ISA 2019: ANC e ADC chiedono la mobilitazione nazionale per la disapplicazione

Anna Maria D’Andrea - Studi di settore

ISA 2019, continua l'azione di protesta di ANC ed ADC che chiedono la mobilitazione nazionale per la disapplicazione totale. In una lettera inviata al MEF e all'Agenzia delle Entrate è stata richiesta in via urgente la sospendere gli indici sintetici di affidabilità fiscale.

ISA 2019: ANC e ADC chiedono la mobilitazione nazionale per la disapplicazione

Disapplicazione totale degli ISA nel 2019: la richiesta dell’ANC e dell’ADC e chiara ma, per aver seguito, necessita di una mobilitazione nazionale e condivisa, a partire dai singoli commercialisti.

Oggetto della discordia è il calcolo degli ISA, oggetto di modifiche per effetto del decreto del MEF diffuso il 17 agosto 2019.

Sospendere l’effetto degli indici di affidabilità fiscale è necessario, e l’Associazione Nazionale dei Commercialisti insieme all’Associazione Dottori Commercialisti hanno inviato a tal proposito due lettere di richiesta formale a MEF ed Agenzia delle Entrate.

Non solo: con il comunicato stampa diffuso nella serata del 28 agosto 2019 vengono illustrate in maniera puntuale le iniziative intraprese dalle due associazioni di categoria.

Si richiede una mobilitazione nazionale e condivisa, a partire dalle associazioni di categoria di imprese e professionisti e con un intervento condiviso da parte dei Garanti del Contribuente di tutte le Regioni.

ISA 2019: ANC e ADC chiedono la mobilitazione nazionale per la disapplicazione

Non si ferma l’operato di ANC ed ADC in merito alla richiesta di disapplicazione degli ISA nel 2019 in riferimento al calcolo necessario per la chiusura della dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2018.

Il comunicato stampa diffuso il 28 agosto informa sulle ultime azioni intraprese. In primis, l’invio da parte delle due associazioni dei commercialisti di una lettera al Ministero dell’Economia e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate affinché venga emanato un provvedimento di stop.

Poi, un sollecito a tutti i Garanti del Contribuente, affinché a fronte dell’aggravarsi della situazione di caos venga sottolineata in modalità condivisa la palese violazione delle norme previste dallo Statuto del Contribuente e nello specifico del termine di sessanta giorni previsto per la comunicazione di novità fiscali sia operative che normative.

Un’azione di protesta condivisa che tuttavia, per avere buon esito, necessità di una “mobilitazione dal basso”. L’Associazione Nazionale e l’Associazione dei Dottori Commercialisti hanno avviato:

“una massiccia operazione di sensibilizzazione presso tutti i commercialisti e le aziende clienti, affinché, anche da parte loro arrivi al MEF la richiesta di disapplicazione degli Isa.”

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Comunicato stampa ADC e ANC 28 agosto 2019
ISA: ADC E ANC CHIEDONO LA DISAPPLICAZIONE E PROMUOVONO INIZIATIVA NAZIONALE

Disapplicazione ISA 2019, mobilitazione nazionale

Usano toni particolarmente duri le due Associazioni di categoria dei commercialisti nella lettera indirizzata al MEF e all’Agenzia delle Entrate. La richiesta è quella di un atto di consapevolezza e responsabilità, “che riconosca il fallimento dell’operazione Isa e ne determini lo stop per quest’anno”.

Non è certo azzardato considerare un fallimento l’avvio degli ISA 2019, tenuto conto che ad oggi - oltre alle modifiche introdotte dal decreto di Ferragosto - ancora ci sono molte difficoltà sulle operazioni di calcolo del punteggio attribuito ai titolari di partita IVA.

Richiamando anche le recenti affermazioni del Vice Ministro ormai uscente, Massimo Bitonci, ANC ed ADC non allentano la presa sulla richiesta di disapplicazione degli ISA per il 2019.

In caso di mancato ascolto, saranno intraprese “ulteriori e più incisive azioni a tutela della categoria e dei contribuenti”.

Le imprese e i lavoratori autonomi non sono sudditi, ma i principali motori del sistema paese. Tenerli in ostaggio con strumenti statistici di dubbio funzionamento e ancor più dubbio esito non significa aiutare l’Italia a crescere e riprendersi, ma solo costruirsi un alibi nella lotta all’evasione.

L’esito di quello che si preannuncia come un vero e proprio braccio di ferro è incerto. Il momento politico è particolare ma non c’è tempo per attendere oltre.

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