Dal bonus Irpef ai decreti Covid: un anno di Fisco nelle opinioni dei lettori

Rosy D’Elia - Fisco

Dal bonus Irpef ai decreti Covid, passando per la proroga delle imposte: il 2020 è stato ricco di imprevisti, eccezioni alle regole, riscrittura dei calendari. Un anno di Fisco e Lavoro ricostruito con le opinioni dei lettori, chiamati in causa mese dopo mese sui temi caldi del momento.

Dal bonus Irpef ai decreti Covid: un anno di Fisco nelle opinioni dei lettori

Dal bonus Irpef ai decreti Covid, passando per la proroga delle imposte e per il livello di completezza del modello 730: un anno di Fisco e Lavoro ricostruito con le opinioni, le bocciature, i suggerimenti dei lettori che hanno partecipato ai sondaggi proposti, mese dopo mese, dalla redazione di Informazione Fiscale sui temi caldi del momento.

A dettare tempi e regole di quest’anno che sta per concludersi è stata la pandemia che da marzo ha stravolto ogni piano, anche dal punto di vista delle novità fiscali in programma nei primi mesi del 2020.

Alcune misure, come il bonus Irpef, hanno resistito anche all’emergenza coronavirus, alcune ipotesi allo studio, come la riforma IVA di cui si parlava a febbraio, sono cadute nel dimenticatoio, mentre non si contano i nuovi bonus, le eccezioni alle regole, le riscritture dei calendari di scadenze. Una panoramica sull’anno che sta per concludersi.

Dal bonus Irpef, la definizione delle novità a gennaio 2020 e l’esclusione di pensionati ed incapienti

Il 2020 si è aperto con la discussione sulla definizione del bonus Irpef: dopo una lunga gestazione, nella scorsa Legge di Bilancio ha trovato posto il taglio del cuneo fiscale che ha portato alla ridefinizione del vecchio bonus Renzi.

Il testo ha istituito un Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti, ma ha rimandato l’attuazione ad “appositi provvedimenti normativi [...] si provvede a dare attuazione agli interventi ivi previsti”.

A gennaio la discussione e le ipotesi sulla definizione del nuovo bonus Irpef era accesissima. Le novità hanno assunto confini concreti con il decreto numero 3 del 2020, convertito in legge il 31 marzo 2020.

Di seguito una panoramica delle novità entrate in vigore il 1° luglio 2020 e pienamente operative dal 2021 e confermato dalla Legge di Bilancio che sta per essere approvata.

Pochi giorni prima dell’approvazione del Decreto Legge che ha definito il nuovo bonus Irpef, le ipotesi erano diverse.

Erano 5 le priorità tra cui scegliere per la definizione del taglio del cuneo fiscale, ma il 28%, la percentuale più ampia, ha individuato come necessità primaria quella di includere gli incapienti.

i lettori di Informazione Fiscale ponevano l’accento sulla necessità di includere tra i nuovi beneficiari anche gli incapienti che, insieme ai pensionati, continuano a non rientrare nella platea di coloro che ricevono quello che un tempo era il bonus Renzi.

Riforma IVA, al centro delle discussioni a febbraio 2020, nel dimenticatoio a causa del covid

Prima che l’emergenza coronavirus concentrasse su di sé risorse ed energie, a inizio anno prendeva vita il dibattito su una possibile riforma fiscale con effetti non solo sull’Irpef ma anche sull’IVA.

Semplificare gli adempimenti IVA, per il 56% di lettori rappresentava la priorità di un’eventuale revisione del meccanismo che ruota intorno all’imposta sul valore aggiunto.

Una necessità da valutare ancora prima della rimodulazione e della riorganizzazione delle aliquote: questa la posizione dei partecipanti al sondaggio condotto sul tema a febbraio dalla redazione di Informazione Fiscale.

Con il comunicato stampa diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 14 febbraio 2020 si ribadiva l’impegno sull’Irpef e ma si lasciava aperta la strada a una piccola riforma IVA.

Nel testo si legge:

“L’esecutivo intende incentrare la riforma fiscale sull’Irpef e di conseguenza non sta lavorando sull’Iva.

Non è pertanto previsto alcun aumento dell’imposta, in linea con l’impegno più volte ribadito dal Governo a disinnescare tutte le restanti clausole di salvaguardia; il riferimento a eventuali possibili future limitate rimodulazioni, che alcuni organi di informazione hanno estrapolato da un ragionamento che chiaramente ribadiva quanto sopra, si limita a non escludere la possibilità di interventi minori, analoghi a quello che ha portato alla riduzione dell’Iva sugli assorbenti compostabili, che tuttavia non sono allo studio nel quadro del lavoro sulla riforma fiscale”.

