Spese sanitarie nella precompilata 2026: entro oggi i dati, più tempo per l’opposizione

Rosy D’Elia - Dichiarazione dei redditi

Entro oggi al sistema TS arrivano i dati delle spese sanitarie, cittadine e cittadini possono scegliere di non far confluire le informazioni nella dichiarazione dei redditi fino ai primi di marzo

Spese sanitarie nella precompilata 2026: entro oggi i dati, più tempo per l'opposizione

Le spese che i cittadini e le cittadine hanno sostenuto per la loro salute nel 2025 vengono trasmesse dagli operatori del settore entro oggi, 2 febbraio 2026, al sistema Tessera Sanitaria.

Dopo anni di riscritture del calendario da rispettare, per l’invio dei dati debutta la cadenza annuale: l’obbligo interessa coloro che operano nella sanità e sono tenuti a trasmettere le informazioni che poi l’Agenzia delle Entrate utilizzerà per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. Questi dati l’anno scorso hanno superato quota un miliardo.

Ma i cittadini e le cittadine che nel 2025 hanno sostenuto dei costi per la loro salute, dagli acquisti in farmacia alle visite specialistiche, possono anche scegliere di opporsi all’utilizzo dei dati da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Sempre entro la scadenza del 2 febbraio la comunicazione può essere inviata direttamente all’Agenzia delle Entrate, dopodiché resta possibile porre il proprio veto ma si passa al portale del sistema Tessera Sanitaria.

Anche chi non trova già le spese sanitarie detraibili nel modello 730 o modello Redditi precompilato può inserirle in un secondo momento.

Precompilata 2026: da farmacie, medici e strutture del SSN le spese sanitarie

Entro oggi, lunedì 2 febbraio, le farmacie e le parafarmacie, ma anche le strutture sanitarie accreditate al Sistema Sanitario Nazionale, le strutture appartenenti alla Sanità militare, medici chirurghi e professioniste e professionisti sanitari, un’ampia platea di soggetti che operano nella sanità devono comunicare al sistema Tessera Sanitaria le spese che i cittadini e le cittadine hanno sostenuto nel 2025 per la loro salute.

A stabilire la scadenza da rispettare è il provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre scorso che rende operative le disposizioni del decreto adempimenti, adottato nell’ambito della riforma fiscale e riscritto nel corso del 2025 per arrivare, dopo diverse revisioni, a un invio con cadenza annuale.

Trasmissione dati al sistema Tessera SanitariaScadenza
Spese sanitarie relative a tutto il 2025 2 febbraio 2026
Modifica dei dati trasmessi Fino al 9 febbraio 2026
Invio dei dati di spesa veterinaria 16 marzo 2026
Modifica delle spese veterinarie 23 marzo 2026

Precompilata 2026: la scelta sull’inserimento delle spese sanitarie

Sempre entro la data del 2 febbraio, a partire dai 16 anni, è possibile scegliere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi 2026 tutte o solo alcune delle spese sanitarie sostenute nell’anno precedente.

Per opporsi all’utilizzo dei dati è possibile inviare una apposita comunicazione fino alla scadenza del 2 febbraio 2026 (visto che il 31 gennaio è caduto di sabato).

La comunicazione di opposizione deve riportare i seguenti dati:

  • tipologia (o tipologie) di spesa da escludere;
  • dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita);
  • codice fiscale;
  • numero della tessera sanitaria e relativa data di scadenza.

Per l’invio si può procedere in diversi modi:

  • con una e-mail alla casella di posta elettronica dedicata [email protected];
  • telefonando a un centro di assistenza multicanale (numero verde 800909696, 0697617689 da cellulare, +39 0645470468 dall’estero).

Per i più giovani la comunicazione deve arrivare dai tutori o dai rappresentanti legali. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche un apposito modello da trasmettere insieme a una copia del documento di identità, ma via telefono o email è possibile comunicare l’opposizione all’utilizzo dei dati sanitari anche in forma libera.

Precompilata 2026: opposizione sull’inserimento delle spese sanitarie fino a marzo

Anche oltre la scadenza del 2 febbraio sarà possibile porre il proprio veto sull’utilizzo dei dati delle spese sanitarie nella precompilata, ma seguendo una strada diversa.

Dal 9 febbraio al 9 marzo, bisognerà accedere all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria, consultare l’elenco dei costi sostenuti nel 2025 e selezionare le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione all’invio dei relativi dati all’Agenzia delle Entrate.

Date e scadenzeModalità di opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie
Dal 1° ottobre 2025 al 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio cade di sabato) Direttamente all’Agenzia delle Entrate tipologia (o tipologie) di spesa da escludere, dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita), codice fiscale, numero della tessera sanitaria e relativa data di scadenza
Dal 9 febbraio 2026 al 9 marzo 2026 (l’8 marzo cade di domenica) Tramite il Sistema Tessera Sanitaria consultando l’elenco delle spese sanitarie e selezionando le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione all’invio dei relativi dati all’Agenzia delle Entrate per l’elaborazione della dichiarazione precompilata

Spese sanitarie inaccessibili per i controlli dell’Agenzia delle Entrate in caso di opposizione

Chi invia questa comunicazione in una delle due modalità ammesse non troverà nella precompilata 2026 le spese sanitarie che non ha messo a disposizione dell’Amministrazione finanziaria.

I cittadini e le cittadine che si trovano fiscalmente a carico di un familiare rendono inaccessibili i dati anche a chi presenta la dichiarazione dei redditi.

Con questa operazione, però, non si rinuncia alla possibilità di beneficiare della detrazione per le spese sanitarie: in fase di modifica della precompilata è sempre possibile inserire i dati per ottenere lo sconto IRPEF del 19 per cento.

Mentre l’opposizione incide anche sulle modalità con cui l’Agenzia delle Entrate può agire in caso di controlli formali. A partire dalle informazioni del 2025 diventa operativo l’accesso ai documenti di spesa di cittadini e cittadine da parte dell’Amministrazione finanziaria, ma la procedura diretta non è applicabile per chi si è opposto all’utilizzo dei dati.

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