Bonus ricerca e sviluppo, conferma per il 2022 e proroga lunga: novità nella Legge di Bilancio

Rosy D’Elia - Imposte

Bonus ricerca e sviluppo, le novità della Legge di Bilancio 2022: confermato al 20 per cento per tutto il prossimo anno, passa poi al 10 per cento con una scadenza lunga al 31 dicembre 2031. La proroga riguarda anche altre forme di credito d'imposta: una panoramica su tempi, misure e limiti differenziati per le diverse tipologie di investimenti.

Bonus ricerca e sviluppo, conferma per il 2022 e proroga lunga: novità nella Legge di Bilancio

Bonus ricerca e sviluppo, come cambia con la Legge di Bilancio 2022? Tutto resta uguale ancora per un anno, ma la Manovra in via di approvazione contiene una proroga lunga: il credito d’imposta dal 2023 si riduce ma arriva fino al 31 dicembre 2031.

Le novità contenute nel testo, che ha ottenuto il via libera del Senato e passerà alla Camera il 28 dicembre, allungano anche i tempi degli altri crediti d’imposta legati all’innovazione: una panoramica su scadenze, misura e limiti differenziati per le diverse tipologie di investimenti.

Bonus ricerca e sviluppo, conferma per il 2022 e proroga lunga: novità nella Legge di Bilancio

Il bonus ricerca e sviluppo sarà accessibile anche nel 2022 alle stesse condizioni previste per l’anno che sta per concludersi: lo ha stabilito la scorsa Legge di Bilancio e lo conferma quella in arrivo in cui non mancano, però, le novità sul futuro.

La Legge n. 178/2020, rivedendo tempi e misura dell’agevolazione, ha previsto per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, un credito d’imposta pari al 20 per cento delle spese di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale sostenute fino al 31 dicembre 2022 ed entro i limiti di 4 milioni di euro.

Con la Manovra in arrivo, la vita del bonus ricerca e sviluppo si allunga fino al 2031, ma i parametri del beneficio a cui si ha diritto cambiano:

  • si riduce la percentuale del credito d’imposta dal 20 al 10 per cento;
  • il limite di spesa cresce da 4 a 5 milioni di euro.

Viene introdotto dal 2023 un credito di imposta del 10 per cento della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a dodici mesi. A prevederlo è il comma 45 dell’articolo 1 del testo approvato al Senato lo scorso 24 dicembre.

Il campo di applicazione del bonus ricerca e sviluppo resta lo stesso, si ha diritto al credito d’imposta per le seguenti spese:

  • spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo;
  • quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo;
  • spese per contratti di ricerca extra muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.
  • quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale
  • spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

Bonus ricerca e sviluppo e non solo: come cambiano con le novità della Legge di Bilancio 2022

Le novità della Legge di Bilancio 2022 non prevedono, però, solo una proroga con la revisione di percentuale e limiti per il bonus ricerca e sviluppo standard, ma anche per tutti gli altri crediti d’imposta collegati ad altri investimenti innovativi:

  • attività di innovazione tecnologica;
  • attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
  • attività di design e ideazione estetica finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali.

In questi casi la data di scadenza per l’accesso alle agevolazioni viene portata al 2025 con modifiche rispetto a limiti e percentuali nel corso del tempo.

Di seguito una panoramica completa.

AgevolazionePeriodoPercentuale del credito d’impostaLimite massimo
Credito d’imposta ricerca e sviluppo Fino al 31 dicembre 2022 20 per cento 4 milioni
Fino al 31 dicembre 2031 10 per cento 5 milioni
Credito d’imposta Innovazione tecnologica Fino al 31 dicembre 2023 10 per cento 2 milioni
Fino al 31 dicembre 2025 5 per cento 2 milioni
Innovazione tecnologica per progetti e per processi transizione ecologica innovazione digitale 4.0 Fino al 31 dicembre 2022 15 per cento 2 milioni
Fino al 31 dicembre 2023 10 per cento 4 milioni
Fino al 31 dicembre 2025 5 per cento 4 milioni
Design e ideazione estetica e attività relative ai software Fino al 31 dicembre 2023 10 per cento 2 milioni
Fino al 31 dicembre 2025 5 per cento 2 milioni

Possono beneficiare del bonus ricerca e sviluppo e degli altri crediti d’imposta, utilizzabili in compensazione, nei tempi indicati tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d’impresa, che effettuano investimenti in una delle attività ammissibili.

Per accedere ai benefici è necessario avere a disposizione la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Inoltre, le imprese beneficiarie devono redigere e conservare una relazione tecnica con finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta.

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