Poco dopo il comunicato stampa del MEF, la necessità di gestire dal pandemia e gli effetti economici dell’emergenza Covid ha oscurato completamente il barlume di apertura su una possibile revisione del sistema IVA.

Desideri e suggerimenti dei lettori sono caduti nel vuoto.

Decreto Cura Italia, primo provvedimento di aiuti Covid, bocciato dai lettori a marzo 2020

Nel frattempo, infatti, l’Italia a inizio marzo ha affrontato il suo primo periodo di lockdown, con un blocco quasi totale delle attività.

Per far fronte alle conseguenze economiche di uno stop senza paragoni, il governo il 17 marzo ha approvato il Decreto Legge numero 18 del 2020 inaugurando una serie di provvedimenti emergenziali per sostenere i cittadini colpiti direttamente o indirettamente dalla crisi epidemiologica.

25 miliardi di euro le prime risorse stanziate, una somma che si è più volte moltiplicata nei mesi successivi.

Bonus partite IVA, sospensione dei versamenti fiscali e contributivi a più corsie, interruzione delle rate dei mutui prima casa sono state le prime misure messe in campo con il DL Cura Italia per sostenere i cittadini.

Ma a marzo 2020 l’86% dei lettori partecipanti al sondaggio si è mostrato insoddisfatto per gli aiuti Covid messi in campo con una bocciatura netta su diversi aspetti, dal loro valore alla platea di beneficiari coinvolti, passando per la durata.

Fattura elettronica, ad aprile 2020 molti contribuenti rimpiangevano la cartacea

Aprile, invece, è stato un mese di bilanci su uno dei pilastri della rivoluzione digitale del Fisco, la fattura elettronica.

Alla domanda “tornereste indietro?”. I lettori si sono spaccati in due: dopo 16 mesi dal debutto della nuova modalità di emissione delle fatture, il 43% dei lettori sarebbe tornato alla modalità cartacea, mentre il 54% ha promosso il nuovo sistema, sottolineando i vantaggi e analizzando le criticità ancora da affrontare.

A distanza di quasi due anni dall’introduzione della fattura elettronica, effettivamente ci sono vecchi nodi ancora da sciogliere.

Uno su tutti riguarda i documenti che contengono dati sulle prestazioni sanitarie: la Legge di Bilancio 2021, che attende di essere approvata, conferma per l’anno in arrivo un divieto di emissione tramite Sistema di Interscambio.

Modello 730, migliora il livello di completezza dei dati nel 2020

Anche giugno è stato un mese di bilanci, ma per quanto riguarda il livello di completezza del modello 730/2020.

I dati che sono passati dalla precompilata nel 2020 hanno sfiorato il miliardo. Gli invii telematici in autonomia sono stati 3,9 milioni, 600 mila in più rispetto al 2019: 1 contribuente ogni 5 ha accettato il proprio 730 con i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate senza la necessità di fare integrazioni.

Sono questi i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del 10 ottobre 2020 che confermano le risposte fornite dai lettori di Informazione Fiscale in occasione del sondaggio condotto a giugno su adeguatezza e completezza delle informazioni.

Rispetto al 2019, i risultati sono migliorati ma non sono mancati errori e dati incompleti segnalati dal 65% dei lettori.

Le informazioni sui coniugi a carico e i dati sanitari sono gli elementi su cui si sono concentrate le maggiori criticità, secondo le segnalazioni dei lettori, ma anno dopo anno il modello 730 pre elaborato matura.

La fetta di chi è stato costretto a intervenire sulle informazioni dal 2019 al 2020 si è ristretta in maniera importante passando dall’87% al 65%.

Proroga imposte al 30 settembre 2020, tutti d’accordo tranne il MEF

Il record di partecipazione e un picco di risposte concordi per i sondaggi di Informazione Fiscale si è registrato a luglio 2020 su un tema caldissimo, la proroga delle imposte sui redditi in scadenza il 30 giugno 2020 al 30 settembre.

Il 95% dei lettori si sarebbe accontentato anche di un rinvio ex post, vale a dire una semplice eliminazione delle sanzioni, dopo la scadenza già slittata in avanti al 20 luglio.

Lo slittamento delle scadenze per i versamenti delle imposte derivanti dalle dichiarazione dei redditi 2020 metteva d’accordo tutti, dagli addetti ai lavori fino alle forze di maggioranza e opposizione, tranne il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha posto il suo veto per poi concedere successivamente la possibilità di versare le imposte sui redditi al 30 ottobre 2020 senza sanzioni e con una maggiorazione dello 0,8% per i tardati pagamenti in scadenza il 20 agosto.

