Fattura elettronica verso la proroga al 2024, nella platea anche i forfettari

Fattura elettronica verso la proroga fino al 31 dicembre 2024, e con possibilità di includere nella platea dei soggetti obbligati anche i forfettari. Lo si legge nella proposta di decisione di esecuzione della Commissione Europea, pubblicata il 5 novembre 2021. Per l'Italia sono positivi gli effetti dell'e-fattura per il contrasto all'evasione e la semplificazione.

Fattura elettronica verso la proroga al 2024, nella platea anche i forfettari

Proroga della fattura elettronica fino al 31 dicembre 2024 e inclusione anche dei forfettari tra i soggetti obbligati.

La strada per ampliare l’ambito applicativo dell’e-fattura è in discesa, per effetto della proposta di decisione di esecuzione del Consiglio messa a punto dalla Commissione Europa, pubblicata il 5 novembre 2021.

L’Italia chiede l’autorizzazione per continuare ad applicare la fatturazione elettronica obbligatoria, in deroga alle regole comunitarie in materia di IVA, alla luce degli effetti positivi della sua introduzione sia in materia di contrasto all’evasione che per quel che riguarda le semplificazioni IVA.

La scelta finale spetterà ora al Consiglio Europeo.

Fattura elettronica verso la proroga al 2024, nella platea dei soggetti obbligati anche i forfettari

Scade il 31 dicembre 2021 l’autorizzazione concessa all’Italia per l’applicazione della fattura elettronica obbligatoria, in deroga agli articoli 218 e 232 della direttiva IVA. Una scadenza ormai alle porte, e per la quale la proroga appare per certi versi scontata.

A spianare la strada verso l’estensione dell’obbligo è la proposta di decisione messa a punto dalla Commissione Europea e pubblicata il 5 novembre 2021, per la quale si attende ora il via libera del Consiglio.

Oltre a contenere la proroga dell’obbligo per altri tre anni, e fino al 31 dicembre 2024, la proposta messa a punto sulla base della richiesta di autorizzazione trasmessa dall’Italia nel mese di marzo contiene anche l’estensione ai forfettari, una novità di cui si parla da tempo ma per la quale resta fondamentale il via libera da parte dell’Europa.

Quel che è certo, per ora, è l’impatto positivo dell’avvio della fatturazione elettronica tra privati. Secondo quanto sostenuto dall’Italia, l’obbligo ha potenziato le capacità dell’amministrazione fiscale, contribuendo a ridurre i tempi necessari per individuare fenomeni di frode ed evasione in materia di IVA.

E-fattura anche ad effetto deterrente, e con efficacia preventiva sull’adozione di comportamenti fraudolenti.

La valutazione degli effetti positivi della fatturazione elettronica non può però prescindere da un’analisi numerica circa il recupero dell’IVA, il cui gettito è aumentato di 2 miliardi dal 2019, data di avvio dell’obbligo per le partite IVA.

Segno più anche per le entrate supplementari nella riscossione delle imposte dirette, pari a 580 milioni di euro. Recupero da 945 milioni di euro, infine, per effetto del blocco ai falsi crediti IVA.

L’obbligo di fatturazione elettronica ha consentito inoltre di velocizzare i controlli per la prevenzione delle frodi transfrontaliere, e tra il 2019 e il 2020 sono state individuate fatture per operazioni inesistenti per un importo pari a circa un miliardo di euro.

Numeri che rafforzano la richiesta di proroga della fattura elettronica per altri tre anni, portando la scadenza per la sua applicazione obbligatoria al 31 dicembre 2024.

Agli effetti positivi in termini di gettito IVA e lotta a frodi ed evasione si affiancano quelli in materia di semplificazione.

All’e-fattura si deve anche l’avvio dell’operazione precompilata per le partite IVA.

Attingendo ai dati transitati dal Sistema di Interscambio, a partire dal secondo semestre 2021, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti una versione in bozza dei registri, delle LIPE e dal prossimo anno anche della dichiarazione annuale.

Commissione Europea - proposta di decisione di esecuzione del Consiglio
Proroga fattura elettronica al 2024 ed estensione dell’obbligo ai forfettari, il testo pubblicato dalla Commissione Europa il 5 novembre 2021

Fattura elettronica anche ai forfettari, senza costi aggiuntivi

La valutazione inviata dall’Italia non fa emergere motivazioni valide per la bocciatura della richiesta di proroga.

La fatturazione elettronica si è rivelata utile anche nel contesto pandemico, per analizzare i cambiamenti economici collegati alle misure anti Covid-19 e per predisporre gli strumenti di sostegno più adeguati.

Effetti positivi su più fronti, che potrebbero essere potenziati estendendo l’obbligo anche ai titolari di partita IVA in regime forfettario.

Includere anche le piccole imprese nella platea dei soggetti obbligati consentirebbe all’Italia di potenziare la lotta a frodi ed evasione IVA, garantendo all’Amministrazione Finanziaria di avere un quadro complessivo delle operazioni messe in atto da ciascun contribuente. Controlli più facili anche sui requisiti per l’accesso e la permanenza nel regime forfettario.

Sono essenzialmente questi i motivi alla base della richiesta dell’Italia, secondo cui l’estensione della fatturazione elettronica ai forfettari non comporterebbe maggiori costi amministrativi.

Già il 10 per cento dei titolari di partita IVA in regime forfettario è passato alla fatturazione elettronica facoltativamente, e l’Agenzia delle Entrate ha inoltre messo a disposizione diverse soluzioni per predisporle, inviarle e conservarle a norma per un periodo pari a 15 anni.

Un pacchetto completo, secondo quanto evidenziato nella richiesta di estensione trasmessa all’Europa, che semplifica gli obblighi per le piccole e medie imprese.

L’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica sarebbe poi a vantaggio di ambedue le parti: del Fisco, per ottimizzare i controlli, e dei contribuenti, per ridurre i costi di stampa, archiviazione delle fatture e i rischi di commettere errori nella preparazione analogica dei documenti fiscali.

Sono queste le motivazioni presentate alle Autorità Europee, alle quali spetta ora l’ultima parola. Dopo la proposta della Commissione, si attende il via libera definitivo con decisione da parte del Consiglio UE.

Quel che è certo è che il 2022 si presenta come un anno ricco di novità fiscali ancora tutte da scrivere.

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