Cittadine e cittadini possono scegliere di non far confluire le spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi precompilata 2026 con effetti anche sui controlli: prima scadenza per l'opposizione in arrivo
Le spese sanitarie rappresentano la fetta più consistente di informazioni che l’Agenzia delle Entrate elabora per mettere a punto la dichiarazione dei redditi precompilata: l’anno scorso hanno superato quota un miliardo.
Ma i cittadini e le cittadine che nel 2025 hanno sostenuto dei costi per la loro salute, dagli acquisti in farmacia alle visite specialistiche, possono opporsi all’utilizzo dei dati da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Fino al 2 febbraio la comunicazione può essere inviata direttamente all’Agenzia delle Entrate, dopodiché si passa al portale del sistema Tessera Sanitaria.
Resta sempre possibile, poi, inserire le spese detraibili nel modello 730 o modello Redditi, mentre per chi si oppone all’utilizzo dei dati non si applicano le novità sugli eventuali controlli che riguardano i documenti di spesa.
Opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi precompilata: le date di scadenza
A partire dai 16 anni è possibile scegliere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi 2026 tutte o solo alcune delle spese sanitarie sostenute nell’anno precedente.
Per opporsi all’utilizzo dei dati è possibile inviare una apposita comunicazione fino alla scadenza del 2 febbraio 2026 (visto che il 31 gennaio cade di sabato). Entro la stessa data anche le farmacie e le parafarmacie, ma anche le strutture sanitarie accreditate al Sistema Sanitario Nazionale, le strutture appartenenti alla Sanità militare, medici chirurghi e professioniste e professionisti sanitari, un’ampia platea di soggetti che operano nella sanità è chiamata a comunicare al sistema Tessera Sanitaria le spese che i cittadini e le cittadine hanno sostenuto nel 2025 per la loro salute.
La comunicazione di opposizione deve riportare i seguenti dati:
- tipologia (o tipologie) di spesa da escludere;
- dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita);
- codice fiscale;
- numero della tessera sanitaria e relativa data di scadenza.
Per l’invio si può procedere in diversi modi:
- con una e-mail alla casella di posta elettronica dedicata [email protected];
- telefonando a un centro di assistenza multicanale (numero verde 800909696, 0697617689 da cellulare, +39 0645470468 dall’estero).
Per i più giovani la comunicazione deve arrivare dai tutori o dai rappresentanti legali. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche un apposito modello da trasmettere insieme a una copia del documento di identità, ma via telefono o email è possibile comunicare l’opposizione all’utilizzo dei dati sanitari anche in forma libera.
Anche oltre la scadenza del 2 febbraio sarà possibile porre il proprio veto sull’utilizzo dei dati delle spese sanitarie nella precompilata, ma seguendo una strada diversa.
Dal 9 febbraio al 9 marzo, bisognerà accedere all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria, consultare l’elenco dei costi sostenuti nel 2025 e selezionare le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione all’invio dei relativi dati all’Agenzia delle Entrate.
| Date e scadenze | Modalità di opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie |
|---|---|
| Dal 1° ottobre 2025 al 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio cade di sabato) | Direttamente all’Agenzia delle Entrate tipologia (o tipologie) di spesa da escludere, dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita), codice fiscale, numero della tessera sanitaria e relativa data di scadenza |
| Dal 9 febbraio 2026 al 9 marzo 2026 (l’8 marzo cade di domenica) | Tramite il Sistema Tessera Sanitaria consultando l’elenco delle spese sanitarie e selezionando le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione all’invio dei relativi dati all’Agenzia delle Entrate per l’elaborazione della dichiarazione precompilata |
Spese sanitarie inaccessibili per i controlli dell’Agenzia delle Entrate in caso di opposizione
Chi invia questa comunicazione in una delle due modalità ammesse non troverà nella precompilata 2026 le spese sanitarie che non ha messo a disposizione dell’Amministrazione finanziaria.
I cittadini e le cittadine che si trovano fiscalmente a carico di un familiare rendono inaccessibili i dati anche a chi presenta la dichiarazione dei redditi.
Con questa operazione, però, non si rinuncia alla possibilità di beneficiare della detrazione per le spese sanitarie: in fase di modifica della precompilata è sempre possibile inserire i dati per ottenere lo sconto IRPEF del 19 per cento.
Mentre l’opposizione incide anche sulle modalità con cui l’Agenzia delle Entrate può agire in caso di controlli formali. A partire dalle informazioni del 2025 diventa operativo l’accesso ai documenti di spesa di cittadini e cittadine da parte dell’Amministrazione finanziaria, ma la procedura diretta non è applicabile per chi si è opposto all’utilizzo dei dati.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi precompilata: scadenza in arrivo