Il 30 giugno è la scadenza del tax day per lavoratori dipendenti e pensionati. Dall'IRPEF alla cedolare secca, il conto del modello 730/2026 può essere pagato anche a rate
Dipendenti e pensionati alla prova del tax day.
Oggi, 30 giugno 2026, è la scadenza per il versamento di saldo e primo acconto della dichiarazione dei redditi.
Si parte con le imposte emerse dal modello 730/2026, dall’IRPEF alla cedolare secca sugli affitti.
Chi ha inviato la dichiarazione nella modalità senza sostituto d’imposta, dovrà procedere autonomamente al versamento, usando il modello F24. Negli altri casi, l’addebito sarà diretto sullo stipendio o sulla pensione.
Il conto dovuto può essere versato anche a rate, così come chi non ha ancora presentato la dichiarazione può sfruttare la chance di rinvio al 30 luglio, applicando sulle somme dovute la maggiorazione dello 0,40 per cento.
Tax day del 30 giugno 2026, chi paga e cosa: primo appuntamento alla cassa per il 730
L’appuntamento del 30 giugno di ciascun anno inaugura l’iter per il versamento di saldo e primo acconto delle imposte emerse dalla dichiarazione dei redditi.
Ad essere chiamati alla cassa sono i lavoratori dipendenti e i pensionati che, sulla base dei dati inseriti nel modello 730/2026, risultano a debito verso l’Erario.
Tra i casi più comuni quello dei dipendenti con più rapporti di lavoro nell’anno, nel caso di CU non conguagliate, ma anche di chi è tenuto a restituire in tutto o in parte i bonus riconosciuti in busta paga nel corso del 2025.
Per i pensionati, la presenza di un debito IRPEF può invece derivare dal possesso di diversi trattamenti, dalla contemporanea percezione di redditi da lavoro occasionale o dipendente, così come in caso di affitti.
Oltre all’IRPEF, il tax day del 30 giugno 2026 riguarda anche le ulteriori imposte calcolate in dichiarazione dei redditi, dalle addizionali comunali e regionali fino ad arrivare alla cedolare secca sugli affitti.
In tutti i casi, si ricorda che oltre al saldo relativo all’anno precedente, si paga anche la prima quota di acconto per il 2026, calcolata di base usando il metodo storico o, nei casi in cui si prevede un calo del reddito per l’anno in corso, il metodo previsionale.
Modello 730 senza sostituto, si paga con il modello F24
La gestione del pagamento cambia a seconda della modalità con cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi.
Per chi ha inviato il modello 730 indicando i dati del proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) la procedura è automatica. Le somme a debito verranno trattenute direttamente sullo stipendio o sulla pensione a partire dal mese di luglio.
Chi ha inviato il modello 730 nella modalità senza sostituto (ad esempio perché ha perso il lavoro) dovrà procedere al versamento in totale autonomia. In questo caso, è d’obbligo l’utilizzo del modello F24.
Versamenti a rate fino al 16 dicembre 2026, a novembre il secondo tax day
Il Fisco concede un po’ di flessibilità a chi si trova a dover versare cifre importanti, offrendo due opzioni di salvataggio.
La prima consiste nel pagamento a rate.
Sia il saldo che il primo acconto delle imposte emerse dal modello 730/2026 potranno essere versati in un massimo di sette quote.
Dopo la scadenza del 30 giugno, le successive sono fissate al giorno 16 di ciascun mese, fino a dicembre. Fa eccezione la terza rata dovuta ad agosto, che per effetto della proroga feriale potrà essere versata entro il giorno 20.
Chi non ha ancora presentato la dichiarazione o semplicemente ha bisogno di più tempo per liquidare le imposte, può sfruttare il rinvio dei versamenti al 30 luglio 2026, ma a una condizione: sulle somme dovute andrà applicata una maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.
Anche in questo caso sarà possibile versare il totale dovuto a rate, che passano però da un massimo di sette a sei.
| RATA | VERSAMENTO | INTERESSI % | VERSAMENTO (*) | INTERESSI % |
|---|---|---|---|---|
| 1ª | 30 giugno | 0,00 | 30 luglio | 0,00 |
| 2ª | 16 luglio | 0,17 | 20 agosto | 0,18 |
| 3ª | 20 agosto | 0,50 | 16 settembre | 0,51 |
| 4ª | 16 settembre | 0,83 | 16 ottobre | 0,84 |
| 5ª | 16 ottobre | 1,16 | 16 novembre | 1,17 |
| 6ª | 16 novembre | 1,49 | 16 dicembre | 1,5 |
| 7ª | 16 dicembre | 1,82 |
(*) In questo caso l’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40 per cento
Resta invece fissato al 30 novembre il termine per versare il secondo acconto delle imposte sui redditi, senza possibilità di rateizzazione.
Tax day a doppio binario per il 2026: per le partite IVA l’appuntamento è il 20 luglio
Il calendario dei pagamenti seguirà un doppio binario, con dipendenti e pensionati da un lato e titolari di partita IVA dall’altro.
Come di consuetudine, anche nel 2026 è arrivata la proroga per i soggetti ISA, frutto di un mix di modifiche normative e ritardi per la messa a punto dei software dell’Agenzia delle Entrate.
Professionisti e imprese potranno pagare entro il 20 luglio 2026, oppure entro il 20 agosto applicando alle somme dovute una maggiorazione dello 0,80 per cento.
Quello del 30 giugno è quindi solo il primo appuntamento previsto nel calendario delle scadenze estive, che vede come di consueto protagonisti assoluti i versamenti legati alla dichiarazione dei redditi.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dipendenti e pensionati, oggi il tax day. Alla cassa per il conto del 730/2026