Focus delle Entrate sul Decreto Fiscale 2020: dalle e-fatture all’IVA scuole guida

Rosy D’Elia - Fisco

Decreto Fiscale 2020 sotto la lente dell'Agenzia delle Entrate: dai controlli sulle fatture elettroniche all'IVA scuole guida. L'impegno nel contrasto all'evasione fiscale e la promessa di una maggiore qualità dei servizi: Antonino Maggiore con l'audizione in Commissione Finanze analizza freddamente le novità.

Focus delle Entrate sul Decreto Fiscale 2020: dalle e-fatture all'IVA scuole guida

L’Agenzia delle Entrate posa la sua lente di ingrandimento sul Decreto Fiscale 2020, dalle nuove regole sui controlli che riguardano le fatture elettroniche all’esenzione IVA per le scuole guida che svanisce, il direttore Antonino Maggiore, con l’audizione del 6 novembre in Commissione Finanze, passa a rassegna le novità in cui l’Amministrazione è coinvolta in prima linea.

Si sottolinea la “primaria rilevanza” che ha il tema del “contrasto all’evasione fiscale e alle frodi” nel testo del DL numero 124 del 2019, ma si fa un’analisi fredda e cauta delle nuove misure, della loro origine e dei loro potenziali effetti.

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Agenzia delle Entrate - Audizione sul Decreto Fiscale 2020 depositata alla Camera dei Deputati VI Commissione Finanze e Tesoro
Scarica l’audizione sul Decreto Fiscale 2020 del direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore depositata alla Camera dei Deputati VI Commissione Finanze e Tesoro il 6 novembre 2019.

Decreto Fiscale 2020 sotto la lente delle Entrate: dalle e-fatture all’IVA scuole guida

Ed è proprio il contrasto all’evasione fiscale, un fronte su cui l’Amministrazione Finanziaria lavora quotidianamente, sottolinea il testo.

“L’Agenzia delle entrate è fortemente impegnata su questi temi, nell’ambito dell’attuazione di una strategia basata sulla promozione della compliance da un lato e su strategie di controllo mirato dall’altro, sviluppando anche forme di collaborazione con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’Incentivo all’adempimento spontaneo e il contrasto ai fenomeni di evasione fiscale e di frode sono funzionali a garantire il principio di equità fiscale e a evitare l’insorgere di fenomeni che danneggiano l’economia, alterando la concorrenza e ostacolando la crescita e la competitività del nostro Paese”

Un altro importante obiettivo strategico dell’Agenzia delle entrate è rappresentato dall’“innalzamento della qualità dei servizi offerti alla collettività”.

Due temi diversi che si incontrano, per stessa ammissione del direttore Antonino Maggiore, su una stessa strada: la digitalizzazione dei servizi permette anche un maggiore controllo.

Partendo da questi due saldi presupposti, l’Agenzia delle Entrate si approccia al testo del Decreto Fiscale.

Dall’articolo 1, accollo di un debito fiscale, all’articolo 58, che prevede la revisione delle quote che i soggetti ISA devono versare in acconto, Antonino Maggiore passa a rassegna gli elementi che si inseriscono nel sistema fiscale del 2020.

Decreto Fiscale 2020 sotto la lente delle Entrate: misure necessarie sulle compensazioni

Il focus parte dalla novità che riguardano le compensazioni: il meccanismo di utilizzo dei crediti fiscali diventa più rigido e difficilmente accessibile con le regole che il DL numero 124 del 2019 introduce.

Una misura stringente ma necessaria, secondo quanto si legge nell’audizione della Commissione Finanze del 6 novembre 2019.

“Tuttavia, parallelamente al legittimo e fisiologico incremento nel ricorso all’istituto da parte della generalità dei contribuenti, si è assistito negli ultimi anni a un notevole aumento dell’utilizzo fraudolento dello stesso, attraverso la spendita di crediti inesistenti. La fenomenologia riscontrata, anche all’esito di numerose e importanti iniziative di controllo avviate sul territorio, appare ad altissimo impatto economico, oltre che notevolmente variegata, per cui – pur ritenendosi necessario tutelare l’esistenza dell’istituto della compensazione nel suo complesso – si è resa opportuna l’adozione di taluni mirati interventi normativi”.

