Superbonus, cessione del credito e SAL: sì al pagamento anticipato, ma i lavori vanno ultimati

Superbonus, cessione del credito al raggiungimento del SAL del 30 per cento: al pagamento anticipato deve seguire il completamento dei lavori preventivati, pena il venir meno della detrazione fiscale. A specificarlo è il MEF, nella risposta in Commissione Finanze della Camera del 17 novembre 2021.

Superbonus, cessione del credito e SAL: sì al pagamento anticipato, ma i lavori vanno ultimati

Superbonus, la cessione del credito una volta raggiunto un SAL pari almeno al 30 per cento non fa venir meno l’obbligo di ultimare i lavori.

Se da un lato il pagamento anticipato degli acconti consente di recuperare prima la detrazione riconosciuta, mediante cessione del credito o sconto in fattura, ai fini del consolidamento del diritto all’agevolazione resta imprescindibile completare il 100 per cento dei lavori preventivati.

Ad evidenziarlo è il Sottosegretario al MEF, Federico Freni, nel corso delle risposte alle interrogazioni in Commissione Finanze della Camera del 17 novembre 2021. Una regola che si applica non solo al superbonus, ma anche agli altri bonus fiscali sulla casa, come già evidenziato in relazione al bonus facciate del 90 per cento.

In caso di mancato completamento dei lavori viene quindi meno il diritto alla detrazione fiscale e la quota già fruita in relazione allo stato di avanzamento dei lavori (SAL), dovrà essere restituita maggiorata di sanzioni e interessi.

Superbonus, cessione del credito e SAL: sì al pagamento anticipato, ma i lavori vanno ultimati

Secondo quanto previsto dal comma 1-bis, articolo 121 del decreto Rilancio, l’opzione relativa alla cessione del credito e allo sconto in fattura può essere esercitata in relazione a ciascun SAL, non più di due e a patto che ciascuno stato di avanzamento lavori si riferisca almeno al 30 per cento dell’intervento complessivo per quel che riguarda il superbonus.

Regole generali per le quali, all’atto pratico, si rendono necessari continui chiarimenti, l’ultimo dei quali è stato fornito nel corso delle interrogazioni in Commissione Finanze della Camera del 17 novembre 2021.

Il quesito rivolto al MEF riguarda nello specifico il superbonus del 110 per cento e le conseguenze previste qualora, dopo il pagamento di acconti al raggiungimento di SAL del 30 per cento e a seguito della cessione del credito, il contribuente non riesca a completare il 100 per cento dei lavori preventivati.

Il Sottosegretario al Ministero dell’Economia evidenzia che la possibilità di anticipare la fruizione dell’agevolazione in relazione al SAL, optando per la cessione del credito o lo sconto in fattura, non fa venir meno l’obbligo di ultimare i lavori:

“La mancata effettuazione degli interventi, al pari dell’eventuale assenza di altro requisito richiesto dalla norma - quale, tra gli altri, il raggiungimento degli obiettivi prestazionali richiesti in termini di risparmio energetico o antisismici - determinerà il recupero della detrazione indebitamente fruita, sia pure nella modalità alternativa dello sconto in fattura/cessione del credito d’imposta, maggiorato degli interessi e delle sanzioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.”

Il fornitore che ha applicato lo sconto, così come i cessionari del credito fruito, saranno inoltre considerati responsabili in solido con il contribuente beneficiario per il pagamento dell’importo corrispondente alla detrazione fruita e non spettante, così come dei relativi interessi.

Risposta all’interrogazione in Commissione Finanze della Camera del 17 novembre 2021
5-07055 Fragomeli: Chiarimenti per l’accesso ai benefici fiscali di cui al decreto legge n. 34 del 2020 da parte dei contribuenti con riferimento allo stato di avanzamento dei lavori

Superbonus, SAL e cessione del credito: per la detrazione conta la data di sostenimento delle spese

Nell’intervento del 17 novembre 2021 il Sottosegretario al MEF evidenzia un ulteriore aspetto meritevole di nota: il superbonus del 110 per cento spetta in relazione al periodo di sostenimento delle spese, “risultando, invece, indifferente la data di ultimazione degli interventi agevolabili.”

Si tratta di una specifica chiara che, sebbene fosse già nota, appare particolarmente interessante alla luce dei termini differenziati per la fruizione del superbonus 110 per cento previsti dalla Legge di Bilancio 2022.

Il pagamento anticipato delle spese, con la possibilità di esercitare le opzioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura mediante il meccanismo dei SAL, consente di “salvare” il diritto a beneficiare dell’agevolazione a prescindere dalla data di ultimazione dei lavori.

Gli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio non fissano infatti un termine entro il quale ultimare i lavori, fermo restando che risulta in ogni caso necessario che gli interventi siano completati integralmente. Un requisito fondamentale per “cristallizzare” il diritto alla detrazione fiscale, del quale era già stata data evidenziata in relazione ai pagamenti anticipati relativi al bonus facciate.

Il MEF consolida ora la propria interpretazione che, in maniera inequivocabile, si applica anche in relazione ai lavori rientranti nel superbonus del 110 per cento. Il meccanismo dei SAL agevola l’accesso alla detrazione, ma senza sconti sulle condizioni da rispettare.

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