Rottamazione quinquies senza correttivi: il Milleproroghe 2026 non fa sconti

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Nessun ritocco alle regole della rottamazione quinquies: il Milleproroghe 2026 non accoglie le richieste di modifica, confermando la rigidità della definizione agevolata

Rottamazione quinquies senza correttivi: il Milleproroghe 2026 non fa sconti

Rottamazione quinquies, sfuma l’ipotesi di correttivi.

Il testo del Decreto Milleproroghe 2026 consegnato all’Aula dopo i lavori della Commissione Bilancio della Camera non accoglie nessuna delle proposte di modifiche presentate e rimaste in corsa fino all’ultimo.

Nulla di fatto quindi sulla richiesta di rendere più morbide le regole relative alla rateizzazione delle cartelle escluse dalla rottamazione quinquies, oltre all’estensione ai regolari con la rottamazione quater dichiarata sin da subito inammissibile.

In tema di definizione agevolata, sfuma inoltre a sorpresa la proposta di riapertura dei termini in relazione alla rata della rottamazione quater scaduta lo scorso 30 novembre, nonostante il parere positivo del Ministero dell’Economia.

Rottamazione quinquies, gli emendamenti esclusi dal Milleproroghe 2026

Se storicamente il Milleproroghe rappresenta il veicolo normativo che “aggiusta il tiro” rispetto alle misure contenute nella Legge di Bilancio, lo scenario per il 2026 è ben diverso.

Per quel che riguarda la rottamazione quinquies, partita operativamente il 20 gennaio 2026 con il lancio del servizio per presentare la domanda di adesione, le porte a correttivi rispetto alle regole delineate nel testo della Manovra sembrano definitivamente chiuse.

Il testo del DL Milleproroghe 2026 consegnato alla Camera per il voto, dopo l’iter di esame e revisione svolto presso la Commissione Bilancio, non accoglie nessuna delle proposte di modifica.

Nessuna chance quindi per l’emendamento presentato dal Deputato Roberto Pella (Forza Italia) che chiedeva di consentire ai contribuenti titolari di cartelle miste, in parte ammesse e in parte escluse dalla rottamazione quinquies, di accedere a una nuova dilazione per i carichi oggetto di rateizzazione ordinaria in caso di decadenza.

Il testo dell’emendamento, rimasto fuori dalle proposte andate al voto, prevedeva in particolare che, in caso di adesione alla rottamazione quinquies e di regolarità nei versamenti, la decadenza dalla rateizzazione relativamente ai carichi esclusi dalla definizione agevolata avrebbe consentito di accedere a una nuova dilazione ordinaria.

Una deroga rispetto alla norma che, per le cartelle rateizzate dal 16 luglio 2022, esclude nuove forme di rateazioni per chi salta 8 delle scadenze del piano di rientro accordato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Cala pertanto il sipario sul “ponte” tra rottamazione quinquies e rateazioni ordinarie, almeno al momento. Nessuna flessibilità per chi salterà le scadenze per il versamento.

Porte chiuse anche all’estensione della rottamazione quinquies per i contribuenti in regola con la quater

La bocciatura dell’emendamento Pella si affianca all’inammissibilità, comunicata già nelle prime fasi del lavoro di esame delle proposte di modifica al Milleproroghe 2026, relativa alla richiesta di estensione della rottamazione quinquies per i contribuenti in regola con l’edizione quater della definizione agevolata.

Resta confermato lo “spartiacque” del 30 settembre 2025: chi a questa data risulta in regola con la rottamazione quater, non potrà passare alla nuova e più diluita procedura agevolata di versamento delle cartelle.

Non passa anche la riapertura della rottamazione quater

Sempre in tema di definizione agevolata, non trova spazio nel DL Milleproroghe 2026 anche l’emendamento del Deputato Gusmeroli (Lega) per la riapertura della rottamazione quater in relazione alla rata scaduta lo scorso 30 novembre.

La proposta puntava a consentire di rimettersi in regola versando le somme dovute entro il 28 febbraio 2026 (9 marzo, considerando anche i giorni di tolleranza), unitamente alla prima delle rate previste per l’anno in corso.

L’esclusione è arrivata dopo una riformulazione finalizzata a riportare sulla via della pace fiscale non solo i riammessi, come previsto in principio, ma anche coloro che hanno aderito in prima battuta e non hanno versato l’ultima rata prevista nel piano dei pagamenti dello scorso anno.

Il firmatario dell’emendamento promette però che si tenterà di tornare sul tema in un “prossimo veicolo”, ma al momento la partita dei correttivi è chiusa. Sul Milleproroghe si attende il voto della Camera prima di consegnare il testo al Senato, chiamato a dare il via libera alla legge di conversione entro il 1° marzo.

Appare quindi difficile, per non dire impossibile, che il tema torni sul tavolo in tempi brevi.

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