Quadro RU: come rispondere all’avviso bonario?

Francesco Oliva - Dichiarazione dei redditi

Si moltiplicano i casi di invio di avvisi bonari da parte dell'Agenzia delle Entrate per mancata o non corretta indicazione del credito agevolato nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. Ecco come risolvere in questi casi

Quadro RU: come rispondere all'avviso bonario?

Recentemente sono aumentati moltissimo gli avvisi bonari inviati dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti per mancata o non corretta indicazione di agevolazioni fiscali in termini di crediti d’imposta all’interno del quadro RU della dichiarazione dei redditi.

Spesso la risoluzione di criticità come questa è semplice e può essere portata avanti con il servizio telematico CIVIS dell’Agenzia delle Entrate.

In altri casi, invece, occorre prestare attenzione alla genesi del credito d’imposta, per verificare nuovamente se, a livello giuridico, tutto giri correttamente.

Mancata indicazione di un credito effettivamente maturato: come rispondere all’avviso bonario ricevuto dall’Agenzia delle Entrate

Prendiamo il caso segnalato a Informazione Fiscale da Antonio S., commercialista di Salerno, che ha ricevuto un avviso bonario relativo al Modello Redditi SC 2024 periodo d’imposta 2023 di una S.r.l. sua cliente.

La motivazione è la mancata indicazione di un credito d’imposta derivante dal bonus pubblicità nel quadro RU.

Per correggere questa dimenticanza Antonio:

  • ha predisposto e inviato la dichiarazione integrativa con il quadro Ru completo dell’indicazione mancante inizialmente;
  • successivamente ha scritto via Civis all’Agenzia delle Entrate, comunicando il numero di protocollo telematico della dichiarazione integrativa inviata e, contestualmente, spiegando la correzione fatta;
  • l’Agenzia delle Entrate ha sgravato totalmente l’avviso bonario nel giro di due giorni lavorativi.

Quindi un caso molto semplice.

Attenzione però a due aspetti operativi, che in questa sede riteniamo utile precisare.

Innanzitutto, sui termini dell’invio del Civis. Considerando che l’Agenzia delle Entrate normalmente necessita di una decina di giorni per acquisire i dati telematici, si consiglia di inviare l’istanza di annullamento tramite Civis solo a partire dall’undicesimo giorno successivo all’invio.

In merito, invece, al Concordato Preventivo Biennale, si precisa che se si tratta di un contribuente aderente la modifica del quadro RU non inficia l’adesione al CPB medesimo.

Non corretta indicazione degli importi relativi a un credito non maturato o maturato solo in parte: come rispondere all’avviso bonario ricevuto dall’Agenzia delle Entrate

Abbiamo poi un altro caso che recentemente è stato più volte segnalato dai professionisti ovvero la non corretta indicazione degli importi relativi a un credito non maturato o maturato solo in parte.

Trattandosi di una casistica più complessa rimandiamo lettrici e lettori ad affrontarla con noi durante il webinar formativo gratuito (per gli iscritti alla newsletter di Informazione Fiscale) che si terrà il prossimo lunedì 27 aprile alle 15.00 e che tratterà le principali novità della campagna dichiarativa che gli studi professionali dovranno attenzionare:

Sarà il primo di una serie di approfondimenti operativi sulla dichiarazione dei redditi 2026, si terrà lunedì 27 aprile dalle 15.00 alle 16.30 su Academy, la nostra piattaforma di formazione professionale online, con il seguente programma:

  • IRPEF e nuovi limiti alle detrazioni: come gestire la dichiarazione dei redditi 2026;
  • Le nuove regole sui familiari a carico;
  • La tassazione degli immobili: focus su locazioni brevi e quadro RB;
  • La gestione degli avvisi relativi al quadro RU: risoluzione di un caso comune per il quale si riceve l’avviso bonario;
  • La corretta compilazione del quadro RS per i contribuenti in regime forfettario e alcuni consigli per affrontare i “nuovi controlli fiscali” sul regime di vantaggio.

Quadro RU dichiarazione dei redditi: struttura e logica di compilazione

Il Quadro RU è una delle sezioni più trasversali dei modelli dichiarativi (Redditi PF, SP, SC e ENC).

La sua funzione primaria è quella di monitorare i crediti d’imposta derivanti da agevolazioni fiscali concesse alle imprese, garantendo all’Amministrazione Finanziaria una tracciatura puntuale dalla nascita del credito fino al suo esaurimento.

Il quadro si presenta con una struttura modulare, suddivisa in diverse sezioni che variano leggermente a seconda della tipologia di contribuente, ma che mantengono una logica di fondo comune:

  • Sezione I - Crediti d’imposta comuni: è il fulcro del quadro. Qui vengono indicati i crediti più diffusi (es. Ricerca e Sviluppo, Formazione 4.0, Investimenti in beni strumentali). Ogni credito è identificato da uno specifico codice credito riportato nelle istruzioni ministeriali;
  • Sezione II e III: dedicate a crediti specifici o a regimi di monitoraggio particolari (es. caro petrolio o crediti per il recupero ambientale);
  • Sezione IV: riservata ai dati relativi ai limiti di utilizzo e ai calcoli per specifiche agevolazioni.
  • Sezione V: dedicata alla verifica degli investimenti effettuati (es. Transizione 4.0).

La compilazione non è una semplice fotografia, ma segue una logica di movimentazione contabile.

Per ogni codice credito inserito nella Sezione I, il contribuente deve dichiarare:

1. Residuo (RU2): l’importo del credito non utilizzato proveniente dalla dichiarazione dell’anno precedente;
2. Credito maturato nel periodo (RU3): ammontare spettante per gli investimenti effettuati nell’anno d’imposta di riferimento;
3. Utilizzo in compensazione (RU5): importo utilizzato tramite modello F24 nel corso dell’anno (e questo elemento, apparentemente semplice, spesso genera dubbi che possono portare ad errori banali, risolvibili come spiegato sopra);
4. Residuo da riportare (RU12): somma che verrà trascinata all’anno successivo (RU2 + RU3 - RU5).

Sebbene il Quadro RU sia pressoché identico nella forma, la logica di compilazione cambia in base alla natura del soggetto:

  • Società di Capitali (Modello Redditi SC) - Le società di capitali utilizzano il credito direttamente. Il flusso rimane interamente all’interno del quadro RU della società;
  • Società di Persone (Modello Redditi SP) - Le società di persone (S.n.c., S.a.s.) spesso trasferiscono il credito ai soci in base alle quote di partecipazione. In questo caso, la società compila il quadro RU indicando nel rigo RU10 l’ammontare del credito attribuito ai soci. Il socio, a sua volta, riceverà la quota di credito e la indicherà nel proprio quadro RU della dichiarazione Redditi PF.
  • Persone fisiche (Modello Redditi PF) - Per l’imprenditore individuale, la logica è simile a quella della società di capitali. Se, invece, parliamo di un socio di una società di persone, questi compilerà il quadro RU indicando il credito ricevuto dalla società partecipata, sommandolo eventualmente ai propri crediti personali.

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Errori comuni e controlli

È fondamentale che i codici tributo utilizzati nei modelli F24 siano coerenti con i codici credito inseriti nel quadro RU.

Una discrepanza tra il maturato in dichiarazione e quanto effettivamente compensato in F24 fa scattare quasi automaticamente le comunicazioni di irregolarità (avvisi bonari) da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Una casistica l’abbiamo spiegata all’inizio di questo approfondimento.

Per le altre si rimanda agli approfondimenti operativi gratuiti su Academy, la piattaforma di formazione e informazione professionale di Informazione Fiscale.