Semplificare gli adempimenti IVA, in caso di riforma priorità per il 56% di lettori

Semplificare gli adempimenti IVA, per il 56% di lettori è la priorità di un'eventuale riforma fiscale che ridefinisca l'impianto dell'imposta sul valore aggiunto. Una necessità prima della rimodulazione e riorganizzazione delle aliquote per i partecipanti al sondaggio condotto dalla redazione di Informazione Fiscale.

Semplificare gli adempimenti IVA, in caso di riforma priorità per il 56% di lettori

Semplificare gli adempimenti IVA, per il 56% di lettori è la priorità di un’eventuale riforma fiscale che ridefinisca l’impianto dell’imposta sul valore aggiunto. Una necessità da valutare ancora prima della rimodulazione e della riorganizzazione delle aliquote: è questa la posizione dei partecipanti al sondaggio condotto dalla redazione di Informazione Fiscale.

Il governo sta studiando la giusta formula per la revisione del sistema fiscale: le novità investiranno sicuramente l’Irpef, ma l’IVA non sarà del tutto esente nonostante l’estrema cautela del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Se la revisione delle regole alla base dell’imposta sul reddito del persone fisiche si attende per aprile, sulle modifiche al sistema dell’imposta sul valore aggiunto non ci sono ancora certezze.

Semplificare gli adempimenti IVA, in caso di riforma priorità per il 56% di lettori

E il comunicato stampa diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 14 febbraio 2020 da un lato ribadisce che tutte le forze sono concentrate sull’Irpef e dall’altro lascia comunque aperta la strada di una piccola riforma IVA.

Nel testo si legge:

“L’esecutivo intende incentrare la riforma fiscale sull’Irpef e di conseguenza non sta lavorando sull’Iva.

Non è pertanto previsto alcun aumento dell’imposta, in linea con l’impegno più volte ribadito dal Governo a disinnescare tutte le restanti clausole di salvaguardia; il riferimento a eventuali possibili future limitate rimodulazioni, che alcuni organi di informazione hanno estrapolato da un ragionamento che chiaramente ribadiva quanto sopra, si limita a non escludere la possibilità di interventi minori, analoghi a quello che ha portato alla riduzione dell’Iva sugli assorbenti compostabili, che tuttavia non sono allo studio nel quadro del lavoro sulla riforma fiscale”.

Sebbene non sia ancora neanche tracciata dal governo una via della riforma IVA, i lettori di Informazione fiscale che hanno partecipato al sondaggio hanno già le idee molto chiare sulle misure più utili: semplificare gli adempimenti per le imprese è la risposta che mette d’accordo il 56% dei partecipanti all’indagine.

“Troppo tempo sottratto al LAVORO per occuparsi a farneticanti pastoie burocratiche”.

Netto ma eloquente il commento di Claudia B.

Debutta a brevissimo una delle ultime semplificazioni introdotte: la possibilità di evitare la trasmissione delle LIPE del quarto trimestre inviando la dichiarazione IVA in anticipo. Ma non è abbastanza. Per migliorare le procedure del sistema IVA c’è bisogno di un cambio di rotta, sottolinea Monica D.C:

“Si parla sempre di semplificazione fiscale ma nella pratica le attività legate agli adempimenti fiscali sono sempre più complicate (vedi la necessità di spaccare il credito Iva in quota relativa al 2020 e quota relativa al 2019 per le fatture registrate nel 2020 ma ricevute nel 2019)”.

Riforma IVA, rivedere l’associazione tra aliquote e prodotti tra le priorità

Migliorare la classificazione dei beni e l’associazione con le diverse aliquote è il secondo obiettivo da perseguire in ordine di importanza: l’ipotesi ha messo d’accordo il 19% dei lettori di Informazione Fiscale che hanno partecipato al sondaggio sull’impianto di una eventuale riforma IVA.

Le aliquote IVA sono quattro: 4%, 5%, 10% e 22%. E spesso l’associazione tra prodotto e percentuale da applicare non è immediatamente comprensibile. Ad esempio il basilico, il rosmarino e la salvia, sia freschi che sotto forma di piante, sono soggetti a un’aliquota del 5%, la stessa percentuale è applicabile anche all’origano, ma solo se è a rametti o sgranato.

O ancora, stando alle ultime novità introdotte con il Decreto Fiscale, l’IVA sugli assorbenti è scesa al 5%, ma solo se compostabili. In tutti gli altri casi resta al 22%.

In altre parole, non solo ci sono valori diversi per prodotti simili ma in alcuni casi le regole cambiano anche per lo stesso prodotto. La normativa IVA assume l’aspetto di un labirinto in cui è difficile orientarsi.

Il metodo migliore, secondo i lettori, per associare in maniera corretta le aliquote ai beni consiste nel distinguere innanzitutto i beni di lusso e i beni di prima necessità.

“Non è possibile che dei prodotti personali abbiano l’IVA al 22% dentifricio, assorbenti, saponette comuni, carta igienica ecc...”

Afferma Luca M.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Angelo S. propone la sua ricetta per la riforma IVA:

“Sarebbe opportuno rivedere la classificazione dei beni e le aliquote IVA; in questo modo i beni ed i servizi, diciamo primari ed indispensabili (es. cibo, medicinali, ecc.) sconterebbero un’aliquota più bassa in un sistema a due sole aliquote, mentre il resto dei beni e dei servizi sconterebbero quella più alta.

Ciò porterebbe ad un maggior gettito d’imposta ed una semplificazione del sistema, lasciando inalterato l’attuale impianto di esenzioni, esclusioni e non imponibilità”.

Riforma IVA? Semplificare gli adempimenti, rimodulare le aliquote, rivedere la classificazione dei prodotti

Effettivamente “ottimizzare regimi speciali ed esenzione”, tra le misure proposte ai lettori, è quella che ha riscosso il successo minore: solo il 10% l’ha individuata come necessaria all’interno di una riforma IVA.

Rientra, invece, come terza nel podio delle priorità la rimodulazione delle aliquote IVA da intendersi come una modifica dei valori numerici: passare l’aliquota del 10% al 12% o quella 22% al 21%, solo per fare delle ipotesi.

Una fetta del 13% dei lettori la individua come una misura valida per rinnovare il sistema.

La proposta di F.V. è una sintesi che prevede una revisione del valore delle aliquote e una migliore associazione tra percentuale e prodotti a cui applicarla

“(Ci sarebbe bisogno di) rimodulare le aliquote in modo che siano più eque, abbassarle per i beni di prima necessità e alzarle per i beni di lusso”.

Dai commenti emerge che, al di là della scelta secca, sono in tanti a propendere per una riforma IVA che adotti più di una modifica per il sistema.

Semplificare, rivedere le aliquote e riorganizzare la classificazione sono i tre ingredienti principali di una ricetta che metterebbe d’accordo la maggioranza, almeno tra i lettori.

Ma intanto, come più volte ha sottolineato lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze, per il momento il governo sulla riforma IVA resta fermo ed estremamente cauto.

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