Bonus assunzione giovani e Zes con importi più bassi nel 2026

Dalla legge di conversione del DL Milleproroghe arriva la (mini) proroga dei bonus assunzione giovani e Zes, ma la portata dell’esonero si riduce

Bonus assunzione giovani e Zes con importi più bassi nel 2026

I bonus per l’assunzione di giovani e nella Zes cambiano ancora.

Con la legge di conversione del decreto Milleproroghe arriva la conferma, sebbene parziale, per il 2026 ma le agevolazioni cambiano veste, con l’esonero contributivo per i datori di lavoro che si riduce, in attesa di conoscere come verranno applicati i nuovi sgravi previsti dalla Legge di Bilancio per le stesse categorie.

Per famiglie e imprese in settimana sono arrivati gli attesi aiuti per limitare il caro bollette. Cittadini e cittadine potranno accedere ad un doppio bonus modulato in base all’ISEE.

Con la pubblicazione del decreto PNRR l’annunciata pioggia di semplificazioni amministrative è alle porte: tra le novità principali la carta di identità per gli over 70 con scadenza illimitata.

Bonus assunzione giovani e Zes fino al 30 aprile ma con esonero al 70%

I lavori parlamentari per la conversione in legge del decreto Milleproroghe 2026 procedono a passo non troppo spedito ma, dopo lunghe discussioni nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio e Tesoro, sembra essere arrivati ad una quadra.

Il governo ha posto la questione di fiducia: le votazioni ci saranno lunedì. Il provvedimento, ricordiamo, deve ancora passare al Senato e deve essere convertito in legge entro il 1° marzo.

Visti i tempi ristretti difficilmente potranno essere effettuate ulteriori modifiche nel passaggio al Senato. Quindi verosimilmente il testo che approverà l’Aula della Camera sarà quello definitivo.

Tra le novità la discussa (e attesa) proroga degli incentivi all’occupazione del decreto Coesione, scaduti a dicembre.

Stiamo parlando dei bonus per l’assunzione di giovani under 35, donne in condizioni svantaggiate e di over 35 nella Zes. La proroga era attesa prima in legge di Bilancio e poi nel testo del Milleproroghe ma così non è stato.

L’emendamento approvato al testo della legge di conversione del citato decreto prevede la conferma in toto per il bonus donne, esteso a tutto il 2026. Ma è sulle altre due agevolazioni che si sono scatenate le reazioni.

I bonus giovani e Zes vengono prorogati ma non a tutto il 2026, solamente fino al 30 aprile. Inoltre, la portata dell’esonero contributivo si riduce: non più totale come fino al 31 dicembre scorso ma al 70 per cento. L’esonero pieno si potrà ottenere solo in presenza di un incremento occupazionale netto.

Un cambiamento che rischia di mettere ancora una volta in difficoltà imprese e addetti ai lavori, in uno scenario che fin dal principio è apparso poco chiaro.

I bonus, ricordiamo infatti, sono stati introdotti nel lontano maggio 2024 quando il Governo diede il via libera al decreto Coesione (n. 60/2024) detto anche decreto 1° maggio.

Per vedere il primo passo avanti si è dovuto aspettare il marzo del 2025, dopo non pochi momenti di confusione, con il decreto attuativo che aveva ristretto il periodo di validità ai contratti firmati dopo il 31 gennaio 2025, escludendo dunque le assunzioni già effettuate nel periodo originariamente previsto. Senza contare la condizione, aggiunta successivamente, della necessità della preventiva domanda all’INPS prima di poter procedere all’assunzione, che ha generato incertezza tra le imprese.

Dopodiché, il via libera alle domande per il bonus giovani e donne è arrivato a maggio 2025, mentre il bonus Zes ha ricevuto il via libera addirittura a inizio febbraio 2026.

La proroga del periodo di validità delle agevolazioni si colloca in questo scenario e rischia di complicarlo ulteriormente introducendo nuovi criteri per ottenere le agevolazioni.

Come detto, si riduce infatti l’importo dell’esonero contributivo, che per il bonus giovani e Zes passa dal 100 per cento al 70 per cento. Restano, invece, agevolate appieno le assunzione effettuate entro il 31 dicembre 2025 e quelle che garantiscono incremento occupazionale.

L’agevolazione piena, ricordiamo, prevede il riconoscimento di uno sgravio contributivo nel limite di 500 euro mensili (650 euro per le assunzioni nei territori della Zes), per massimo 24 mesi.

La proroga degli incentivi non è mai stata in discussione e abbiamo fatto il massimo in base alle risorse messe a disposizione in Legge di Bilancio”, ha dichiarato la Ministra del Lavoro, Marina Calderone ma la proroga appare come una misura temporanea.

Un “provvedimento traghetto”, quindi, come poi confermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, il quale ha ribadito la volontà del Governo di rendere strutturale la misura destinata alla decontribuzione per le nuove assunzioni di giovani e nelle aree Zes ma rimandando il tutto al decreto attuativo delle disposizioni previste dalla Legge di Bilancio 2026.

“La proroga di quattro mesi prevista nell’emendamento garantisce piena continuità all’incentivo per le imprese, evitando vuoti normativi in attesa del nuovo decreto attuativo previsto dalla Legge di Bilancio 2026.”

