Il DDL sui caregiver familiari arriva alla Camera e parte l'iter di discussione. Tra le misure economiche c'è il bonus fino a 4.800 euro, che sarà però solo teorico: un decreto fisserà per ciascun trimestre l'importo effettivo
Caregiver familiari, un bonus d’importo da definire trimestre per trimestre.
Il disegno di legge per il riconoscimento e la tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari, approvato in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio scorso, inizia il suo cammino in Parlamento.
Il testo (AC 2789) è stato assegnato il 20 febbraio 2026 alla Commissione Affari Sociali della Camera, sede in cui è quindi previsto il primo lavoro di valutazione ed eventuale modifica delle novità in campo per i prestatori di cura.
Tra le misure più attese, e più discusse, l’introduzione di un riconoscimento economico per i caregiver, un bonus pari a 400 euro al mese, erogato a cadenza trimestrale posticipata e fino a un massimo di 4.800 euro all’anno.
Dalla lettura del DDL emerge però un aspetto centrale: il valore effettivo del contributo economico sarà calcolato trimestre per trimestre, tenuto conto del monitoraggio di risorse a disposizione e beneficiari.
Il DDL Caregiver arriva alla Camera: confermati i quattro profili. Conta l’impegno orario di cura
Approvato a inizio gennaio, l’approdo in Commissione Affari Sociali della Camera del testo del DDL Caregiver segna l’avvio della discussione che, nei prossimi mesi, dovrà portare al via libera definitivo del provvedimento.
Obiettivo del disegno di legge è tutelare il caregiver familiare, riconoscendone il ruolo dal punto di vista sociale così come economico.
Si tratta di 7 milioni di persone in tutto, secondo i dati ISTAT, che secondo la definizione contenuta nell’articolo 2 del disegno di legge assistono e si prendono cura del figlio o altro parente entro il secondo grado, del coniuge o dell’altra parte dell’unione civile o convivente di fatto, così come di affini entro il secondo grado e parenti entro il terzo grado, ai quali è riconosciuta una o più delle seguneti condizioni:
- disabilità grave (articolo 3, comma 3 della Legge 104);
- titolarità di indennità di accompagnamento;
- condizione di non autosufficienza.
Il testo, come già noto, individua quattro profili di caregiver familiare sulla base dell’impegno di cura e dell’assistenza prestata, da attestare nel progetto di vita o nel PAI:
- caregiver familiare prevalente: carico di assistenza uguale o superiore a 98 ore a settimana, convivente con persone non autosufficienti;
- caregiver familiare convivente: carico di assistenza uguale o superiore a 30 ore settimanali o inferiore a 91 ore settimanali;
- caregiver familiare non convivente: carico di assistenza uguale o superiore a 30 ore settimanali;
- caregiver familiare convivente o non convivente: carico assistenziale uguale o superiore a 10 ore settimanali ma inferiori a 30.
Caregiver familiari, domanda per il riconoscimento dal 30 settembre 2026
La procedura per il riconoscimento del caregiver familiare chiama in causa l’INPS che, stando alle tempistiche dettagliate dal DDL, entro il 30 settembre 2026 dovrà rendere disponibile la procedura per presentare domanda.
L’attribuzione della qualifica di caregiver familiare dovrà essere attivata dalla persona assistita, con il supporto di tutori e amministratori di sostegno quando presenti. Per la nomina dei caregiver di minori, saranno ambedue i genitori a dover procedere, o in mancanza il tutore.
La procedura per il riconoscimento del caregiver familiari dovrà concludersi entro 30 giorni, con il rilascio di un certificato contenente la qualifica così come il relativo profilo. Per ciascun assistito sarà possibile specificare più caregiver familiari, presentando diverse domande.
Bonus caregiver di 1.200 euro trimestrali, ma l’importo sarà fissato volta per volta
Per quel che riguarda le misure a sostegno dei caregiver, una delle più attese è indubbiamente il bonus economico, sul quale però restano i punti critici.
Il testo del disegno di legge conferma che potranno beneficiarne solo i caregiver appartenenti al primo profilo, cioè conviventi e che prestano assistenza per più di 91 ore a settimana. In aggiunta, andrà a chi rispetterà il limite di reddito pari a 3.000 euro lordi all’anno e in aggiunta un valore ISEE entro i 15.000 euro.
Il DDL al vaglio della Camera prevede però anche un’insidia sul valore effettivo del bonus economico.
Confermato il valore mensile di 400 euro, e il limite massimo di 1.200 euro trimestrali - con un massimo di 4.800 euro all’anno - l’articolo 13 prevede che a stabilire l’importo, per ciascun trimestre, saranno appositi decreti emanati dal Capo del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri, tenuto conto del limite di risorse a disposizione.
L’INPS dovrà comunicare per ciascun trimestre il numero degli aventi diritto.
L’importo massimo erogabile sarà pari al quoziente del rapporto tra un quarto del limite di spesa stanziato per il relativo anno e il numero degli aventi diritto comunicato dall’INPS.
Le risorse in campo non sono illimitate: nel 2027 saranno stanziati 257 milioni di euro, mentre 260 milioni sono previsti dal 2028.
La “coperta” effettiva del bonus caregiver appare quindi incerta, con il rischio che i pochi beneficiari delle misure di sostegno economico debbano in realtà accontentarsi di una somma inferiore rispetto al già ridotto valore previsto su base teorica.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Caregiver familiari, bonus di 4.800 euro solo su carta