Per le partite IVA che rientrano nel perimetro dei soggetti ISA, così come per i forfettari, il conto di saldo e primo acconto delle imposte 2026 sale in caso di rinvio ad agosto. Maggiorazione al raddoppio dopo la scadenza del 20 luglio
Per le partite IVA che applicano gli ISA e per i forfettari è tempo di versamenti.
Oggi, 20 luglio, è la scadenza per il pagamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte relative alla dichiarazione dei redditi, per effetto della proroga concessa dal decreto legge n. 89/2026.
Resta ammesso il differimento ai trenta giorni successivi, ma per chi sceglie di pagare ad agosto raddoppia la maggiorazione dovuta a titolo di interessi aggiuntivi.
Partite IVA, versamenti dopo il 20 luglio 2026 con maggiorazione raddoppiata
Quello del 20 luglio è il secondo importante tax day estivo per i contribuenti tenuti a versare le imposte relative alla dichiarazione dei redditi 2026.
Dopo l’appuntamento del 30 giugno, che ha interessato i titolari di redditi da lavoro dipendente e pensione e professionisti e imprese esclusi dalla proroga, la scadenza odierna chiama in causa i titolari di partita IVA rientranti nel perimetro dei soggetti ISA, inclusi coloro che applicano il regime forfettario.
Il perimetro delle somme dovute non cambia: è necessario versare il saldo 2025 così come il primo acconto 2026 di IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive, così come i contributi eccedenti il minimale, il diritto camerale e il saldo IVA annuale.
Se l’impianto delle regole generali non ha subito modifiche, a caratterizzare la stagione dei versamenti estivi per il popolo dei titolari di partita IVA è l’aggravio di interessi per chi sceglierà di differire il pagamento degli importi dovuti entro i 30 giorni successivi alla scadenza.
Alla cassa entro il 20 agosto con maggiorazione allo 0,80 per cento
La maggiorazione per il differimento raddoppia dallo 0,40 allo 0,80 per cento per l’anno in corso. La legittima possibilità di sfruttare la finestra estiva per pagare il conto dovuto è stata di fatto penalizzata dalla norma, contenuta nel comma 1, articolo 6 del DL n. 89/2026, che ha introdotto una deroga alle disposizioni ordinarie.
Sul tema si è a lungo dibattuto, anche considerando che l’importo extra applicato a titolo di interesse corrispettivo per il differimento rappresenta ad oggi un unicum, rispetto all’ormai consuetudinaria proroga dei versamenti concessa ai titolari di partita IVA.
Per le imprese e i professionisti con volumi d’affari più elevati, l’eccezione alla regola ordinaria diventa un costo extra di rilievo, trasformando il differimento ad agosto in una scelta da valutare con estrema attenzione.
Al di là delle cifre assolute, il vero nodo della questione è politico e comunicativo. La misura si inserisce infatti in un contesto in cui si sente costantemente sbandierare il vessillo della riduzione delle tasse, della tregua fiscale e del Fisco che “non disturba chi produce”.
Trovarsi di fronte a un raddoppio degli interessi stride fortemente con questa narrazione.
Sempre possibile il versamento delle imposte a rate
Al netto delle note critiche, è bene evidenziare che sia in caso di versamento il 20 luglio che in caso di scelta di differimento al 20 agosto, sarà possibile saldare il conto con le imposte a rate.
Di seguito il calendario dei termini da rispettare.
| RATA | VERSAMENTO | INTERESSI % | VERSAMENTO (*) | INTERESSI % |
|---|---|---|---|---|
| 1ª | 20 Luglio | 0,00 | 20 agosto | 0,00 |
| 2ª | 20 agosto | 0,18 | 16 settembre | 0,18 |
| 3ª | 16 settembre | 0,51 | 16 ottobre | 0,51 |
| 4ª | 16 ottobre | 0,84 | 16 novembre | 0,84 |
| 5ª | 16 novembre | 1,17 | 16 dicembre | 1,17 |
| 6ª | 16 dicembre | 1,50 |
(*) In questo caso l’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,80 per cento
Vale la pena sottolineare che il 30 novembre è in programma la scadenza del secondo acconto, sulla quale però al momento è esclusa la possibilità di rateizzazione.
Anche in questo caso, una promessa mancata: la legge delega n. 111/2023 in materia di riforma fiscale prevede, tra i principi e i criteri direttivi, una più omogenea distribuzione del carico fiscale per i titolari di partita IVA. Al momento però si tratta di buone intenzioni rimaste su carta.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA alla cassa, interessi extra per chi paga le imposte entro il 20 agosto 2026