La Manovra, infatti, stanzia nuove risorse (peraltro ridotte per finanziare la proroga al 30 aprile delle agevolazioni del decreto Coesione) per l’attuazione di nuove misure a sostegno dell’occupazione delle stesse categorie, sempre sotto forma di esonero contributivo.

Per le assunzioni effettuate nel 2026, pertanto, fino ad aprile il contributo scende al 70 per cento, con l’intensità del beneficio che, come detto, resta al 100 per cento solo per le assunzioni che determinano un incremento occupazionale netto.

Dopo aprile resta da vedere quale sarà l’intensità e quali saranno le condizioni per l’accesso: il comma 153 della Legge di Bilancio specifica espressamente che si tratterà di un esonero parziale senza scendere in ulteriori dettagli, con buona pace delle imprese che tentano di organizzare una strategia assunzionale di medio-lungo periodo.

Si attende ovviamente la conferma definitiva delle novità ma, come anticipato, lo spazio di manovra per cambiamenti in corsa appare ormai troppo esiguo.

Saltano gli emendamenti sulla rottamazione

Dal Milleproroghe convertito in legge le sorprese non riguardano solo il lavoro ma anche il fisco. Non ci sarà infatti alcun ritocco alle regole della rottamazione quinquies: la discussione in Commissione non accoglie le richieste di modifica, confermando la rigidità della definizione agevolata.

Nulla di fatto quindi sulla richiesta di rendere più morbide le regole relative alla rateizzazione delle cartelle escluse dalla rottamazione quinquies, oltre all’estensione ai regolari con la rottamazione quater dichiarata sin da subito inammissibile.

In tema di definizione agevolata, sfuma inoltre a sorpresa la proposta di riapertura dei termini in relazione alla rata della rottamazione quater scaduta lo scorso 30 novembre, nonostante il parere positivo del Ministero dell’Economia.

Doppio bonus bollette in arrivo per le famiglie

Dal decreto Energia, approvato in Consiglio dei Ministri il 18 febbraio 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo, arrivano novità per imprese e famiglie. In particolare, queste ultime potranno beneficiare di un doppio bonus bollette nel 2026, differenziato sulla base del valore ISEE.

Il primo, finalmente arrivato dopo mesi di annunci e passi indietro, consiste nel potenziamento del bonus sociale sulle bollette.

Quest’anno il valore del contributo sale di 115 euro, e a poterlo ottenere saranno, come detto, le 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già ad oggi percepiscono il bonus sociale fino a 200 euro, per un totale di 315 euro.

Lo sconto sulla bolletta, nel 2026, è riconosciuto ai contribuenti con ISEE fino a 9.796 euro.

Più controverso è invece il bonus pensato per i contribuenti esclusi dal perimetro dei beneficiari degli sconti sociali e con ISEE non superiore a 25.000 euro.

Per loro, infatti, il decreto prevede il riconoscimento di un bonus fino a 60 euro, non finanziato però da fondi pubblici ma dai venditori di energia. Il che significa che questi potranno erogarlo su base volontaria.

Oltre all’ISEE è va rispettata anche la condizione che prevede il mantenimento di consumi del bimestre osservato non superiori a 0,5 MWh, e nei dodici mesi precedenti inferiori a 3 MWh.

Va sottolineato che la fruizione di un bonus esclude l’altro, per il semplice fatto che sono destinati a due platee diverse, differenziate appunto in base all’ISEE.

Tra la pioggia di semplificazioni amministrative spicca il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi

Il Consiglio dei Ministri del 18 febbraio, oltre al decreto Energia, ha approvato in via preliminare anche il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi, il settimo tassello da inserire per comporre il mosaico della rinnovata normativa fiscale.

Rispetto alla versione del 1987 ci sono più di 1.200 novità da inserire. La versione aggiornata è composta da 376 articoli, “garantisce maggiore certezza del diritto, semplificazione e trasparenza per contribuenti, imprese e professionisti. È un intervento strutturale che rafforza la qualità della nostra legislazione tributaria”, ha sottolineato il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo.

In settimana, poi, è approdato in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto PNRR con semplificazioni per cittadini, famiglie e imprese.

Il DL n. 19/2026 mira a favorire l’attuazione dei progetti del PNRR e rivede in chiave di digitalizzazione e semplificazione (soprattutto dal punto di vista della riduzione dei tempi burocratici) oltre 400 adempimenti amministrativi a carico di cittadini, famiglie e imprese.

In particolare, si interviene sull’ISEE e sulle procedure per ottenere la carta di identità e la tessera elettorale in formato digitale ma anche in ottico di supporto alle microimprese e per quel che riguarda studio e università.

Tra le novità più rilevanti troviamo appunto il calcolo dell’ISEE che diventa automatico, con scuole, comuni, università e altri enti che potranno acquisire d’ufficio dall’INPS le informazioni sulle condizioni economiche delle famiglie necessarie per stabilire il diritto a beneficiare di prestazioni agevolate.

Un dialogo che ha il doppio beneficio di rendere più veloce, quasi automatico, l’accesso alle agevolazioni e di individuare in maniera più fedele e certa i nuclei familiari che hanno le carte in regola per ottenerle.

Da evidenziare anche la carta d’identità senza scadenza per gli over 70. Al primo rinnovo dal 30 luglio in poi i cittadini le cittadine con almeno 70 anni potranno ottenere un documento a scadenza illimitata valido anche per l’espatrio.

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