Bonus bollette per gli ISEE fino a 25.000 euro, a scegliere saranno i venditori

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Dai 200 euro certi dello scorso anno ai 60 euro facoltativi del 2026: il nuovo bonus bollette introdotto per i titolari di ISEE fino a 25.000 euro è subordinato alle scelte dei venditori

Bonus bollette per gli ISEE fino a 25.000 euro, a scegliere saranno i venditori

Un bonus di importo ridotto e dalla platea ancora tutta da definire: lo sconto introdotto per i contribuenti titolari di ISEE fino a 25.000 euro presenta più di una criticità.

Il decreto in materia di energia approvato in Consiglio dei Ministri il 18 febbraio 2026 rilancia sul ruolo dei venditori.

Questi sceglieranno di fatto chi potrà o meno accedere a bonus sulla bolletta elettrica, secondo logiche puramente commerciali e che poco hanno a che vedere con la necessità di una soluzione di natura pubblica e sociale al tema del costo dei consumi energetici.

L’erogazione del bonus, di importo massimo di 60 euro, sarà infatti facoltativa: ciascun venditore potrà scegliere se applicare o meno l’agevolazione ai propri clienti. In caso affermativo, riceverà un “bollino di qualità” da parte dell’ARERA, spendibile per comunicazioni di marketing.

Bonus bollette per gli ISEE fino a 25.000 euro, la scelta dei venditori selezionerà i beneficiari

Con il via libera al nuovo decreto energia, il Governo articola su due binari i nuovi sostegni per le famiglie:

  • per i beneficiari del bonus sociale, entra in campo un contributo extra di 115 euro;
  • per i contribuenti titolari di ISEE sopra soglia (dai 9.796 euro e fino a 25.000 euro), debutta uno sconto di 60 euro facoltativo.

Sul contributo pensato per i nuclei esclusi dal perimetro dei bonus sociali però, la nuova agevolazione non potrà contare su finanziamenti pubblici.

La “coperta di Stato” per rispondere al tema del costo elevato delle bollette è infatti limitata alle famiglie ritenute più fragili dal punto di vista economico. Per le altre, invece, il decreto si affida ai venditori.

Saranno questi infatti a finanziare, con proprie risorse e in via discrezionale, il bonus fino a 60 euro sulla bolletta elettrica.

Nel 2026 e nel 2027 le singole compagnie energetiche potranno erogare facoltativamente un bonus, a titolo di sconto sui costi dell’energia, ai clienti titolari di forniture attive dal 1° gennaio di ciascuna annualità ed entro il 31 maggio.

La platea dei beneficiari effettivi del contributo sarà quindi definita non tanto sulla base di criteri univoci, bensì tenuto conto delle scelte operate dai diversi venditori.

In ogni caso, il riconoscimento dell’agevolazione sarà vincolato anche al rispetto di specifici parametri sul fronte dei consumi: i venditori potranno applicare il bonus in bolletta ai clienti con consumi nel bimestre osservato non superiori a 0,5 MWh, e nei dodici mesi precedenti inferiori a 3 MWh.

Bonus di 60 euro sulle bollette, “bollino di qualità” per i venditori aderenti

Quale sarà il beneficio per i venditori che accoglieranno le sollecitazioni del Governo? Un’attestazione rilasciata dall’ARERA, utile per finalità commerciali.

Il decreto, sulla base delle bozze a disposizione, prevede infatti che i venditori aderenti all’iniziativa otterranno una sorta di “bollino di qualità”, che potrà essere utilizzato nelle proprie attività di marketing.

Sarà quindi spendibile la scelta compiuta in merito all’erogazione del bonus ai clienti con ISEE entro la soglia di 25.000 euro, con la possibilità quindi di attrarre nuovi utenti grazie alla leva dell’attestazione pubblica.

Le regole operative per l’applicazione degli sconti così come per il rilascio del bollino saranno definite dall’ARERA.

Una soluzione controversa al venir meno del bonus di 200 euro

Da quanto fin qui analizzato appare chiaro che l’impegno del Governo si limita, in relazione agli esclusi dal bonus sociale, in una sorta di sollecitazione alla partecipazione da parte dei venditori.

Una soluzione tutt’altro che definitiva al tema del costo dell’energia per le famiglie, e che di certo non risolve il tema del venir meno di un sostegno pubblico per i contribuenti con ISEE sopra la soglia per l’applicazione degli sconti sociali.

Vale la pena ricordare che lo scorso anno, per i titolari di attestazioni entro i 25.000 euro, è stato riconosciuto un bonus di 200 euro, finanziato dallo Stato ed erogato dall’ARERA secondo le stesse procedure previste per i titolari di ISEE più basso. Un contributo riconosciuto quindi dai venditori solo in qualità di intermediari, sulla base dei dati trasmessi dall’INPS all’ARERA.

Il beneficio è scaduto a dicembre, ed è anche per questo che già dalla fine dello scorso anno e fino al 18 febbraio, data di approdo del nuovo decreto sul tavolo del Consiglio dei Ministri, si è accesa la discussione sulle misure da mettere in campo per il 2026.

Peccato però che il Governo abbia scelto di non impegnarsi direttamente.

Con il passaggio dai 200 euro certi del 2025 ai 60 euro eventuali di oggi lo Stato non sta dando un contributo, ma un patrocinio gratuito a un’operazione di marketing delle compagnie energetiche.

Più che un sostegno economico, il nuovo decreto somiglia a una scommessa: i cittadini dovranno sperare nella generosità del proprio venditore, mentre il Governo si limita a osservare da lontano, offrendo “bollini” al posto di fondi.

Un gioco a somma zero dove l’unica certezza è che lo Stato, dalla partita del caro-energia, ha deciso di sfilarsi.

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