioni e nuove stagioni di pace fiscale, per i lettori e le lettrici di Informazione Fiscale l’obiettivo di un sistema tributario maggiormente improntato all’equità resta ancora un miraggio.

Fisco equo? Le novità su IRPEF, flat tax e pace fiscale non convincono lettrici e lettori

Sia per coloro che hanno partecipato al sondaggio sul tema tramite le pagine del giornale che tramite Linkedin le risorse per mettere in campo le novità fiscali non sono state utilizzate in maniera efficace. Oltre l’80 per cento dei partecipanti è di questa idea.

E in questa ottica, anche guardando al di là dei fondi investiti, gli anni di lavoro sul Fisco diventano un’occasione mancata.

Tra la necessità di proseguire con il progetto di riforma fiscale avviato già dai precedenti Esecutivi e l’esigenza di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, gli sforzi di questi anni si sono concentrati principalmente sulle seguenti aree, secondo il monitoraggio condotto dal Dipartimento per il programma di Governo e aggiornato al 3 dicembre 2025:

  • riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi;
  • abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per lo Stato dove, però, sorprendentemente compare lo stralcio dei debiti fino a 1.000 euro che per le casse statali risulta pari a zero;
  • estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato e anche l’ampliamento per famiglie e imprese;
  • pace fiscale e il saldo e stralcio;
  • politiche fiscali ispirate al principio del “chi più assume, meno paga”: in questa voce rientra la maxi deduzione per le assunzioni, introdotta a partire dal 2024 con un costo di 1,7 miliardi e prorogata fino al 2027 dalla scorsa Legge di Bilancio;
  • rapporto più equo tra Fisco e contribuenti, un obiettivo che nei dati del Dipartimento risulta declinato in più di 10 strumenti legislativi adottati in questi anni e difficilmente identificabile come raggiunto, o meno, in maniera oggettiva o misurabile;
  • semplificazione degli adempimenti e la razionalizzazione del complesso sistema tributario.

I punti sono del tutto coerenti con le voci inserite nell’accordo elettorale raggiunto dal centrodestra nell’estate del 2022.

Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra
Per un fisco equo:

  • riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi;
  • no a patrimoniali dichiarate o mascherate;
  • abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per lo Stato
  • pace fiscale e "saldo e stralcio": accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione del pregresso;
  • politiche fiscali ispirate al principio del “chi più assume, meno paga”;
  • estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato, flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti, con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e imprese;
  • semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione del complesso sistema tributario;
  • rapporto più equo tra Fisco e contribuenti: procedure semplificate, onere della prova fiscale a carico dello Stato, riforma della giustizia tributaria e superamento dell’eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio;
  • introduzione del "conto unico fiscale" per la piena e immediata compensazione dei crediti e dei debiti verso la PA;
  • diritto al conto corrente per tutti i cittadini.

Dall’IRPEF in poi: perché le novità fiscali non convincono

Ma le ragioni dell’insoddisfazione di lettrici e lettori sono da rintracciare nelle modalità adottate per mantenere le diverse promesse elettorali.

Tra i temi più discussi c’è senza alcun dubbio la riduzione della pressione fiscale: il peso del Fisco, percepito e reale, in Italia resta alto tanto che, secondo i dati ISTAT dello scorso settembre, arriva al 42,5 per cento.

L’opposizione accusa l’Esecutivo di avere aumentato la pressione fiscale, il Governo risponde che l’incremento è dato dalla crescita dell’occupazione.

Al di là del dibattito politico, ci sono i dati e i fatti. La pressione fiscale nel 2025 è aumentata, come spiega l’ISTAT, perché le entrate fiscali e contributive hanno registrato un aumento maggiore di quello del Prodotto interno lordo a prezzi correnti.

Ci sono due velocità e neanche la revisione dell’IRPEF e il taglio del cuneo fiscale e contributivo sono stati sufficienti ad accorciare le distanze.

Come si legge nei dati del Dipartimento per il programma di Governo, le azioni per ridurre il peso del Fisco sono rappresentano uno dei capitoli di spesa più alti, 4,8 miliardi di euro per l’IRPEF a tre scaglioni, costo che cresce di altri 3 miliardi nel prossimo anno con la riduzione della seconda aliquota prevista dalla Manovra 2026 e di altri 13 miliardi se si considerano le novità dello scorso anno sul cuneo fiscale e contributivo.

Circa 20 miliardi di misure, però, non sono bastati a difendere gli stipendi di lavoratrici e lavoratori dipendenti: secondo i dati ISTAT, il loro valore reale a settembre risultava ancora più basso dell’8,8 per cento rispetto al 2021.

A vanificare una parte degli sforzi c’è anche il drenaggio fiscale, che nasce dal connubio tra imposta progressiva, che pure dovrebbe rappresentare una garanzia per i contribuenti, e inflazione e non lascia scampo:

  • in caso di aumento di reddito in linea con l’inflazione, si rischia di pagare di più perché si va verso scaglioni di reddito più elevati: un incremento ingiustificato perché il potere d’acquisto, in realtà, non è aumentato in maniera proporzionale;
  • e anche quando il reddito rimane lo stesso, l’inflazione riduce il suo valore ma la tassazione rimane la stessa: in termini relativi il carico fiscale diventa più pesante.

Oltre i dati e le analisi tecniche restano i fatti: stipendi e compensi restano lontani dal costo della vita. E questo è quello che conta.

IRPEF e non solo: in atto la riforma fiscale infinita

Ma le ragioni del disappunto di lettrici e lettori è da rintracciare anche in un sistema fiscale alla continua ricerca della stabilità:

  • le novità sull’estensione della flat tax si fermano alla prima Legge di Bilancio approvata dal Governo con una tassa piatta incrementale solo sperimentale, per un anno, e il limite del regime forfettario a 85.000 euro;
  • la Manovra del 2023 che ha inaugurato i lavori dell’attuale Esecutivo ha messo in campo diverse strade per fare pace con il Fisco ma con la Legge di Bilancio 2026 ha messo in campo una nuova rottamazione delle cartelle;
  • per il rapporto più equo tra Fisco e contribuenti e la semplificazione degli adempimenti sono stati messi in campo più di 40 disposizioni legislative e, nonostante, sia impossibile adottare una unità di misura per verificare lo stato dell’arte, i lavori in corso sulla riforma fiscale tra rimandi e caos normativo indicano che le mete sono ancora lontane.

E se è vero che la transizione verso un nuovo assetto fiscale passa necessariamente anche dall’instabilità, è altrettanto vero che l’attuazione di una riforma “epocale, strutturale e organica” doveva essersi già concluso ad agosto 2025 e, invece, resta ancora un miraggio.

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