Dal concordato potrebbero derivare più costi che benefici: il Deputato della Lega, Alberto Gusmeroli, critica uno dei capisaldi della riforma fiscale. Ai microfoni di Informazione Fiscale la richiesta di riprendere il mano il tema della flat tax e della rateizzazione degli acconti per le partite IVA
La riforma fiscale si avvia verso una fase decisiva: il 29 agosto 2026 è la scadenza per l’adozione dei decreti legislativi attuativi della delega, ma il cantiere sembra in fase di stallo.
Così è soprattutto per le misure attese che necessitano di coperture e, in un periodo in cui le risorse economiche a disposizione del Governo scarseggiano, rischiano di rimanere inattuate buona parte delle novità attese dal “popolo” delle partite IVA.
Il Governo ha puntato tutto sul concordato preventivo biennale, sul quale però le valutazioni non possono essere del tutto positive. Sono invece rimaste in secondo piano diverse misure ipotizzate nella fase di stesura della legge delega.
Tra queste vi è l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali, ma anche la rateizzazione del secondo acconto delle imposte.
Di questo abbiamo parlato con il Deputato della Lega, Alberto Gusmeroli, Relatore della legge delega n. 111/2023 sulla riforma fiscale. Per completare il lavoro serve più coraggio, e bisogna riprendere in mano anche il tema della flat tax incrementale.
Riforma fiscale, per Gusmeroli “serve più coraggio”. Flat tax affitti commerciali e imposte a rate, un cantiere rimasto fermo
Il lavoro avviato nell’estate del 2023 per la revisione del sistema tributario italiano è tutt’altro che compiuto. Se sul fronte dei Testi Unici il traguardo è stato quasi raggiunto, così non è per la messa a punto del sistema di norme messe nero su bianco in fase di approvazione della legge delega, con il fine di semplificare e rendere più eque le regole di tassazione.
Nel gran proliferare di decreti degli ultimi mesi, da quelli che trattano tematiche fiscali a quelli in materia di lavoro, mancano all’appello i provvedimenti che dovrebbero consentire di raggiungere i principi e gli obiettivi dettati dalla legge delega.
Numerosi i temi che restano sul piatto, a partire da due proposte che portano la firma proprio dell’Onorevole Gusmeroli che abbiamo avuto il piacere di intervistare in redazione.
La prima, introdotta in versione ristretta nel 2023 e nel 2024, è relativa alla possibilità per i titolari di partita IVA di rateizzare il secondo acconto delle imposte, la quota che ad oggi è dovuta in un’unica soluzione entro il 30 novembre di ciascun anno.
Si tratta di una misura che “non necessita di copertura” finanziaria, evidenzia Gusmeroli, che andrebbe ripresa in mano e ripristinata in quanto darebbe liquidità al sistema delle imprese.
Parimenti, resta in fase di stallo l’estensione della cedolare secca anche all’affitto di negozi, tematica particolarmente sentita dalle partite IVA e che si lega alla questione della desertificazione commerciale.
Flat tax, un cantiere da riprendere in mano. Dal concordato più costi che benefici
Da riprendere in mano anche il cantiere della flat tax, e in particolar modo il tema della flat tax incrementale, con aliquota del 15 per cento sugli incrementi di reddito rispetto alla media degli anni precedenti. Introdotta nel 2023, “ha avuto un ottimo successo”, e non è un mistero che per Gusmeroli si tratti di una misura più sostenibile rispetto al concordato preventivo biennale.
Sul patto tra Fisco e partite IVA le valutazioni sono tutt’altro che positive: per ora “non ha dato grandi esiti di gettito”, evidenzia il Deputato della Lega.
Stando ai dati a disposizione, alla prima edizione della misura ha aderito il 16,8 per cento dei titolari di partita IVA soggetti all’applicazione degli ISA, dato che per il biennio 2025/2026 scende al 2,5 per cento della platea interessata.
Da evidenziare inoltre che la maggior parte delle adesioni arriva da contribuenti con punteggi ISA già elevati, e quindi ritenuti già adeguatamente affidabili agli occhi del Fisco.
I numeri sostengono quindi la tesi avanzata da Gusmeroli sull’esito non soddisfacente della misura, spingendosi a dire che “forse è stato anche perso un po’ di gettito” e soprattutto che ha messo in secondo piano le ulteriori misure da attuare nell’ambito della riforma fiscale.
Da qui la sollecitazione sulla necessità di maggiore coraggio per “applicare quello che è stato stabilito dalla delega per la riforma fiscale”: servono semplificazioni e riduzioni di imposte, per sostenere il debito pubblico e aiutare famiglie e imprese.
Un coraggio che il Deputato della Lega chiede al Governo di cui fa parte e ai partiti alleati, facendo trasparire alcune diversità di vedute su obiettivi e priorità da perseguire nella fase decisiva che, entro la fine di agosto, segnerà la chiusura dei lavori per l’attuazione della riforma fiscale.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Concordato flop, ripartire da flat tax e acconti a rate: Gusmeroli (Lega) chiede coraggio per la riforma fiscale