Decreto Fiscale 2020, le novità sui controlli delle fatture elettroniche: l’Agenzia delle Entrate annuncia un tavolo tecnico

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore si sofferma su alcuni punti caldi al centro delle discussioni sulle novità fiscali degli ultimi giorni. L’articolo 14 del Decreto Fiscale 2020 ha acceso di nuovo i riflettori sul binomio fattura elettronica-privacy su cui da oltre un anno non si riesce a trovare un equilibrio.

Nella stessa sede della Commissione Finanze della Camera, il Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro ha definito sproporzionata la memorizzazione dei dati che riguardano le fatture elettroniche.

Ma il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, sottolinea la necessità dei controlli per effettuare un’“analisi del rischio di evasione fiscale”.

E annuncia un tavolo preventivo di confronto con il Garante per la protezione dei dati personali per definire le misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati, da adottare insieme alla Guardia di Finanza, coinvolta in prima linea.

Decreto Fiscale 2020, semplificazioni fiscali in ritardo: le motivazioni dell’Agenzia delle Entrate

Nel passare a rassegna le novità previste dal Decreto Fiscale, un altro chiarimento arriva sullo slittamento delle semplificazioni fiscali.

L’articolo 16 proroga, a partire dalle operazioni IVA effettuate dal 1° luglio
2020, l’obbligo di messa a disposizione da parte dell’Agenzia delle entrate delle bozze precompilate dei registri IVA e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche per i soggetti passivi IVA residenti e stabiliti in Italia.

E stabilisce che la bozza della dichiarazione IVA precompilata deve essere disponibile per i contribuenti a partire dalle operazioni IVA 2021.

Si sposta tutto in avanti a causa delle novità sullo scontrino elettronico introdotte dal Decreto Crescita dello scorso aprile.

Nel testo si legge:

“Tale proroga tiene conto di quanto disposto dall’articolo 12 quinquies del decreto legge n. 34 del 2019, che ha previsto più ampi termini per la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sia per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro (fino al 31 dicembre 2019, la trasmissione deve essere effettuata entro il mese successivo) sia per i soggetti con volume d’affari fino a 400.000 euro (fino al 30 giugno 2020, la trasmissione deve essere effettuata entro il mese successivo).

In sostanza, la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi a regime per tutti i soggetti IVA è prevista a decorrere dal 1° luglio 2020. Nel primo semestre del 2020, pertanto, in assenza di tutti i dati dei corrispettivi, l’Agenzia potrebbe fornire agli operatori IVA solo comunicazioni periodiche e registri incompleti, determinando un possibile disorientamento degli operatori”.

Ma in realtà sul fronte delle semplificazioni che riguardano l’IVA, ci sono difficoltà che vanno ben oltre i tempi. La complessità del sistema e della normativa rende complicato e lungo il passaggio a degli strumenti precompilati che i contribuenti possono utilizzare in completa autonomia.

Decreto Fiscale 2020, addio all’esenzione IVA per le scuole guida già annunciato dall’Agenzia delle Entrate

Un altro tema caldo è la fine dell’esenzione IVA per le scuole guida, in seguito all’adeguamento della normativa nazionale a quanto previsto a livello comunitario, che però l’Agenzia delle Entrate tratta in maniera molto fredda nell’audizione in Commissione Finanze.

L’allarme sull’obbligo di applicare l’IVA anche alle lezioni di guida era scattato proprio con la risoluzione numero 79 del 2019 dell’Agenzia diretta da Antonino Maggiore.

Il documento ha rappresentato una vera inversione di marcia da parte dell’Amministrazione finanziaria che aveva fatto pensare a un effetto retroattivo delle decisioni prese dalla Corte di Giustizia Europea.

Si era parlato, infatti, della necessità di emettere delle note di variazione e mettersi in regola. A distanza di un mese e messo, poi, è arrivato il Decreto Fiscale a fare chiarezza, e alla prima occasione utile per tornare sul tema l’Agenzia delle Entrate non chiarisce definitivamente quanto stabilito con la risoluzione né dà indicazioni particolari sul futuro ma si limita a sottolineare:

“L’articolo in commento, che prevede il trattamento di imponibilità a partire dal 1° gennaio 2020, contiene una disposizione secondo la quale sono fatti salvi i comportamenti difformi adottati dai contribuenti nel periodo compreso tra l’emanazione della sentenza e l’entrata in vigore della nuova disposizione”.

D’altronde, a parte poche eccezioni, con l’audizione in Commissione Finanze l’Agenzia delle Entrate tocca in superficie tutte le novità introdotte dal Decreto Fiscale, e si mantiene cauta.

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