Bonus Renzi verso l’abolizione? Riforma Irpef per le famiglie in Legge di Bilancio 2019

Abolizione bonus Renzi 80 euro: il Governo smentisce tutto, parlando di "fake news". Ma tutto nasce dall'intervista del ministro dell'economia Tria al Sole24Ore.

Bonus Renzi verso l'abolizione? Riforma Irpef per le famiglie in Legge di Bilancio 2019

Il Governo smentisce l’abolizione del bonus Renzi per finanziare la flat tax, anche se dalle parole del Ministro Tria sembrava essere questo il piano che il Governo pensava di attuare con la Legge di Bilancio 2019.

È pari a 9 miliardi di euro annui la somma stanziata per l’erogazione in busta paga del bonus di 80 euro, fondi che secondo molti potrebbero essere dirottati verso il più ampio progetto di riforma della tassazione sui redditi delle persone fisiche.

Quello che emerge dalle ultime dichiarazioni del Ministro dell’Economia Tria è che in Legge di Bilancio 2019 saranno due i punti della riforma fiscale:

  • il primo riguarderà i titolari di partita IVA, per i quali si punta all’estensione del regime forfettario;
  • il secondo invece riguarderà le famiglie.

Per lavoratori dipendenti e pensionati quella che attualmente si sta profilando è l’ipotesi di un accorpamento delle attuali cinque aliquote Irpef, che potrebbero essere ridotte a tre.

Serviranno in tutto 25 miliardi di euro per finanziare la Legge di Bilancio 2019, all’interno della quale oltre ai primi accenni di flat tax dovrebbe trovar spazio anche il reddito di cittadinanza e la sterilizzazione delle temute clausole di salvaguardia IVA.

Bonus Renzi 80 euro, possibile abolizione in Legge di Bilancio 2019. Il Governo smentisce

Il bonus Renzi di 80 euro rientra tra le agevolazioni fiscali che potrebbero essere abolite per finanziare la flat tax.

È questo quanto dichiarato esplicitamente dal Ministro Tria nell’intervista rilasciata al Sole24Ore l’8 agosto 2018.

Tuttavia Palazzo Chigi ha immediatamente smentito la notizia: non vi sarà la cancellazione del credito Irpef dalla busta paga di dipendenti e pensionati.

Resta indubbio invece che per finanziare la riforma fiscale della tassazione Irpef il Governo dovrà partire da un riordino delle tax expenditures, l’insieme di detrazioni, deduzioni e esenzioni fiscali che contribuiscono alla riduzione delle imposte a carico dei contribuenti.

Il credito Irpef di 80 euro che, dalla metà del 2014, è erogato direttamente in busta paga a lavoratori dipendenti e pensionati, è una delle agevolazioni fiscali più costose per lo Stato ed è per questo che da tempo si parla di una sua possibile abolizione.

Non soltanto per ragioni di coperture: il bonus Renzi crea complicazioni infinite, afferma Tria, “a partire dai molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito”.

È indubbio però che tra le ragioni alla base dell’impopolare scelta di cancellare il bonus di 80 euro vi sono le ingenti risorse che potrebbero essere dirottate verso il più ampio disegno di riforma della tassazione Irpef: la flat tax si farà dal 2019 e ad essere coinvolti saranno non soltanto i titolari di partita IVA.

Flat tax per famiglie e imprese in Legge di Bilancio 2019: il piano della riforma Irpef

I 9 miliardi di euro ad oggi utilizzati per l’erogazione del bonus Renzi di 80 euro servirebbero per finanziare la riforma dell’Irpef.

Se pare ormai quasi certo che per le imprese la flat tax partirà con l’estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario (che prevede, ad oggi, l’applicazione di un’aliquota sostitutiva Irpef del 15%, pari al 5% per le start up nei primi anni di attività), il piano è ridurre a tre le attuali cinque aliquote Irpef applicate sui redditi di lavoratori dipendenti e pensionati.

Al momento, alcuni dettagli sui possibili sviluppi della riforma fiscale del Governo Conte emergono dalla lettura del programma con il quale il M5S si è presentato alle scorse elezioni politiche.

La riforma Irpef proposta dal Movimento 5 Stelle prevedeva la seguente rimodulazione di aliquote e scaglioni:

  • no Tax Area fino a 10.000 euro di reddito;
  • aliquota Irpef al 23% per i redditi tra 10.000 e 28.000 euro;
  • aliquota Irpef al 37% per i redditi tra 28.000 e 100.000 euro;
  • aliquota Irpef al 42% per i redditi superiori a 100.000 euro.

Ad oggi, invece, la tassazione sui redditi delle persone fisiche è così strutturata:

Scaglioni Irpef 2018Aliquota Irpef 2018Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Le simulazioni ad oggi prodotte mostrano tuttavia che la riduzione della pressione fiscale, anche in considerazione dell’abolizione del bonus Renzi e del riordino delle detrazioni fiscali, non avvantaggerebbe tutti ma il risparmio riguarderebbe soltanto il ceto medio e i redditi più alti.

Sia la flat tax per le partite IVA che la riforma Irpef per dipendenti e pensionati potrebbero svantaggiare una grossa fetta dell’elettorato di Lega e M5S. Tuttavia, quelle emerse fino ad oggi sono soltanto previsioni; bisognerà attendere l’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio 2019 per conoscere ulteriori dettagli.