Attesissima nel Decreto Rilancio, già al tempo della prima stesura a fine aprile, la proroga delle imposte al 30 settembre non è riuscita a guadagnarsi un posto neanche nel testo della legge di conversione e nel Decreto Agosto, che ha invece prorogato il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi al 30 aprile 2021.

La misura ha poi dato inizio a una serie di revisioni del calendario fiscale che fatica a concludersi: le ultime novità sono state inserite con la serie dei Decreti Ristori, ultimi provvedimenti emergenziali adottati.

Decreto Agosto, la bocciatura dei lettori sugli aiuti covid

Ed è proprio sulle misure previste dal Decreto Agosto che i lettori sono stati chiamati a dare la loro opinione a inizio settembre.

Nonostante la proroga lunga per il versamento del secondo acconto delle imposte al 30 aprile 2021 in presenza di specifici requisiti, il provvedimento emergenziale è stato bocciato.

Per essere adeguato ed efficace erano necessari più aiuti alle imprese: su questo punto si sono trovati d’accordo il 49% dei lettori di Informazione Fiscale che ha partecipato al sondaggio sul tema.

La maggior parte delle risorse sono state impiegate su tre fronti: Fisco, Lavoro e sostegno alle imprese. Ma solo il 14% concorda in pieno con la ripartizione delle somme stanziate.

Sciopero dei commercialisti, il 93% dei lettori non è d’accordo sulla revoca

Un risultato unanime, dopo la proroga delle imposte al 30 settembre, si registra anche sulla revoca dello sciopero dei commercialisti che in un certo senso è collegata al rinvio dei versamenti.

La promessa di un moratoria delle sanzioni per i ritardati pagamenti delle liquidazioni delle imposte in scadenza il 20 agosto, da inserire in un emendamento al DL 104 del 2020, con pagamento entro venerdì 30 ottobre e maggiorazione dello 0,8% per i contribuenti con una riduzione del fatturato di almeno il 33% e un ruolo nella definizione della riforma fiscale hanno determinato, infatti, la revoca dello sciopero dei commercialisti, che si sarebbe dovuto tenere nella terza settimana di settembre.

Un compromesso fragile, quello raggiunto con il MEF, per il 93% dei lettori che si è espresso in disaccordo con il passo indietro fatto dai professionisti dopo l’incontro al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Modello 770, ridondante per il 96% dei lettori

Ad ottobre sotto la lente di ingrandimento un altro tema che ha unito i lettori: il modello 770.

Il 96% dei partecipanti al sondaggio ha definito ridondante l’adempimento.

In un anno i contribuenti italiani impiegano circa 238 ore per preparare, archiviare, trasmettere e pagare le tre principali tipologie d’imposte e contributi, secondo lo studio “Analisi della pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo”, diffuso dalla Fondazione e dal Consiglio nazionale dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili con il comunicato stampa del 12 ottobre 2020.

Se è vero che il tempo è denaro, il risparmio potrebbe e dovrebbe cominciare proprio da adempimenti e comunicazioni che non aggiungono nulla di nuovo alle informazioni che sono già nelle mani dell’Amministrazione finanziaria. E infatti la maggior parte dei dati presenti nel modello 770 confluisce già nelle certificazioni uniche.

Gender tax, i lettori tornano a dividersi

A dicembre, invece, chiamati a rispondere sulla possibilità di un’agevolazione fiscale che favorisca le donne, i lettori si sono divisi ancora.

L’ipotesi dell’introduzione di una gender tax, tassazione differenziata per genere per migliorare l’occupazione femminile e distribuire in modo più equo il carico di lavoro familiare, convince una fetta leggermente più ampia, ma non c’è una posizione che emerge con forza dalle risposte dei partecipanti.

Il tema, dopo tutto, è controverso, come dimostrano anche le argomentazioni di chi la sostiene, il suo ideatore Andrea Ichino prima di tutto, e di chi la critica, tra gli altri Carlo Cottarelli.

Se da un lato c’è chi crede che potrebbe essere una terapia d’urto, una modalità per forzare il sistema e spingerlo alla parità come le quote rosa, dall’altro c’è chi sostiene che differenziare per genere sia poco adeguato e poco efficace, che si rischia l’incostituzionalità, che intervenire solo sulla tassazione non basta.

Dopo 15 anni dalla formulazione della proposta da parte degli ideatori, gli economisti Andrea Ichino e Alberto Alesina, la gender tax continua a dividere. Anche per questo motivo la redazione di Informazione Fiscale ha dedicato al tema, oltre al sondaggio, anche un ciclo di approfondimenti.

Anche nel 2021, mese dopo mese, giorno dopo giorno, l’obiettivo è quello di continuare a stimolare il confronto di idee e a tenere vivo il dibattito su Fisco e Lavoro.

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