Secondo acconto IRPEF 2021: la scadenza del 30 novembre

Tommaso Gavi - Irpef

Secondo acconto IRPEF 2021, le partite IVA e i contribuenti sono chiamati a pagare entro la scadenza del 30 novembre. Calcolo, modalità di pagamento e codice tributo da inserire nel modello F24.

Secondo acconto IRPEF 2021: la scadenza del 30 novembre

Secondo acconto IRPEF 2021, così come per le altre imposte dirette la scadenza da segnare in agenda è quella del 30 novembre.

Nella data più calda del mese che racchiude numerosi appuntamenti, sono chiamati a pagare i contribuenti che pagano l’IRPEF attraverso il modello F24.

Dopo il termine dello scorso 30 giugno, data entro la quale dovevano essere versati il saldo e il primo acconto, sono chiamati al pagamento i soggetti che devono versare la seconda o unica rata di acconto.

A determinare il numero di rate da pagare è l’importo dell’imposta dovuta.

Secondo acconto IRPEF 2021: la scadenza del 30 novembre

Il 30 novembre scade il secondo acconto IRPEF 2021.

La scadenza interessa titolari di partita IVA, lavoratori dipendenti e pensionati. La tabella di marcia dell’IRPEF segue le stesse date dei versamenti delle imposte sui redditi.

Generalmente il versamento degli acconti, pari al 100 per cento, si deve pagare se l’imposta dichiarata nell’anno supera i 51,65 euro.

Il calendario delle scadenze differisce a seconda dell’importo da corrispondere:

  • si paga in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2021, se l’importo dovuto è inferiore a 257,52 euro;
  • si paga in due rate se d’importo superiore a 257,52 euro, la prima entro il 30 giugno e la seconda entro il 30 novembre.

Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche, il versamento differisce in base alla categoria di contribuenti: imprese e autonomi utilizzano il modello F24, per i lavoratori e i pensionati è il sostituto d’imposta a trattenere l’importo dovuto in busta paga.

Il termine per il versamento si inserisce in una giornata particolarmente densa di adempimenti, a partire dai versamenti delle imposte sui redditi.

A fine mese è in scadenza anche l’invio telematico della dichiarazione dei redditi con modello Persone Fisiche e le rate della pace fiscale.

Secondo acconto IRPEF 2021: calcolo dell’importo e codice tributo per il modello F24

La somma da versare entro la scadenza del 30 novembre 2021 deve essere calcolata sulla base dei conti fatti in vista della scadenza dello scorso 30 giugno.

L’importo degli acconti dovuti, o del versamento in unica soluzione, può essere calcolato:

  • con il metodo storico, ovvero sulla base dell’importo dell’imposta dovuta nell’anno precedente. Tale metodo è favorevole nel caso di redditi costanti o crescenti nel tempo;
  • con metodo previsionale, ovvero effettuando il calcolo del primo e del secondo acconto delle imposte sulla base del reddito che si prevede di raggiungere nell’anno in corso. In questo caso il contribuente può pagare quanto effettivamente dovuto se il reddito finale è inferiore a quello dell’anno precedente. Tuttavia, in caso di versamento inferiore a quanto effettivamente dovuto, si applica la sanzione del 30 per cento della maggiore imposta dovuta per insufficiente versamento.

Nel caso in cui si debba pagare in due rate, nel calcolo bisogna tenere presenti le regole che valgono per le imposte sui redditi:

  • la prima è del 40 per cento e deve essere versata entro il 30 giugno, insieme al saldo dell’anno precedente, la seconda è pari al restante 60 per cento e deve essere versata entro il 30 novembre;
  • nel caso dei soggetti ISA e le partite IVA che applicano il regime forfettario, le rate di acconto sono dello stesso importo, ovvero pari al 50 per cento dell’imposta dovuta.

Per pagare sarà necessario compilare il modello F24, inserendo il codice tributo 4034.

I soggetti non residenti possono pagare le imposte anche con altre modalità: tramite bonifico bancario o mediante i servizi online dell’Agenzia delle Entrate.

Le stesse modalità di pagamento delle imposte previste per i contribuenti che utilizzano il modello REDDITI PF, devono essere utilizzate anche dai contribuenti che presentano il modello 730 e non hanno un sostituto d’imposta.

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