Nei prossimi mesi dall'INPS partiranno oltre 33.000 lettere sulla situazione contributiva delle imprese. È l'effetto della sperimentazione ISAC: come e quando rispondere
Da marzo 2026 parte il dialogo tra l’INPS e le attività di commercio all’ingrosso alimentare e le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere per la verifica delle posizioni contributive.
In questo mese sono in programma oltre 12.000 lettere di compliance per comunicare le anomalie emerse dall’applicazione sperimentale dei nuovi indici contributivi ISAC.
Dopo questo primo invio, gli avvisi dell’INPS arriveranno tramite la piattaforma SEND a tutte le aziende analizzate per un totale di oltre 33.000 posizioni, a prescindere dagli esiti dell’analisi.
Non c’è né l’obbligo di rispondere all’Istituto, né una scadenza per farlo. Ma tramite il portale istituzionale sarà possibile chiedere chiarimenti e fornire dei dati per motivare eventuali scostamenti.
Lettere dall’INPS in arrivo sugli ISAC: non ci sono obblighi, né scadenze
Le lettere di compliance inviate a partire da questo mese riguardano gli ISAC, indicatori statistico-economici “elaborati mediante una metodologia che combina l’utilizzo di dati di natura contributiva e di natura fiscale, per verificare la congruità della forza lavoro dichiarata dal datore di lavoro; la finalità della loro elaborazione risiede nella necessità di individuare e prevenire la sottrazione di basi imponibili all’imposizione contributiva”, spiega l’Istituto.
Si tratta di nuovi parametri di verifica sulle posizioni aziendali sono stati introdotti in via sperimentale nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Gli avvisi che riceveranno le imprese dei primi due settori analizzati, commercio all’ingrosso alimentare e strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, scattano una fotografia della situazione contributiva delle imprese tramite i risultati derivanti dal calcolo degli ISAC.
Tutti i datori riceveranno le lettere, a prescindere dalla presenza o meno di anomalie: la ricezione, infatti, non presuppone di per sé nessuna irregolarità per l’impresa.
“L’obiettivo dell’attività di compliance, infatti, consiste nella possibilità per il datore di lavoro, sulla base dei dati trasmessi dall’Istituto, di operare una valutazione complessiva dell’aderenza della prassi aziendale alla normativa in materia di lavoro, adeguandosi ove necessario; l’adeguamento spontaneo eventualmente posto in essere, pertanto, non deve riguardare solo l’anno oggetto di analisi ma può riguardare tutti i periodi, anche futuri, che, a seguito della valutazione condotta, necessitino di aggiustamenti”.
Spiega l’Istituto nella circolare n. 26 del 2026.
E dal momento che questa campagna di comunicazioni è finalizzata ad aprire un dialogo tra l’INPS e le aziende, sarà possibile in ogni caso attivare un botta e risposta con l’Istituto per chiarire ulteriormente il quadro contributivo tramite il cassetto previdenziale.
Lettere dall’INPS in arrivo sugli ISAC: risposte e dati nel cassetto previdenziale
Da un lato le imprese potranno chiedere chiarimenti all’INPS e in presenza di eventuali dubbi o incertezze rispetto a eventuali anomalie emerse dall’applicazione dell’ISAC, dall’altro potranno anche fornire dati e informazioni utili a chiarire la natura degli scostamenti emersi.
In questo caso, i datori di lavoro possono utilizzare l’apposito template predisposto per i due ISAC per dialogare con l’INPS sulle lettere ricevute.
Tramite la procedura è possibile effettuare le seguenti operazioni:
- evidenziare la causa dello scostamento dell’indicatore: consente al datore di lavoro di esporre e documentare le ragioni plausibili per cui il valore dell’indicatore è fuori dalla fascia di normalità;
- comunicare azioni correttive in UniEmens effettuate a seguito della ricezione della lettera di compliance;
- richiedere chiarimenti sui dati contributivi utilizzati, opzione che può essere utilizzata per approfondimenti relativi ai dati del flusso UniEmens utilizzati.
Una volta compilato, il template deve essere inoltrato tramite la funzione Comunicazione Bidirezionale del cassetto previdenziale del contribuente insieme alla eventuale documentazione a supporto.
Questa operazione, però, è del tutto volontaria: “non sono richiesti adempimenti specifici di ricalcolo e/o conteggi da parte dei datori di lavoro, né alcuna rettifica/modifica obbligatoria dei dati”, chiarisce l’INPS nella circolare n. 26 del 6 marzo 2026 che riporta tutti i dettagli sulla campagna di compliance.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dall’INPS lettere di compliance sulla posizione contributiva: come e quando rispondere